Sondaggi politici 2015: la Lega Nord si ferma

I sondaggi politici non registrano una nuova avanza del partito di Matteo Salvini. Che forse ha raggiunto l'apice.

Non tutti i sondaggi politici sono concordi, ma stando a quelli Ixè trasmessi oggi ad Agorà la Lega Nord ha smesso di crescere. Non sarebbe una gran notizia, se non fosse che arriva a pochi giorni di distanza dalla manifestazione di Roma che doveva sancire una volta per tutte l'ascesa della Lega Nord e l'incoronazione di Matteo Salvini come nuovo leader della destra (estrema) italiana. E invece, il Carroccio si ferma, stabile al 14,2%. Com'è possibile? Forse è proprio la connotazione estrema che la Lega si è data a essere un'arma a doppio taglio, che le ha consentito di crescere impetuosamente negli ultimi mesi, ma che rappresenta anche un limite all'espansione del partito. In tanti - sicuramente tra gli elettori moderati del centrodestra, probabilmente anche tra gli elettori leghisti - non vedono di buon occhio l'apparentamento con i neofascisti di CasaPound.

A questo proposito, una risposta la dà lo stesso sondaggio Ixè, secondo il quale il 53% dei leghisti è d'accordo con la presenza di CasaPound in piazza a Roma con il Carroccio. Un dato che si può interpretare in due modi: la maggior parte dei leghisti è d'accordo con Salvini, ma è pur sempre solo la metà di un partito solitamente molto compatto a vedere di buon occhio l'alleanza. A dirsi contrari, infatti, è ben il 35% degli elettori della Lega. Per avere un quadro generale della situazione, bisogna anche vedere l'indice di gradimento di Fratelli d'Italia, terza testa del Front National italiano che si appresta a nascere. Il partito di Giorgia Meloni guadagna qualcosa e arriva al 3,3%. Il che significa che FdI e Lega assieme hanno consensi pari al 17,5%. Un margine di crescita, per un partito di estrema destra, può ancora esserci, ma è molto difficile immaginare che si possa superare quota 20%.

Per quanto riguarda gli altri partiti, continua il momento di forma del Partito Democratico, che non guadagna ma rimane su livelli altissimi: 38,3%. Stabile anche il Movimento 5 Stelle, al 18,5% e che quindi riesce, nonostante la competizione serrata sul tema "no-euro", a tenere a debita distanza proprio il partito di Salvini. Stabile, infine, anche Forza Italia, al 12,9%.

Tra i partiti minori, si segnala il 3,9% di Sel, che sta gradualmente riassestandosi su livelli abbastanza importanti e che probabilmente si giova (ma non quanto ci si aspetterebbe) dello spostamento del Pd su posizione sempre più liberali di centro. Fermo anche il Nuovo Centrodestra (2,7%) al quale va però aggiunto lo 0,7% dell'Udc, il totale è comunque un deludente 3,4%. Torna a farsi vedere, invece, Rifondazione Comunista, all'1,3%.

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