M5S: Dario Fo in Lombardia e Oliviero Beha a Roma, candidature create dai giornali?


Che il Movimento 5 Stelle sia il fenomeno politico dell'anno (di questo e probabilmente del prossimo) ci sono pochi dubbi, così come è chiaro che l'appeal degli altri partiti è ai minimi storici, non solo per gli elettori ma anche per i possibili candidati. Non c'è quindi da meravigliarsi se in molti cominciano a sgomitare per un posto nelle liste del movimento di Grillo, nonostante le ferree regole d'accesso: ha iniziato Flavia Vento (o un suo fantastico fake) che su Twitter si è proposta come portavoce del M5S, l'ha seguita l'ex gieffino Rocco Casalino che vorrebbe entrare in lista per le Regionali in Lombardia.

Ma oltre a queste, arrivano anche candidature di ben altra caratura, anche se la loro origine suscita qualche dubbio. La prima è quella di Dario Fo: una candidatura clamorosa, ma vediamo come è nata l'idea. A parlarne per primo era stato il quotidiano Pubblico, a proposito di un "polo giustizialista" formato dal M5S e i resti dell'Idv, che avrebbe candidato Ingroia a premier e, appunto, Fo al Pirellone. Oggi il premio Nobel dice la sua e apre alla possibilità di una sua candidatura, pur non risparmiando critiche al movimento:

Il fenomeno è davvero impressionante. Sono successe cose del genere in Francia, dove sono durate. In Italia abbiamo catorci, politici meschini oltre ogni misura [...] Però ci sono delle critiche da fare... Per esempio sull'uscita dall'euro e la ripresa della lira. Sembra una battuta da bar, così come è stata fatta. C'è qualche scienziato che l'ha detto, ma poi vado a verificare chi sono e non mi fido molto delle loro definizioni. Ci sono cose che bisogna studiare.


Però se Grillo gli chiedesse di candidarsi, fatte le opportune riflessioni sui punti di divergenza Fo si dice disposto a scendere in campo. Ma il punto è: Grillo glielo ha chiesto? Qualcuno del Movimento glielo ha proposto? Perché, in mancanza di qualche riscontro, si tratterebbe di una autocandidatura basata unicamente su un articolo di giornale dai toni vagamente fantapolitici. Per ora dal Movimento l'unico a parlare è il responsabile lombardo Vito Crimi, che ricorda come, tra le ferree regole per la candidatura, ci sia quella di essere iscritti prima del 30 settembre. E Fo, che nel 2006 partecipò alle primarie del centrosinistra a sindaco di Milano, non risulta iscritto. E d'altronde una sua candidatura sembrerebbe contraddire l'idea del "largo ai giovani" portata finora avanti dal M5S.

La candidatura di Fo sembra seguire le stesse orme del caso di Oliviero Beha. Non più di una settimana fa, da Roma arrivava la notizia della possibile candidatura al Comune di Beha che, però, diceva di avere la benedizione dello stesso Grillo. Sul suo blog e sul suo profilo Facebook Beha aveva scritto "Grillo mi vorrebbe sindaco di Roma, che ne pensate?", e subito Repubblica aveva ripreso la notizia. Immediatamente era arrivata la smentita dal blog di Grillo. Beha ha poi spiegato il qui pro quo in questi termini: un giornalista di Repubblica l'aveva contattato riportandogli la voce che Grillo lo avrebbe voluto candidare, lui l'ha postata sul blog e Repubblica l'ha ripresa.

Insomma, un circolo vizioso messo in atto dalla stampa per autoalimentarsi grazie all'appeal del Movimento grillino, che in questo momento fa notizia come poche altre cose (alla pari dei continui cambi di orizzonte di Berlusconi, che ogni giorno ha un piano diverso per riprendere il potere alla pari di un cattivo dei fumetti). D'altronde la pubblicità fa comodo a tutti.

Foto |© Getty Images - Tutti i diritti riservati

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