Ciad e Niger scatenano offensiva di terra contro Boko Haram

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Gli eserciti del Ciad e del Niger hanno scatenato un'offensiva di terra e aerea contro i miliziani di Boko Haram, entrando nel sud-est della Nigeria. In questo modo, i governi dei due paesi africani hanno deciso di aprire un nuovo fronte di guerra per bloccare l'avanzata militare e ideologica degli islamisti.

Azem Bermandoa, portavoce dell'esercito del Ciad, ha confermato oggi che "l'offensiva è in corso", evidenziando che per ottenere il massimo risultato sono impegnati nell'azione centinaia di veicoli e migliaia di militari. Ricordiamo che Ciad e Niger, insieme al Camerun, avevano già promosso un'offensiva contro Boko Haram nel gennaio scorso. In quell'occasione l'azione era partita dal confine ciadiano.

Intanto, segnaliamo che ieri è stata l'ennesima giornata di terrore: i fondamentalisti, dalla loro base operativa nello Stato del Borno (Nigeria), hanno messo in atto una nuova ondata di attentati. Il bilancio è drammatico, più di 50 persone hanno perso la vita nella città di Maiduguri. Inoltre, sempre nella giornata di ieri, il capo di Boko Haram, Abubakar Shekau, in linea con quanto stanno facendo molte milizie islamiste africane, ha giurato fedeltà all'Isis e al suo "Califfo" al-Baghdadi.

Il giuramento di fedeltà ci dice essenzialmente due cose. La prima è che al Qaida, a cui i miliziani africani erano precedenti legati, continua a perdere pezzi. La seconda, invece, è che l'Isis continua a svolgere un processo di unificazione tra i vari gruppi che hanno abbracciato lo jihadismo "contro i crociati ebrei e cristiani". Fatto, questo, che desta preoccupazione perché il gruppo comandato da al-Baghdadi, a differenza di quello che fu capeggiato da Bin Laden, non mette in pratica solo una logica terroristica, ma anche di dominio territoriale.

Il Ciad sta svolgendo un ruolo centrale nell'offensiva contro Boko Haram. In un primo momento, l'occidente aveva sostenuto miltarmente la Nigeria di Goodluck Jonathan. Ma dopo lo scandalo sulle sistematiche violazioni sui diritti umani compiute dal governo di Abuja e la sua inefficacia nel contrastare il fenomeno islamista, si è preferito puntare Primo Ministro ciadiano.

Idriss Déby Itno, proprio due giorni fa, ha lanciato una sorta di ultimatum a Abubakar Shekau: ha tutto l'interesse ad arrendersi, sappiamo dove si trova e se non si consegna subirà la stessa sorte dei suoi compagni".

Tuttavia, è opportuno fare una precisazione. Al di là del ruolo strategico svolto dal Ciad, non si deve credere che il suo governo non sia incline a pratiche antidemocratiche, chi violano i diritti umani. Basta dare un'occhiata al rapporto di Amnesty International 2014/2015 .

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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