La riforma Rai del governo Renzi: come funziona e cosa cambia

Ecco come funziona e cosa cambia con la riforma della Rai del governo Renzi.

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22 dicembre - La riforma della Rai è diventata legge in seguito all'approvazione definitiva del Senato, che ha votato per alzata di mano.

La riforma Rai del governo Renzi: come funziona e cosa cambia

Il consiglio d'amministrazione - I consiglieri diventano sette: 2 di nomina governativa, 2 della Camera, 2 del Senato, uno è il rappresentante dei dipendenti. Precedentemente, il cda era formato da nove membri: 7 eletti dalla commissione di Vigilanza (quindi, dal Parlamento) e due dal Tesoro.

Amministratore delegato forte - Con la riforma viene introdotta la figura dell'ad, che può nominare i dirigenti dopo aver sentito il parere del cda. L'ad è nominato per tre anni dal cda su proposta del ministro del Tesoro e, a differenza dell'ex figura del direttore generale, può votare.

I poteri dell'ad - L'amministratore delegato nomina i direttore di rete, di testata e i dirigenti di seconda fascia. Il cda esprime solo un parere, che non vincola l'ad, a meno che non siano contrari i due terzi del cda. L'amministratore delegato può firmare in totale autonomia contratti fino al dieci milioni di euro.

La norma transitoria - Appena approvata la riforma al direttore generale della Rai saranno conferiti i poteri stabiliti nel disegno di legge per l'amministratore delegato, in attesa che questo venga nominato.

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Riforma della Rai: il nuovo organigramma

6 agosto - Riassumendo, ecco l'organigramma della nuova Rai firmata dal governo (le cui nomine, però, sono precedenti al varo della riforma).

Nuovo presidente è Monica Maggioni, 51 anni, una vita trascorso come giornalista all'interno del servizio pubblico. Dal 2013 era direttore di RaiNews.

Il nuovo amministratore delegato è Antonio Campo Dall'Orto, 51 anni. Già vicedirettore di Canale 5, poi ad di Mtv. Ha lavorato anche a La7 e nelle poste.

Chi sono i sette membri del cda Rai


    - Franco Siddi, 62 anni, ex segretario dell\'Fnsi
    - Guelfo Guelfi, 70 anni, nella squadra comunicazione di Matteo Renzi, ex Lotta Continua
    - Rita Borioni, 50 anni, autrice e conduttrice tv, storica dell\'arte
    - Paolo Messa, 39 anni, editore della testata Formiche
    - Giancarlo Mazzuca, 67 anni, direttore de Il Giorno
    - Arturo Diaconale, 70 anni, presidente del parco nazionale del Gran Sasso
    - Carlo Freccero, 68 anni, ex direttore di varie testate Rai, esperto di comunicazione

5 agosto, 20:48 - E' in corso in questi minuti la prima riunione del nuovo Cda della Rai.

Alle 21 si dovrebbe invece riunire la Commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai, per esprimere il parere sul presidente indicato dall'Assemblea degli azionisti dell'azienda, Monica Maggioni.

19.00 - Il Movimento 5 Stelle reagisce negativamente alla nomina del nuovo Presidente Rai, Monica Maggioni. Carlo Sibilla su Twitter scrive: "No alla Maggioni presidente del Cda. Non può garantire indipendenza e lontananza da conflitti d'interesse"

18.00 - Per il premier, Matteo Renzi, il nuovo Cda ha un alto profilo e respinge le accuse di lottizzazione:

"Sono tutte persone che vengono da un’esperienza giornalistica e televisiva. Credo che sia giusto che nei cda si premi la competenza. Ma permettetemi anche di aggiungere che prima di dire che nelle aziende Renzi mette tutti i suoi, andatevi a vedere i risultati delle varie società e poi ne riparliamo. Il nostro lavoro sta rimettendo l’Italia in pista, a tutti i nostri amici gufi una buona estate con i dati del turismo e bancari, che usciranno domani e saranno positivi”

17.30 - L'Assemblea degli azionisti ha designato la giornalista Monica Maggioni nuovo Presidente della Rai. Marco Fortis, invece, sarà il nuovo consigliere del Tesoro. Toccherà ora alla Vigilanza ratificare le due scelte con i 2\3 dei voti. Antonio Campo Dall’Orto resta invece il favorito per la direzione generale.

