Immigrazione, Salvini all’attacco: “Class action contro Renzi e Alfano”

Il segretario federale di Lega Nord incolpa Matteo Renzi e Angelino Alfano dell’aggravarsi del problema immigrazione e annuncia l’intenzione che intentare una causa contro di loro.

Matteo Salvini si gode il momento di popolarità e ne approfitta per non rimanere lontano dalla stampa italiana nemmeno per cinque minuti, forte del fatto che le polemiche aumentano la visibilità, e con questo anche il supporto degli italiani che lo vedono come un leader.

Le sue ultime dichiarazioni sono destinate inevitabilmente a far discutere. Salvino, intervenendo oggi a Radio Padania a proposito dell’emergenza immigrazione, ha annunciato di voler avviare una class action contro il premier Matteo Renzi e il Ministro dell'Interno Angelino Alfano:

Ho intenzione di denunciare Renzi e Alfano per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, anzi faremo una class action contro di loro. Vedremo se c’è un giudice in Italia che voglia occuparsi non solo delle cene di Berlusconi, ma di chi favorisce l’immigrazione clandestina. Perché qualcuno è complice dell’invasione in corso.

Una provocazione che difficilmente troverà un seguito, ma che ribadisce ancora una volta quali sono le idee di Salvini e qual è la sua posizione su un tema delicato come quello dell’immigrazione.

Il segretario federale della Lega Nord ha colto l’occasione anche per parlare delle prossime elezioni regionali in Veneto - con Flavio Tosi che ha appena annunciato la propria candidatura:

Il 31 maggio può essere il segnale di sfratto a Renzi. Dobbiamo crederci, i treni non passano due volte. Vedo che in Veneto adesso sono tutti contro Zaia. È un bel segno, vuol dire che Zaia ha fatto bene e che vince.

L’intervento si è concluso con un ulteriore affondo a Matteo Renzi e al suo operato, sottolineando manco troppo velatamente come si muoverebbe lui se fosse al Governo:

Se ci fosse al governo un piccolo imprenditore o un artigiano qualsiasi al posto di Renzi e Padoan, cresceremmo di dieci volte di più. […] Un governo di persone normali l’economia la fa ripartire perché con il petrolio ai minimi storici e l’euro quasi pari con il dollaro, anche mio figlio di 11 anni probabilmente al governo riuscirebbe a far ripartire l’economia. Basta avere il coraggio di tagliare questa tassazione folle, ma evidentemente i burattini di Bruxelles questo coraggio non se lo possono permettere perché se l’Italia riparte poi, magari, torniamo a fare concorrenza alle imprese tedesche o a quelli che importano schifezze dalla Cina e dal resto d’Europa. Meglio quindi lasciare l’Italia a bagnomaria e occuparci di altre cose, indagare sulle ragazze di Berlusconi.

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