Forza Italia spaccata: una parte del partito vuole la testa di Brunetta

Il voto sulla riforma del Senato fa esplodere nuove contraddizioni. E questa volta non c'è di mezzo Fitto.

In Forza Italia esplodono nuovi dissensi dopo il voto sulla riforma del Senato. In effetti i giorni appena trascorsi sono stati all'insegna del caos: prima la decisione di votare contro il provvedimento del governo, poi la retromarcia di una ventina di parlamentari decisi a dare il loro assenso, poi, in extremis, la giravolta finale, con tutto il partito che segue gli ordini di Berlusconi e vota "no". Una decisione che, lungi dal ricompattare il gruppo, fa emergere il malcontento di tanti; non solo deputati vicini al "rottamatore" Raffaele Fitto.

Sono in tanti a volere che Forza Italia resti riformista, tanto più dopo che il partito ha condiviso (e votato) la riforma del Senato in prima lettura. La lettera che manda un segnale in primis a Renzi porta come prima firma quella di Denis Verdini (uno che mai avrebbe chiuso il patto del Nazareno), ma assieme a lui ci sono anche Laura Ravetto, Daniela Santanché, Massimo Parisi. Il malcontento è noto anche da parte di Gianfranco Rotondi, Mariastella Gelmini e Mara Carfagna.

Attenzione però, l'obiettivo non è Berlusconi, visto che buona parte dei firmatari sono dei fedelissimi. L'obiettivo è Renato Brunetta, capogruppo alla Camera di cui tanti vorrebbero la testa, essendo il capo degli "incendiari", degli anti-Renzi. Lo scrive chiaramente l'HuffPost:

Non l’ha chiesta solo Verdini, ma il grosso del gruppo. Ecco perché la sua vice, Mariastella Gelmini che da giorni ha iniziato a criticare apertamente il Mattinale per toni e contenuti, dice: “Oggi voterò contro le riforme, ma Forza Italia resti riformista”. Stesse parole dal capogruppo al Senato Romani. Il capogruppo della Forza Italia “riformista” è stato già individuato e proposto a Berlusconi: Elio Vito, uno che ha già ricoperto l’incarico. “Vito su posizioni equilibrate” è la formula usata dal grosso del gruppo.

Il partito vota un "no" compatto alla riforma, ma dietro quel voto si agitano mille anime che stanno cercando di capire come ridare fiato a un partito che, nei sondaggi politici, è in caduta libera. A Silvio Berlusconi, che oggi sembra più che altro concentrato sulla sentenza del processo Ruby in Cassazione, il compito di trovare la strada da percorrere.

brunettar

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