Decisiva per la nomina a Presidente dell'attuale direttrice di RaiNews, l'intesa tra il premier Matteo Renzi e Silvio Berlusconi.

Nel corso dell'assemblea, la consigliera Benedetta Tobagi ha letto un messaggio a nome dei consiglieri e del Presidente uscente, Anna Maria Tarantola, esprimendo un ringraziamento al Direttore Generale Luigi Gubitosi, alle strutture e a tutti i lavoratori della Rai per l'impegno profuso in questi tre anni.

16:07 - Secondo quanto riporta il sito web del quotidiano L'Unità (in buona sostanza house-organ del PD, quindi di certo l'informazione va presa sul serio) ci sarebbe una norma del 14 febbraio 2015 che impedirebbe ai pensionati di svolgere incarichi pubblici retribuiti:

"Il Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione ha adottato in data 4.12.2014 un’apposita circolare per chiarire la portata dell’art. 6 del Dl n. 90/2014 convertito nella Legge n. 114/2014 che ha introdotto nuove disposizioni in materia di “incarichi dirigenziali a soggetti in quiescenza"

Che cosa significa questo in termini di nomine Rai, in particolare guardando al nuovo Cda fresco di nomina? Significa che i consiglieri neoeletti Carlo Freccero, Guelfo Guelf, Giancarlo Mazzuca e Arturo Diaconale dovrebbero necessariamente rinunciare allo stipendio e comunque non potranno ricoprire tale carica per oltre un anno: la riforma della P.A. che è stata approvata ieri in via definitiva stabilisce come l’incarico non sia incompatibile se svolto in maniera gratuita e comunque per non più di un anno.

L'obiettivo di quella legge è chiaro e condivisibile: "assicurare il ricambio e il ringiovanimento del personale pubblico. [...] In particolare il divieto riguarda gli incarichi di studio e di consulenza, incarichi dirigenziali o direttivi, cariche di governo nelle amministrative e negli enti e società controllati". E se è vero che la Tv di Stato non rientra esattamente nel settore della "pubblica amministrazione" una fonte del governo interpellata dall'Huffington Post Italia spiega che essendo le nomine del Cda di competenza parlamentare è altrettanto chiaro che questo sia soggetto alle normative previste proprio per la P.A.

Carlo Freccero si sarebbe già detto disponibile a rinunciare allo stipendio, anche se questa ipotesi cade un po' come un fulmine a ciel sereno sulle nomine appena fatte. Il problema effettivo che ci si pone, in realtà, riguarda il mancato rispetto delle quote rosa.

15.00 - L'assemblea degli azionisti della Rai doveva tenersi questa mattina, e invece è slittata nel pomeriggio. Per quanto concerne il nuovo Presidente, secondo le indiscrezioni, è saltato fuori il nome di Monica Maggioni, l'attuale direttore di RaiNews.

La giornalista, come nuova guida di Viale Mazzini, sarebbe stata proposta dal Pd a Forza Italia. E pare che a Silvio Berlusconi l'ipotesi piaccia.

5 agosto 2015 - Oggi il premier, Matteo Renzi, torna dalla sua visita in Giappone e dovrebbe decidersi sui nomi del nuovo Presidente e Direttore Generale della Rai. Per quanto riguarda la seconda carica rimane favorito Antonio Campo Dall’Orto. Sulla presidenza, invece, cè ancora incertezza, anche perché pare che Silvio Berlusconi non abbia fretta di chiudere.

Tra i favoriti per la carica di Presidente c\'è Antonella Mansi, vicepresidente di Confindustria, ex fondazione Mps. Ma l'ipotesi non sarebbe gradita a Forza Italia, come lasciato intendere da Maurizio Gasparri, che ha dichiarato: "Non si è mai occupata di Rai, dentro Viale Mazzini si possono trovare donne più all\'altezza di lei". Altro nome che va prendendo quota in queste ore è quello di Marcella Panucci, direttore generale di Confindustria.

