Berlusconi: “Voteremo contro le riforme di Renzi”

Il leader di Forza Italia interviene telefonicamente all’apertura della campagna elettorale di Schittulli e promette "guerriglia" a partire da martedì

Silvio Berlusconi Starts Serving His Sentence At Fondazione Sacra Famiglia In Cesano Boscone

Tramontato il Nazareno, con un Salvini che cresce e ambisce a diventare leader di una nuova destra, esaurite – almeno per il momento – le incombenze ai servizi sociali di Cesano Boscone, incassata con il consueto aplomb la sequela di intercettazioni pubblicate sui giornali, Silvio Berlusconi fa una delle sue telefonate, quelle che contraddistinguono sempre di più la sua attività di sostegno ai candidati alle regionali.

Nella giornata in cui si apre a Bari la campagna elettorale di Francesco Schittulli, candidato di Forza Italia al governatorato della Puglia, Berlusconi parla di riforme o, meglio, promette guerriglia martedì prossimo quando le riforme di Matteo Renzi riguardanti la "Buona Scuola" arriveranno al voto.

La love story è finita e, come spesso capita, inizia il tempo dei dispetti e delle ripicche: Berlusconi sostiene che il no di Forza Italia, sarà un no

alla arroganza e prepotenza del Pd che è stato incapace di cambiare se stesso e il paese. Speravamo con Renzi di chiudere vent'anni di guerra strisciante. Abbiamo imparato a nostre spese che il partito viene prima del Paese, che i cambiamenti servivano solo a privilegiare una parte politica. Non siamo stati noi a tradire.

Berlusconi che racconta, dopo 21 anni al potere, di avere imparato da Renzi che cosa sia l’opportunismo politico è davvero un bel pezzo da commedia dell’arte. Il giovane contraente del patto naufragato

è lì con i voti con cui è diventato sindaco di Firenze. Ha promesso tanto è realizzato molto poco.

Guerriglia sia, dunque, e guerriglia sarà. Rispetto a quando Berlusconi lasciò la presidenza del consiglio nel novembre 2011, l’Italia è un “Paese che sta peggio sul piano economico e democratico, dove debito pubblico e spesa pubblica sono aumentati”, dice Berlusconi che aggiunge:

La disoccupazione è ai massimi storici, il debito pubblico èaumentato come la spesa pubblica. Al tempo in cui eravamo al governo l'immigrazione clandestina non esisteva più ormai.

Accanto alle vecchie hit del repertorio – con gli immancabili attacchi a magistratura, Corte Costituzionale e Capi dello Stato – Berlusconi non ha mancato di citare l’inaffidabilità di alcuni alleati. E, proprio in un’ottica di ricompattamento del centrodestra, ha chiesto che vengano messi da parte gli egoismi e le “rendite di posizione personali che condannerebbero tutti i moderati alla sconfitta”. I moderati, per chi non fosse stato nei paraggi nelle ultime settimane, sarebbero lui e Matteo Salvini. Tutto chiaro?

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