Renzi e Berlusconi, giù la maschera! Elezioni anticipate con il Consultellum?

Nel teatrino della politica nostrana, si sa, può succedere di tutto ma non è vero che, come nel gioco dell’oca dopo una penalità, si torna sempre al punto di partenza.

b e matti

In queste ore i due protagonisti del “fu” patto del Nazareno (patto senza il quale questo governo non sarebbe nato) Renzi e Berlusconi giocano la solita partita delle tre carte nel tentativo di rimpallarsi le responsabilità nella eventualità che il tavolo salti, che il governo non regga, che torni d’attualità un nuovo ricorso alle urne.

Non è facile capire, fra il giovane premier di oggi e il vecchio premier di ieri, che è il più furbo e il più spregiudicato. Di tatticismo, si sa, si può morire e in queste ore, sia Renzi che Berlusconi tirano la corda al limite della rottura. Il primo, dopo aver “spremuto” l’ex Cav nella fase iniziale della sua avventura a Palazzo Chigi avviando le riforme, è oggi impegnato in una azione di rottura cercando di stroncare il centro-destra, con una scissione dentro Forza Italia e dentro la Lega per poter condurre in porto il riordino istituzionale anche senza Berlusconi.

Quest’ultimo, capita l’antifona e irato per essere stato messo da parte dall’ex “socio” del patto del Nazareno (patto messo ko nell’elezione del capo dello Stato) minaccia di togliere l’appoggio parlamentare di Forza Italia, dimenticandosi che quelle riforme che Renzi vuole fare oggi sono le stesse che ieri voleva il rais di Arcore.

Quando questo polverone si sarà alzato l’Italia potrebbe presentarsi con un assetto istituzionale rivoltato come un calzino: via le Province, via il Senato (elettivo), avanti con la nuova legge elettorale “truffa”, avanti con i pieni poteri al governo e al premier, con un parlamento di nominati, a fare da soprammobile.

In questo quadro allarmante, la disinvoltura di Berlusconi non c’entra nulla con il merito delle riforme (ripetiamo, sono sostanzialmente le “sue” riforme): il suo cambio di posizione nei confronti di Renzi è dettato esclusivamente da esigenze politiche personali perché il “rottamatore” adesso va avanti anche senza di lui. La ditta Matteo&Silvio è saltata e adesso gli ex soci tirano calci l’un contro l’altro armati anche in vista delle elezioni regionali di maggio e forse, mai dire mai, di quelle politiche anticipate.

Questo succede nel Palazzo e dintorni, con il Paese reale sempre più disgustato e sempre più con l’acqua alla gola. Matteo e Silvio, giù la maschera! A questo punto perché non tagliare davvero la testa al toro e chiamare gli italiani alle urne per le politiche anticipate con il Consultellum?

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