Renzi, prova di (finto) dialogo con Grillo. Il premier cerca il Cav…

Chi spera nel terremoto resterà presto deluso perché la politica italiana, gira e rigira, manda solo piccoli segnali, di fatto convulsioni senza capo né coda, solo per dimostrare che c’è. Il Palazzo tira avanti come può e come vuole, con la stantia commedia all’italiana che propone le solite scene con i soliti attori incapaci di destare la pur minima attenzione.


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Un dato è certo: viviamo un periodo di restrizione di quelle regole democratiche che hanno permesso all’Italia di progredire, pur fra stop and go, nei sui primi 50 anni di storia repubblica, dal dopoguerra alla fine della prima Repubblica.

“Siamo tutti prigionieri – dice Potito Salatto del Ppi di Mario Mauro - di un imbarazzante leaderismo che nasce e si sviluppa soprattutto per la presenza ossessiva di chi dovrebbe guidarci sugli schermi televisivi, alla radio, sui social network, anziché per le idee e le proposte avanzate dai singoli personaggi”. Si chiede amareggiato Salatto: “Dov’è più la partecipazione alla vita pubblica? Dove sono più i partiti con le loro sedi, le loro interne discussioni, le loro assemblee dei soci? Ogni formazione, anche se di governo, può uscire ogni volta dai propri confini per acquistare consensi parlamentari su singole questioni in barba alla regola della distinzione tra maggioranza e opposizione?”. Già.

In un quadro così desolante è chiaro che alla partecipazione si sia sostituito l’astensionismo. E non bastano certo le primarie, come quelle del Pd, a coprire il vuoto di partecipazione effettiva e di democrazia reale.

Tornando al dunque iniziale, cioè al teatrino della politica nostrana, l’ultimo atto lo giocano Beppe Grillo e Matteo Renzi, un tentativo di (mini) accordo (Rai e diritto di cittadinanza) senza basi e senza prospettive, una mossa tattica per il capo del M5S per tentare di uscire dallo stagno e per lo stesso premier-segretario teso a dare un contentino a Bersani&C sempre minacciosi ma sempre impotenti.

Scrive Stefano Folli: “L’obiettivo numero uno del premier è riaprire il canale di dialogo con Berlusconi. Il dialogo Grillo-Renzi ha soprattutto un risvolto elettorale. Grillo è in grosse difficoltà, ha bisogno di riproporre un’immagine nuova in vista delle elezioni regionali, e quindi è un suo interesse dimostrare che attraverso delle aperture può ottenere dei risultati. Grillo avanza ipotesi di collaborazione e se queste non saranno accolte da Renzi, l’M5S può avere una leva elettorale. D’altra parte come si può pensare di coinvolgere Grillo in una sorta di maggioranza elettorale?”.

Appunto. Finte e controfinte. Solo per gonzi. Ci cascheranno ancora gli italiani?

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