Reddito di Cittadinanza, M5s contro Taddei (Pd): "Noi pronti a discutere. Lui intellettualmente disonesto"

La posizione del MoVimento 5 Stelle sulla crisi di governo

"Tante nostre proposte sono state bocciate a priori. Se superiamo questo scoglio, come abbiamo sempre fatto sulle cose buone, su Rai e reddito di cittadinanza dialoghiamo con tutti, anche con il Pd". Così si esprimeva mercoledì Beppe Grillo sul Corriere della Sera, imprimendo una sorta di svolta alle modalità di fare opposizione dei 5 stelle.

L'apertura al dialogo, però, pare non essere stata accolta con favore da Matteo Renzi e dalla maggioranza del Partito Democratico. Il premier ha dichiarato ieri che continua a trattare solo con Berlusconi, visto che è "il capo del principale partito dell’opposizione" e che "Grillo si tiene fuori da tutto, si marginalizza da solo". Subito dopo è arrivato anche Filippo Taddei, responsabile economico del Pd, che ha bollato la proposta sul reddito di cittadinanza (che poi, per l'esattezza, è un reddito minimo) come propaganda.

Ecco cosa ha detto Taddei nello specifico a L'Espresso:

È propaganda mi sembra chiarissimo. Grillo sta proponendo di finanziare una spesa che diventerà corrente - mica vorrà dare il reddito minimo per un solo anno, no? - con una tassa straordinaria. Non regge, salvo che non intenda rendere permanente una tassa patrimoniale. Ma fare il reddito minimo ha senso solo se lo fai recuperando le risorse dalla spesa, non aumentando la pressione fiscale che è già elevata [...] Io penso che i 5 stelle debbano decidere se voglio cambiare il paese o fare solo opposizione"

.

Per Taddei, insomma, non ci sono le coperture e non si può ricorrere ad una patrimoniale. Inoltre, pare che almeno per il momento i democratici non abbiano voglia di mettere in campo un progetto alternativo a quello di Grillo.

L'idea di discutere in materia di reddito minimo, invece, era piaciuta alla minoranza Pd e a Sel (che sul tema ha presentato anche una sua proposta). La disponibilità della sinistra, però, ha messo in allarme in renziani. Questi, sebbene il Patto del Nazareno si sia concluso, non sembrano intenzionati a rivoluzionare gli equilibri che hanno supportato il governo finora.

Dopo le osservazioni di di Taddei, è giunta immediata la replica del M5s. Grillo ha pubblicato sul suo blog un intervento di Nunzia Catalfo, la portavoce del Movimento al Senato. Dal testo si legge:

"La nostra proposta costa all'incirca 15 miliardi di euro coperte da voci di spesa[...] Le nostre coperture finanziarie - che Taddei reputa 'sbagliatissime' - sono state ritenute ammissibili dalla Commissione Bilancio del Senato in sedi di esame della Legge di Stabilità. Se Taddei non fosse intellettualmente disonesto, saprebbe che in Commissione si può discutere e si può arrivare ad un accordo tra le varie forze politiche anche sulle coperture. Noi siamo disposti a farlo, perché la nostra priorità sono i cittadini e non gli investitori stranieri che ha a cuore Taddei a cui svendere le aziende italiane"

E' difficile pronunciarsi sulla fattibilità della norma, ma resta il fatto che un pacchetto di misure per finanziare il loro progetto i 5 stelle lo hanno circostanziato. Il piano comprende imposte sulle grandi ricchezze, taglio delle pensioni d’oro, taglio alle spese militari, tassazione sul gioco d'azzardo, risparmio sulle spese per l'acquisto di beni e sevizi, riduzione dei costi della pubblica amministrazione.

Che lo spazio per l'introduzione di un reddito minimo ci sia sono in molti a dirlo. Non solo Don Ciotti, impegnato nella campagna Miseria Ladra, ma anche l'economista e nuovo Presidente dell'Inps, Tito Boeri. Quest'ultimo, martedì scorso, in un'intervista al Corriere della Sera, ha ribadito che "Bisognerebbe spendere meglio le risorse pubbliche, prevedendo per esempio un reddito minimo per contrastare le situazioni di povertà, finanziato dalla fiscalità generale".

Ricordiamo, a tale proposito, che l'Italia è l'unico paese Ue, insieme alla Grecia, ad essere sprovvisto di una misura del genere. E rispetto ad una situazione che vede circa 6 milioni di persone che non hanno le risorse per condurre una vita dignitosa, non non ci sembra opportuno tirarsi indietro, alimentando sterili polemcihe. Tanto più che anche quest'anno spenderemo 10 miliardi di euro per i famosi 80 euro. Operazione, questa, finanziata con i tagli agli enti locali e che non avrà grande incidenza sui consumi.

Infine, evidenziamo che in questo caso a fare la parte dei "grillini" pare siano stati i democratici. Il Pd ha tutta la libertà di escludere la fattibilità delle proposte dei 5 stelle, ma allo stesso tempo dovrebbe cercare una mediazione o proporre alternative, soprattutto in favore di chi si trova in condizioni di estrema indigenza.

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