Rai, anche Freccero nel nuovo Cda


ore 15.15 -

Nel primo pomeriggio, la Commissione parlamentare di Vigilanza ha indicato i nomi di sette dei nove membri del Consiglio di amministrazione di viale Mazzini di sua competenza: si tratta di Carlo Freccero, Arturo Diaconale, Franco Siddi, Rita Borioni, Guelfo Guelfi, Paolo Messa e Paolo Mazzucca.

Aggiornamento 4 agosto, ore 10.20 - Il Governo Renzi indicherà quest’oggi i nomi di direttore generale e presidente Rai, Matteo Renzi ha assicurato che “saranno professionisti di livello, competenza e indipendenza come è giusto che sia” e ha parlato di una “scommessa di grande respiro”. Il cda verrà rinnovato con la Gasparri invece che con la riforma e questo pomeriggio, intorno alle 14, la commissione Vigilanza della Rai sceglierà i 7 membri (su 9) del cda della Rai, due dei quali spettanti all’opposizione. Matteo Renzi ha lasciato intendere che il nuovo direttore generale sarà Antonio Campo Dall’Orto, “uno stimatissimo professionista, tra i più interessanti innovatori della televisione degli ultimi anni”.

Intanto, sul suo blog, Beppe Grillo ha spiegato quale sarà il ruolo del Movimento Cinque Stelle.

Nei mesi scorsi il M5S e altre forze politiche hanno depositato in Parlamento delle proposte di riforma della governance Rai. La nostra, in particolare, punta ad eliminare una volta per tutte l\'influenza della politica nell\'azienda di Stato e individua a tal fine una procedura pubblica e trasparente per selezionare i consiglieri di amministrazione secondo i criteri di onorabilità, competenza e indipendenza. Il Parlamento non ha voluto discutere le diverse proposte finché il premier non ha presentato con mesi di ritardo la sua pseudo riforma: una Gasparri 2.0, che spianerebbe la strada all’occupazione della Rai da parte del governo, una scelta che non ha eguali fra le democrazie europee,

ha spiegato Beppe Grillo. Il leader del M5S ha quindi dichiarato che quest’oggi il suo movimento sosterrà Carlo Freccero come consigliere di amministrazione della Rai:

abbiamo tenuto conto della sua decennale esperienza professionale come autore e dirigente televisivo, della profonda conoscenza che ha del mezzo televisivo e del suo linguaggio e della prova di indipendenza data, in passato, mantenendo scelte editoriali coraggiose e scomode per le maggioranze in carica. Ci assumiamo la responsabilità di questa decisione con la consapevolezza di aver cercato una figura che rispondesse ai criteri da noi evidenziati nelle diverse sedi e che riteniamo indispensabili per chi è chiamato a ricoprire questo ruolo. Nessun filo ha legato e legherà mai Freccero al M5S. È scontato ma riteniamo di doverlo sottolineare per rispondere a chi, in queste ore, afferma che anche il M5S si è seduto al tavolo della lottizzazione.

Aggiornamento 3 agosto 2015 - Continua il totonomi, mentre sembra sempre più chiaro che l\'intenzione di Matteo Renzi sia di affidare le chiavi dell\'azienda televisiva di stato a una donna. Il nome prediletto sarebbe quello di Marinella Soldi, ad di Discovery Italia alla quale si chiederebbe di ricoprire lo stesso ruolo nella Rai, diventando così il primo e tanto agognano manager con pieni poteri. Se però, come sembra più probabile, il ruolo andasse ad Antonio Campo dall\'Orto di Viacom (Mtv), allora si cercherà una donna per il ruolo di presidente: nome che al momento non si trovi, visto che finora si è parlato di Paolo Mieli, Enzo Iacopino, Antonio Catricalà e altri ancora.

