Renzi, election day il 31 maggio. Anche con le politiche?

Sono settimane che il governo non si decide a fissare la data delle elezioni regionali e pare proprio che i motivi non siano di carattere tecnico-burocratico ma squisitamente politici.


election day

La prima data indicata dall’esecutivo è stata quella del 17 maggio, poi anticipata al 10 maggio, quindi riposizionata in avanti al 31 maggio, come approvato ieri dal Cdm su proposta di Alfano che ha definito l’ultima domenica di maggio come “prima domenica utile” per il voto, non escludendo, quindi, anche la data del 7 giugno.

Perché questo balletto di date per votare in sette regioni e in un migliaio di comuni? Perché, dicono voci ben informate del Palazzo, Matteo Renzi tiene aperta la porta per l’election day, chiamando gli italiani a votare a fine maggio o ai primi di giugno anche per le politiche. Fantapolitica?

Il premier-segretario è tentato di assestare un colpo definitivo ai suoi avversari interni ed esterno. Nel Pd, i dissidenti non hanno né forza né coraggio per una azione decisa che porti alla scissione del partito. Ma è indubbio che Bersani&C rappresentano per Renzi una spina nel fianco.

Nel centrodestra, l’assoluzione di Berlusconi da parte della Cassazione sul caso Ruby non sposta lo stato di salute di un leader al tramonto, del suo partito ridotto alla frutta, del centrodestra frastagliato, privo di identità e di leadership capace di unire le troppe anime perse.

Berlusconi ha dissotterrato l’ascia di guerra annunciando il ritorno in campo, un ritorno, se non patetico, su cui nessuno crede davvero possa mutare l’attuale quadro politico in mano a Renzi. Insomma Berlusconi bluffa e bluffano anche Bersani&C, tutti in mare aperto incapaci di decidere che pesci pigliare. In un modo o nell’altro tutti rappresentano una zavorra per Renzi, se non un bastone fra le ruote del processo riformatore avviato dal governo.
Ecco perché lo spostamento delle elezioni al 31 maggio (o al 7 giugno ?) probabilmente è dovuto alla scelta di Renzi, di attendere dopo ben cinque mesi, la decisione della Corte Costituzionale, sulla Legge Severino.

Dice Enzo Rivellini del PPI e responsabile del partito dell’ex ministro Mauro in Campania: “Nell’eventualità che tale norma venisse definita anticostituzionale è chiaro che tutto il Pd campano insieme al centrosinistra, sosterrà De Luca alle elezioni regionali contro l’avversario Caldoro. In caso avverso, cioè in cui la Legge Severino, dovesse essere dichiarata costituzionale, si aprirebbero scenari diversi. Alla regione Campania – aggiunge – probabilmente De Luca sarà costretto a fare un passo indietro e quindi il centrosinistra dovrà scegliere un candidato diverso. Allo stesso tempo – ricorda Rivellini – la costituzionalità della Severino, porterà alla decadenza del Sindaco di Napoli De Magistris e probabilmente si potrà anche ipotizzare, che nella stessa giornata, si voti per le regionali e per le amministrative”.

Che c’entrano, però, le elezioni politiche anticipate? “Se Renzi, che è un abilissimo politico e giocatore di azzardo, ci facesse votare anche per le politiche non mi meraviglierei”.
Anche noi.

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