Il sito del Pd Toscana violato da presunto hacker dello Stato Islamico

We are everywhere con un’emoticon che strizza l’occhiolino il messaggio dal presunto hacker islamico

We are everywhere. Non si accontentano di essere a sud di Roma, passata qualche settimana i militanti dell’Is fanno sapere di “essere ovunque” grazie ai loro hacker che qualche ora fa hanno violato i sistemi di sicurezza del sito del Pd Toscana lasciando un messaggio inequivocabile , “We are everywhere”, con tanto di “colori sociali”, un emoticon che strizza l’occhio e la firma: “Hacked by Islamic State”.

Sull’episodio stanno indagando la Digos fiorentina e la Polizia Postale, in costante contatto con il Viminale, e, mentre scriviamo, l’homepage del sito continua a essere “presidiata” dal nero tipico della “comunicazione” dell’Is.

Una settimana fa, in un report presentato in Parlamento erano stati sottolineati i pericoli di attacchi informatici alle istituzioni del nostro Paese, una vera e propria “guerra” parallela a quella combattuta dalle milizie sul campo.

Perché il sito del Pd Toscana? Perché questo tipo di operazioni dimostrative avviene quasi sempre “random”, con modalità del tutto casuali, sui domini che si dimostrano più permeabili alle incursioni degli hacker. Nel momento in cui si atterra in homepage parte uno degli inni che sono soliti scandire i video pubblicati su Youtube.

Nella “firma” lasciata dall’hacker c’è un link che rimanda al profilo Facebook di Mohammed Ali su cui compaiono gli indirizzi web di altri siti attaccati o oscurati, per esempio quello dell’ente di turismo nigeriano. L’attacco al Pd toscano – che rappresenta il potere politico in regione – potrebbe essere la diretta conseguenza dei recenti attacchi subiti da siti toscani con contenuti di propaganda islamica.

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Via | Il Messaggero

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