Renzi, il “grande amore” resta Berlusconi?

Da domani lunedì 8 marzo Silvio Berlusconi è libero dagli “impegni” con gli anziani di Cesano Boscone e può tornare in campo, in politica, dispiegando (quasi) tutto il proprio potenziale.

L’ex premier non potrà candidarsi sino al 2019 e questo impedimento, sapendo quanto il rais di Arcore “alza” nelle urne, nuoce a Forza Italia e all’intero centro destra sempre in cerca di leadership, identità, progetto strategico e programma politico.

Non solo. Berlusconi sta sfogliando la margherita per decidersi sul che fare. Si imbarcherà per la sua ultima sfida nell’agone politico o si limiterà a gestire il proprio tesoretto politico-elettorale cercando di tirare le fila del gioco politico, vero e proprio burattinaio del Palazzo?

Con la giustizia, per il gran capo degli Azzurri, restano aperti conti importanti che possono sfociare in situazione molto ingombranti, vedi il caso Ruby, ma non solo. Con la politica, Berlusconi, visto come è ridotta Forza Italia (mai così in basso nei sondaggi e alla vigilia di risultati alle prossime regionali di maggio da … tregenda) e visto il disorientamento totale del centro-destra nella spirale del “si salvi chi può”, si trova ad avere un pugno di foglie secche, forse peggio.

Non ultimo, il Cav (o ex Cav) viaggia oramai verso gli 80 anni (79 anni il prossimo settembre) e questo non dà la miglior spinta per ripartire da zero. Allora?

Berlusconi con un occhio ammicca al prorompente Salvini (la Lega viene data in forte sorpasso su Forza Italia!) e con tutte e due le mani implora Matteo Renzi di non abbandonarlo, dopo lo sregolamento del Patto del Nazareno.

Come abbiamo già detto l’altro giorno, al di là dei movimenti di Berlusconi per fare vedere che ancora c’è, la ciambella di salvataggio (non solo politica) resta Renzi, anch’egli nel dubbio se proseguire con il suo governo fra stop and go o cercare il casus belli e giocare la carta delle elezioni politiche anticipate, in autunno o la prossima primavera.

Scrive Stefano Folli: “Per Renzi, Berlusconi è ancora l’interlocutore privilegiato. Il premier non ha nessun interesse a valorizzare le aperture di Grillo. I rischi sono enormi e la trappola può essere pericolosa. Renzi punta a riaprire un canale di dialogo con Berlusconi, tutto il resto non gli interessa.”.

berl Fatto sta che il cammino delle riforme è tutto in salita (vedi decreto rai, scuola ecc.) e non è detto che le prossime regionali di maggio non portino altri danni per il Pd e quindi altre grane per il premier-segretario. Può però Renzi realisticamente pensare di appoggiarsi a Berlusconi, così malandato? Resta buono il detto: “dimmi con chi vai e ti dirò che sei”.

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