Aggiornamento primo agosto 2015 - Ecco i quattro punti chiave della Riforma della Rai che ieri è stata approvata al Senato e che ora deve affrontare il passaggio alla Camera, prima di tornare, con tutta probabilità, a Palazzo Madama.

Riforma della Rai, cosa cambia: il totonomi per il nuovo presidente e per l\'ad

Si comincia anche a parlare delle figure che potranno entrare a far parte del consiglio di amministrazione o anche a diventare il prossimo presidente della Rai. Tra i nomi più gettonati spunta quello di Enrico Mentana (ma davvero accetterebbe un ruolo di questo tipo, che lo terrebbe lontano dal suo lavoro?), Carlo Fuortes, Giulio Anselmi, Milena Gabanelli, Paolo Mieli e Giovanni Minoli.

Per quanto riguarda l\'amministratore delegato, si cerca una figura che riunisca le capacità di manager con la conoscenza della tv. Inevitabile quindi che si vada a guardare nel mondo della televisione privata: si parla di Antonio Campo Dall\'Orto e Andrea Castellari sono i nomi di Viacom, il gruppo di Mtv. Marinella Soldi è di Discovery; Andrea Scrosati è invece di Sky. Si vedrà.

Aggiornamento 31 luglio 2015 - Il via libera del Senato al disegno di legge di riforma della Rai è arrivato e ora il provvedimento passa alla Camera. Oggi i voti favorevoli sono stati 142 e i contrari 92. Ieri il governo era andato sotto (121 contro 118) su un emendamento presentato da Fi e M5S e dalla minoranza Pd con il quale si chiedeva la soppressione della delega all’esecutivo per disciplinare il canone Rai.

I 19 senatori della minoranza Pd volevano stoppare il piano di Renzi per accreditarsi come l’artefice di una riforma in grado di restituirgli parte del gradimento perduto presso l’opinione pubblica.

Aggiornamento 3 aprile 2015 - Il governo ha reso noto l\'articolato del Disegno di Legge di riforma sulla Rai, varato otto giorni fa. A tale proposito, il quotidiano Repubblica specifica che l\'incarico dei consiglieri di amministrazione potrà essere revocato.

I consiglieri saranno 7, anziché 9 come in precedenza, e potranno essere \"licenziati\" dall\'Assemblea dei soci della tv di Stato (composta dal ministero dell\'Economia e dalla Siae). Ciò sarà possibile, però, solo nel caso in cui i deputati e i senatori della Commissione parlamentare di Vigilanza esprimano \"parere favorevole\".

Anche l\'amministratore delegato potrà essere esautorato dal suo ruolo dal consiglio di amministrazione che lo ha eletto (si presume con voto di maggioranza). L\'ad. non sarà più dipendente della Tv pubblica e rimarrà in carica per tre anni. In caso di licenziamento, avrà diritto ad una sorta di indennizzo: \"tre dodicesimi del compenso annuo\".

Sempre all\'ad toccherà nomina dei \"dirigenti apicali\" (i direttori delle reti televisive o i manager di prima fascia): per le nomine non sarà più necessario il voto favorevole del cda, che dovrà essere solo ascoltato. Inoltre, avrà potere di spesa fino a un massimo di dieci milioni di euro. Per valori superiori, sarà necessaria l\'approvazione del consiglio di amministrazione.

Segnaliamo che il contratto di servizio della Rai non avrà più una durata di tre anni, bensì di cinque anni.

Riforma della Rai, cosa cambia e come funziona: approvato il disegno di legge


27 marzo 2015

- Il disegno di legge sulla riforma della Rai è stato approvato oggi pomeriggio in Consiglio dei Ministri: il testo, fortemente voluto dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi, prevede la nascita di un amministratore delegato con poteri rafforzati rispetto ad oggi e un consiglio di amministrazione di sette membri, quattro votati dalle Camere, due dal Tesoro (di cui uno diverrebbe ad) e uno dai lavoratori.

