Elezioni politiche 2008: confronto si, confronto no?

Giunti a pochi giorni dal voto, e di fronte alle ultime prese di posizione del Cavaliere che sembrano porre una pietra tombale sulle possibilità di un confronto televisivo con Veltroni, è forse opportuno un breve excursus sulle motivazioni reali delle parti. Cercheremo così di chiarire le motivazioni strategiche di una querelle eterna, mettendo in secondo piano la chiave ideologica.

Ma prima una breve storia dei confronti. All'epoca del proporzionale e della cosiddetta Prima Repubblica la Tribuna Politica Elettorale era retta da regole più improntate al buon senso che ad una vera e propria codifica stretta. Allora non si parlava di par condicio ma di spazi televisivi, e c'era una certa rassegnazione dei partiti piccoli ad avere spazi piccoli, ovvero in proporzione alle proprie percentuali di voti. Poi venne il Partito Radicale e le sue storiche proteste, come il famoso bavaglio di Pannella in diretta televisiva, ma questa è un'altra storia, di cui vi diamo testimonianza nel video qui sopra.

In pratica si tendeva ad avere sì dei faccia a faccia, ma con un massimo di due rappresentanti politici per volta, e non necessariamente dei principali partiti. Si ricordano così confronti epici come il famoso Almirante-Berlinguer del 1975. La Seconda Repubblica ci ha portato il maggioritario, un sistema che dà quasi per scontato il confronto televisivo tra i due leader. Negli USA se ne fanno parecchi, per esempio, mentre in Italia... no. L'Italia come sempre fa eccezione, e le motivazioni, come vedremo, sono squisitamente strategiche, non certo etico-concettuali.

In parole povere Berlusconi non accettò il confronto all'epoca della sua scorsa elezione come non lo accetta ora, perché sa benissimo che chi è nettamente in vantaggio non ha che da perderci. Veltroni lo chiede a gran voce esattamente per l'opposto (o identico) motivo.

In tutto questo poi si inserisce la vendetta che il PDL può finalmente consumare ai danni della famigerata legge sulla par condicio, un assurdo che ha regalato dirette televisive ai personaggi più borderline dell'alveo politico, tipo il capo del Partito Umanista o il tale che ha fondato 7 liste tutte collegate alla No Euro ma non si ricorda bene il programma di ognuna. Infine chi ci rimette?

L'elettore, come sempre, ma anche Zelig che spesso si trova a combattere una battaglia impari contro i veri comici del Belpaese. In attesa di presentarne una bella carrellata in futuro, vi invito a godervi un pezzo di storia della politica italiana.

Qui sotto alcuni spezzoni inseriti su youtube tratti da "Comunicazione politica e mass media", trasmesso da Raitre qualche tempo fa.

Per gli altri spezzoni, si ringrazia tafanus; li trovate sul suo canale su youtube.

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