Governo Renzi: pene più severe per rapine e furti in casa?

Ministro della Giustizia Andrea Orlando

Il Governo Renzi sta pensando di inasprire le pene per chi commette rapine e furti in casa. La notizia, secondo quanto riportato da Repubblica, è "trapelata da Via Arenula" (sede del ministero della Giustizia) in mattinata. L'innovazione sarà presentata sotto forma di emendamento alla Camera, da inserire nel testo sulla Riforma del processo penale.

Le indiscrezioni dicono che la norma prevederebbe pene per un minimo di due anni fino a un massimo di otto anni per i furti in appartamento, allargando così l'attuale forbice di uno-sei anni. Per quanto concerne le rapine, invece, si incrementerà solo il minimo: si passa da una condanna da tre a dieci anni ad una da quattro a dieci.

Molto probabilmente tale scelta è maturata per due motivi. Il primo è di carattere emergenziale, basti dare un'occhiata ai dati del Censis che evidenziano chiaramente un deciso aumento di queste tipologie di reati. Il Centro Studi Investimenti Sociali ci segnala un raddoppio dei furti negli ultimi dieci anni: dai 110.887 del 2004, siamo arrivati al consistente numero di 251.422 del 2013. Ovvero, il 127% in più.

L'altra motivazione, molto probabilmente, risiede nell'intento di togliere argomenti alla Lega Nord di Salvini, che nell'ultimo periodo ha avuto un forte aumento nei sondaggi su tematiche riguardanti la sicurezza e la lotta alla criminalità. Inoltre, l'emendamento potrebbe far tornare la pace tra Pd e Ncd, che negli ultimi giorni era venuta meno sui provvedimenti inerenti al falso in bilancio e all'anti-corruzione.

La norma si configura come "trasversale", capace di mettere d'accordo forse tutte le forze in Parlamento. E, inoltre, sarebbe un bello spot per il Governo, visto che sui temi in discussione l'opinione pubblica è da sempre incline a sposare una linea "cattivista".

Al quotidiano romano, il vice ministro della Giustizia, Enrico Costa, ha spiegato che il ministro Orlando ha optato per un'azione immediata per contrastare il dilagante aumento dei reati. In questo contesto, ha dichiarato, gli aumenti di pena "sono soprattutto funzionali a interrompere la spirale degli sconti, dal bilanciamento tra aggravanti e attenuanti, alla sospensione condizionale. Ma è ovvio che conta anche il segnale sia politico sia concreto contro gli autori di furti e rapine".

Tuttavia, rimane qualche interrogativo. L'inasprimento delle pene, da solo, servirà a contrastare tipologie di reati che sono andate aumentando di pari passo con il progressivo peggioramento delle condizioni materiali del paese? E se non funzioneranno da deterrente, le nostre carceri sono attualmente in grado di accogliere detenuti per un tempo più lungo?

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