\"Il testo contiene alcune piccole modifiche della governance della Rai che offriamo al dibattito parlamentare: nessuno di noi vuole mettere le mani sulla Rai, la tesi contraria cozza con la realtà. E\' il contrario. Se la maggioranza vuole mettere le mani sulla Rai, basta che stia ferma e si affidi alla legge Gasparri\".

ha spiegato il Presidente Renzi nel corso della conferenza stampa di Palazzo Chigi, sottolineando che lo sforzo dell\'esecutivo, nel testo, va verso un\'allontanamento della politica dall\'amministrazione del servizio radiotelevisivo.

\"Appartengo ad una cultura che vorrebbe eliminare il canone e lasciare alla fiscalità generale il compito di pagare il servizio pubblico radiotelevisivo\".

ha precisato il Presidente del Consiglio in materia di canone radiotelevisivo.

Riforma della Rai, cosa cambia e come funziona

La riforma della Rai inizia a muovere i primi passi e qualche indiscrezione inizia a filtrare, in attesa che il consiglio dei Ministri dia il via libera a un testo che ne conterrà le linee guida. E però, dal momento che le nuove norme prenderanno la forma di un disegno di legge (e non di un decreto), sarà il Parlamento ad avere un ruolo di primo piano nel decidere come cambieranno le cose per la televisione di Stato. Ci sarà anche una forma di consulenza con una trentina di esperti del settore - giornalisti, professori, economisti, associazioni; i loro pareri saranno, almeno nelle intenzioni, decisivi. Ma in ogni modo il punto base è già stato deciso: la Rai avrà un amministratore delegato a cui saranno affidati ampi poteri, nominato dal governo, sul quale ricadrà la responsabilità di portare risultati.

Riforma della Rai: le prime anticipazioni

L\'amministratore delegato - È il punto principale di questa riforma, la figura attraverso la quale si mira ad abbandonare l\'attuale gestione, che prevede un mix di responsabilità tra direttore responsabile e consiglio di amministrazione. L\'amministratore delegato avrà i poteri che normalmente possiede in un\'azienda privata e, ugualmente, risponderà dei risultati portati. Il punto debole, a un primo sguardo, è il fatto che questa figura sarà scelta dal governo; il che significa portare via i poteri decisionali dai partiti per darli all\'esecutivo. Le polemiche non mancheranno.

La commissione di Vigilanza - Non sarà cancellata, come chiede il Movimento 5 Stelle, ma avrà solo un potere di controllo; mentre oggi, in seguito alla legge Gasparri, è la commissione di Vigilanza a indicare i nove membri del consiglio d\'amministrazione (ed è quindi da qui che passa il potere dei partiti sulla Rai).

Il consiglio d\'amministrazione - Se la commissione di Vigilanza non avrà più il suo ruolo decisivo, a chi spetterà la scelta dei membri del consiglio d\'amministrazione? Innanzitutto, il numero sarà ridotto da nove a sette. La nomina dei componenti potrebbe invece spettare al governo, che però limiterebbe la propria discrezionalità obbligandosi a selezionare i sette membri tra una rosa nominata da soggetti indipendenti, come il Consiglio dei rettori, la Conferenza Stato-regioni, la Corte Costituzionale, l\'Agcom. Potrebbe anche spettare al Parlamento la nomina, ma in questo caso verrebbe meno la distinzione tra gestione (governativa) e controllo (parlamentare) a cui il premier sembra tenere. Secondo le ultime indiscrezioni, la volontà di Renzi è quella di riservare la scelta di tre membri al governo (tra cui l\'ad), tre alle camere in seduta comune, l\'ultimo sarà il rappresentante dei dipendenti Rai (novità assoluta in Italia).

Il canone nella bolletta o abolito? - Nonostante le critiche, il premier tira dritto con la sua idea: canone Rai inserito nella bolletta elettrica per sconfiggere l\'evasione monstre di questa particolare tassa. Il risvolto positivo, almeno stando alle promesse, è che il canone dovrebbe venire dimezzato. Secondo altre fonti, però, Renzi starebbe addirittura pensando alla possibilità di abolire il canone.

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