Papa Francesco: "No all'eutanasia. E' giusto puntare su cure palliative"

Papa Francesco davanti alla plenaria della Pontificia Accademia per la vita ha usato parole molte chiare sulle questioni di carattere bioetico. In questo caso i suoi detrattori conservatori, che spesso lo accusano di aver messo in secondo piano i cosiddetti "valori non negoziabili", avranno ben poco da recriminare.

In sostanza, il Pontefice ha detto un no deciso all'eutanasia, aggiungendo che è opportuno investire, spiritualmente ed economicamente, in cure palliative. Ecco cosa ha detto nello specifico Bergoglio su questo tema: "Le cure palliative sono espressione dell’attitudine propriamente umana a prendersi cura gli uni degli altri, specialmente di chi soffre. Esse testimoniano che la persona umana rimane sempre preziosa, anche se segnata dall’anzianità e dalla malattia. La persona infatti, in qualsiasi circostanza, è un bene per sé stessa e per gli altri ed è amata da Dio". (cit. Il Fatto Quotidiano).

Per questo motivo, il Papa ha incoraggiato studenti e professionisti a specializzarsi in assistenza ai malati oncologici attraverso cure palliative, che "non possiedono meno valore per il fatto che non salvano la vita". Tale affermazione, ovviamente, si ricollega al concetto della sacralità della persona da opporre a criteri di evidenza ed efficienza: "che non possono essere gli unici criteri a governare l’agire dei medici, né lo sono le regole dei sistemi sanitari e il profitto economico. Uno Stato non può pensare di guadagnare con la medicina".

Ovviamente la questione è molto delicata e non ci avventuriamo qui in un'analisi dell'intervento del Papa. Quello che ci domandiamo ora è piuttosto l'effetto che potranno avere le parole di Bergoglio sulla politica italiana. Ad esempio, sappiamo che la legge di iniziativa popolare per la legalizzazione dell'eutanasia e l'interruzione delle terapie, presentata dall'Associazione Luca Coscioni, non è mai stata presa in considerazione. Il Governo Renzi dovrebbe dare una risposta sul tema, ma pare che equilibri politici vigenti non permettano l'avvio di una discussione serena.

Un dibattito sereno, ovviamente, non vuol dire avere già delle riposte precostituite. Ma rimane un'emergenza sociale che il legislatore non può ignorare: quella della piaga dell'eutanasia clandestina. La responsabilità morale del cittadino di scegliere la propria morte non può essere messa sistematicamente in secondo piano dallo Stato.

Papa Francesco messa del crisma

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