Francia: Gheddafi finanziò Sarkozy? Ex ministro Guéant in stato di fermo

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Secondo quanto riportato dal quotidiano Le Monde, l'ex ministro dell'Interno francese, Claude Guéant, è in stato di fermo. L'accusa sarebbe quella di aver preso soldi in nero dall'ex rais libico Mu'ammar Gheddafi, allo scopo di finanziare la campagna per le presidenziali del 2007 di Nicolas Sarkozy. Nello specifico, gli inquirenti stanno interrogando Guéant riguardo alla somma di circa 500.000 euro versata dall'estero, nel marzo del 2008, su un suo conto corrente bancario.

Guéant ha ribadito che il versamento "non non ha a che vedere con la Libia". Per l'ex consigliere del Presidente Sarkozy, quella somma sarebbe il corrispettivo di una vendita ad un avvocato malese di due quadri del pittore fiammingo del diciassettesimo secolo, Andries van Eertvelt. Ma tale ipotesi desta delle perplessità, visto che le opere d'arte sarebbero state vendute ad un prezzo che non corrisponde a quello delle quotazioni di mercato. Per questo motivo, gli inquirenti sospettano che il nome del legale africano possa essere servito da copertura.

Inoltre, risulta che Guéant non ha mai fatto richiesta di certificazione al ministero della Cultura, necessaria per concretizzare la vendita all'estero. E ciò costituisce una truffa ai danni dello Stato.

Le prime accuse di finanziamenti illeciti di Gheddafi a Sarkozy emersero durante la campagna per le presidenziali del 2012. In quell'occasione si parlò di 50 milioni di euro giunti da Tripoli nelle tasche del partito del Presidente, l'Ump (Unione per il Movimento popolare). Da allora l'ex ministro dell'Interno e finito tre volte in stato di fermo, cosa che è toccata anche all'ex inquilino dell'Eliseo nel luglio scorso.

Ora il leader neogollista è tornato in campo, deciso a sfidare Hollande e Le Pen alle prossime presidenziali. I sondaggi lo vedono al secondo posto, ma è certo che se fosse istruito un processo la sua posizione si complicherebbe.

Molti rimangono i dubbi sulla guerra che portò alla rimozione di Gheddafi. In primo luogo, il ruolo che ha giocato la Francia nell'eliminazione fisica del colonnello, voluta, probabilmente, per impedirgli di fare dichiarazioni scottanti nel corso di un eventuale processo.

Tuttavia, non solo Sarkozy aveva da temere rispetto a possibili dichiarazioni dell'ex leader libico. I governi occidentali avevano intessuto con la Libia relazioni economiche e politiche molto ambigue e a nessuno sarebbe convenuto tenere Gheddafi in vita. Inoltre, segnaliamo che dopo la caduta del regime non è mai stato pienamente chiarito a chi siano andati i soldi depositati dal rais nelle banche europee.

Ad oggi, quello che resta del conflitto libico del 2011 è solo la miopia politica dell'occidente, un paese in guerra civile, dove ha attecchito lo jihadismo legato ideologicamente all'Isis e ad al Qaida, e tanti misteri.

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