Al Nusra potrebbe scindersi da al Qaida con il supporto economico del Qatar

I leader della fazione al-Nusra sarebbero pronti a rompere con al Qaida in Siria, con l'obiettivo di diventare i protagonisti del rovesciamento del regime di Bashar al-Assad. A suggerire tale ipotesi è un articolo di Mariam Karouny, apparso su Reuters.

Secondo alcune fonti riportate dall'agenzia stampa, l'operazione sarebbe fortemente voluta dal Qatar, che è pronto ad aumentare i finanziamenti ad al-Nusra al fine di allargare la propria influenza in Siria. Così, il gruppo combattente diventerebbe una pedina da giocare sia contro lo Stato Islamico sia contro i "ribelli moderati" finanziati dagli Stati Uniti.

Ma perché il Qatar fa pressione per una scissione dagli jihadisti di al-Zawahiri?

Come è noto, la monarchia del Golfo specula sui conflitti in Medio Oriente, perseguendo una sorta di politica di potenza in tutta l'area. Dopo aver avuto rapporti con l'Isis e la stessa al-Qaida, ora tenta di giocare d'anticipo sugli Stati Uniti e l'occidente, con i quali, però, vuole continuare a mantenere relazioni diplomatiche ed economiche molto strette.

Dunque, è evidente che se al-Nusra rompesse con al-Qaida, l'emirato potrebbe finanziarla alla luce del sole. E ciò sarebbe reso possibile dal fatto che un distaccamento dallo jihadismo quedista vorrebbe dire anche sposare un'idea di guerra territoriale e non più di scontro frontale internazionale contro "i crociati ebrei e cristiani".

A tale riguardo, ricordiamo che attualmente l'invio di risorse ad al-Nusra sono giuridicamente ostacolate dal fatto che il gruppo è nella black-list delle organizzazioni terroristiche dallo United Nations Security Council.

Se la spaccatura si realizzasse, avrebbe due importanti effetti. In primo luogo, l'occidente, pur di mettere in difficoltà "Il Califfato" e il Presidente Assad, potrebbe anche non recriminare sulla strategia complessiva in cambio di garanzie. E, in seconda battuta, i qatarioti potrebbero controllare una parte importante della Siria attraverso un fazione amica, una sorta di suo braccio armato. I vantaggi di natura strategica ed economica di un'inziativa del genere sono impliciti.

Le milizie di Abu Mohammed al Golani, però, non avrebbero ancora deciso come muoversi. Ci sarebbe una sorta di discussione interna in atto, anche se il capo di al-Nusra pare propenso ad accettare l'offerta dell'emirato di Tamim bin Hamad al-Thani: offerta che sarebbe appoggiata anche dagli altri paesi del Golfo.

Ci teniamo a sottolineare che al momento, quelli riportati, sono solo rumors. La situazione mediorientale è intricatissima e le notizie false o verosimili abbondano. In ogni caso, se la notizia trovasse riscontri rimarrebbero numerosi questioni da sciogliere.

La più importante è quella inerente all'improvviso mutamento ideologico di al-Nusra. Molti dei loro miliziani hanno combattuto in Afghanistan e hanno giurato fedeltà ad al-Zawahiri. Come è possibile che improvvisamente abbandonino lo jihadismo militante per diventare una sorta di guerriglia nazionalista?

SYRIA-CONFLICT-ALEPPO

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