Lorenzo Battista e ex M5s verso la maggioranza?

Gli ex M5s si offrono a Renzi: "Ci dia un ministero"

In una lettera aperta agli ex-sodali del Movimento 5 Stelle "fuoriusciti" pubblicata questa mattina su Facebook, il senatore Lorenzo Battista lancia una proposta agli ex pentastellati che potrebbe rinsaldare le fila della maggioranza di governo in Parlamento (e non solo).

Battista propone agli amici la formazione di un nuovo gruppo parlamentare che possa ri-coagulare le forze di protesta pentastellate "epurate", "fuoriuscite" e "deluse" in un soggetto politico pronto a rivedere alcune analisi persino sul merito dell'operato del governo Renzi.

"Nonostante ci siano delle perplessità nei confronti del Governo, credo che andare al voto ogni volta che ci sia qualche brontolio parlamentare debba restare una brutta abitudine del passato. Avendo avuto modo di confrontarmi con parlamentari degli altri paesi, l’instabilità dei nostri governi viene percepita molto negativamente. Non è una novità se rilevo che il Parlamento non brilla in produttività legislativa, anche per un mancato adeguamento dei regolamenti parlamentari e sono altrettanto certo che qualsiasi maggioranza continuerebbe a prediligere la decretazione proprio perché i regolamenti parlamentari non consentono un iter fluido e snello della nostra iniziativa legislativa. E' sconfortante assistere a prolungate discussioni e dichiarazioni di voto in un'aula semi deserta mentre bisognerebbe assolutamente prediligere il lavoro in commissione."

In questo scenario la proposta di Battista viene incardinata in tre percorsi politici differenti e conseguenti: con toni da motivatore instancabile, e rivolgendo un appello che più che propositivo sembra essere accorato, il senatore Battista chiama a raccolta quelle che erano forze fresche nel panorama politico italiano spiegando loro che l'adesione ad un altro gruppo parlamentare, diverso da quello del M5s, non significherebbe "tradire" il mandato elettorale ma tuttalpiù ritagliarsi un ruolo maggiormente attivo nella politica italiana.

Fino, forse, ad un ruolo nel governo:

"1) Costituzione di un gruppo che ambisce a entrare in maggioranza con un’eventuale richiesta di avere un dicastero la cui direzione potrebbe anche essere ricoperta da un tecnico. Si è responsabili delle linee politiche di quel ministero.

2) Al fine di superare le difficoltà per una stesura di un programma politico, ogni componente potrebbe presentare un punto di programma per ogni commissione e iniziare una trattativa per chiedere che questi punti vengano inseriti nell’agenda del Governo o in quella parlamentare.

3) Alcuni di voi manifestano spesso e volentieri una simpatia per le politiche di sinistra, apprezzamenti per quanto sta facendo Alexis Tsipras, o consensi per le dichiarazioni di esponenti sindacali. Votate praticamente sempre in linea con la componente SEL che conta 7 membri. Penso che dobbiate avere il tempismo politico di agire adesso, non rimandare all’infinito una vostra scelta di campo in attesa che qualcuno si schieri. Non si può fare politica nell’attesa che qualcuno scenda in campo ma si deve cercare di usare al meglio chi è impegnato in questo momento cioè Voi stessi. Basta che 3 di voi chiedano di aderire a SEL, anche in un’ottica di un eventuale rinnovamento partitico e costituire quindi un gruppo SEL al Senato. In questo modo potreste raggiungere un duplice risultato: confluire in un gruppo omogeneo e dare la possibilità al gruppo misto di strutturarsi con una composizione maggiormente rappresentativa della eterogeneità del misto."

Come era prevedibile sembrano ulteriormente muoversi gli assetti e gli equilibri parlamentari, in particolare al Senato dove la maggioranza al governo sembra essere più a rischio. Certamente la spalla che i 26 fuoriusciti potrebbero garantire ai renziani è più di un regalo, dopo che Forza Italia ha strappato il patto del Nazareno e sembra decisa a non votare le riforme concordate con il governo.

Una proposta alla quale c'è già chi, di fatto, ha già risposto; si pensi, ad esempio, a Walter Rizzetto, fresco di selfie con Giorgia Meloni e Massimiliano Fedriga a Venezia: uno che sembra aver deciso da quale parte stare.

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