Blocco alla costruzione di nuove moschee in Italia. È pronta la proposta di legge della Lega

Dopo i gravi fatti di Macherio, culminati nell'arresto di due fondamentalisti musulmani - peraltro perfettamente integrati - che pianificavano omicidi e attentati, l'aria intorno alla comunità islamica italiana si fa assai rarefatta. La Lega ha annunciato la presentazione di una proposta di legge tesa a bloccare temporaneamente la costruzione di nuove moschee in attesa di una regolamentazione della materia secondo precisi criteri.

Secondo il progetto, sarà dunque possibile costruire moschee solo se la regione interessata avrà dato il proprio permesso, in seguito al quale verrebbe istituito un referendum cittadino richiedente la maggioranza di voti a favore. In caso di vittoria del sì, il luogo di culto andrebbe comunque eretto ad almeno un chilometro di distanza da eventuali chiese e sinagoghe, e tutti i singoli in qualche modo dipendenti dal centro (guide, formatori spirituali e ministri di culto) avrebbero obbligo di iscrizione in un apposito registro da aprirsi preso il Ministero dell'interno.

Questo per arginare il dilagante fenomeno di aggregazione di cellule terroristiche o aspiranti tali presso molti centro islamici del paese, come avvenuto a Macherio o con la moschea di viale Jenner cui abbiamo accennato in una recente intervista con l'assessore regionale alla sicurezza Piergianni Prosperini. E va detto che in questa battaglia la Lega potrebbe non trovarsi isolata, come accaduto molte, troppo volte in passato. Maggioranza a parte, anche dall'opposizione giungono diversi messaggi non ostili al provvedimento, soprattutto nell'area cristiano-moderata.

Se infatti i due principali partiti comunisti, per bocca di Musolino (Pdci) e Ferrero (Rc) parlano di criminalizzazione della comunità islamica e proposta anticostituzionale, Baccini (Federazione dei cristiano popolari) accenna al diritto di reciprocità, ovvero appoggerà il disegno se si inquadrerà in "accordi soprannazionali che permettano la costruzione di chiese e templi anche nel mondo musulmano". E un appoggio davvero insperato giunge addirittura dai teodem di area Pd, mediante la loro più nota esponente Paola Binetti: «Se la moratoria va intesa come momento di riflessione per decidere il da farsi può essere una buona soluzione. Se invece deve essere considerato solo un modo per impedire a qualcuno di professare la propria fede, allora no».

Evidentemente alcune aree del centro-sinistra cominciano a rendersi conto che opporsi alla pressione leghista per una stretta legalitaria intorno al fenomeno estremista islamico significa mettersi contro una grossa fetta dell'elettorato moderato, regalandolo in toto alla Lega Nord, da sempre attiva in questo settore. E se l'opinione di chi scrive l'avrete letta tra le righe, ora chiediamo a voi di esprimervi a riguardo. Visto l'aumento esponenziale dei lettori di PolisBlog nelle ultime settimane, il campione che uscirà dal sondaggio potrebbe essere vieppiù rivelatore delle tendenze d'opinione generali.

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