Giubileo: quanto costa e chi paga

Un miliardo di spesa e nessuna grande opera: il sindaco Marino scommette sul "balzo in avanti del Pil". Accoglienza, sanità e trasporti pubblici i tre scogli più ostici; a Roma si rischia lo "stato d'emergenza"

Neppure il tempo di annunciare il giubileo straordinario che l'amministrazione capitolina era già quasi nel pallone: chi pagherà i costi del giubileo 2016? Serviranno grandi opere per accogliere i pellegrini? Come dovrà gestire il Comune di Roma l'afflusso di milioni di pellegrini? E la sicurezza?

Domande che farebbero venire i capelli bianchi a tutti, sopratutto in tempi di vacche magre (per non dire ridotte all'osso) e di terrorismo internazionale, ma che non sembrano impensierire nè il sindaco di Roma Ignazio Marino nè il governo a guida democratica, anche se la sezione romana del partito sembra voler mettere già un freno all'iniziativa del primo cittadino.

"Sarà un anno straordinario arriveranno milioni di fedeli. Questa non è una sfida di Roma ma di tutto il Paese [...] Più che soldi serve il cervello".

Lo stop al giubilo (mai termine fu più appropriato) del sindaco è arrivato a strettissimo giro da parte dei parlamentari Lorenza Bonaccorsi e Michele Anzaldi, entrambi del PD di area ex-Margherita, vicinissimi tanto a Matteo Renzi quanto a Francesco Rutelli, per il quale si rincorrono voci di un incarico di commissario straordinario.

I due parlamentari hanno aperto all'ipotesi di una cabina di regia per la gestione del grande evento:

"Roma non è pronta [...] Io ero con Rutelli nel Giubileo del 2000, è un lavoro ciclopico, noi avevamo un commissario straordinario e una struttura che lavorava solamente per quello. Adesso gli ospedali sono in tilt e le strade fanno schifo, la città non è stata in grado di controllare quattrocento tifosi olandesi figuriamoci un Giubileo".

ha dichiarato Anzaldi alla stampa.

Insomma, i miracoli hanno un costo e del vil denaro, a Roma, c'è sempre bisogno: secondo il Corriere della Sera i costi ufficiosi del grande evento potrebbero aggirarsi attorno al miliardo di euro.

Stando a quanto riferisce il Corsera a breve si terrà un tavolo al quale parteciperanno il Governo, il Comune e il Vaticano: secondo quanto riporta laRepubblica il Campidoglio avrebbe già richiesto in via ufficiale al governo 100 milioni di euro per le spese necessarie a preparare la città ad accogliere i 27 milioni di pellegrini previsti per l'Anno Santo.

Marino è stato chiaro: niente grandi opere. Ci sono però migliaia di piccoli interventi necessari per la riuscita dell'evento, a partire dal rifacimento del manto stradale, la pulitura delle facciate dei palazzi, la potatura degli alberi ed il rifacimento di caditoie e marciapiedi. E magari riprendere in mano le opere mai concluse per il Giubileo del 2000, quel "lavoro ciclopico" che secondo l'Aduc per l'85% rimase incompleto quando si chiuse l'evento, a cominciare dalla metropolitana (i costi sono in lire):

"Su 2.578 miliardi stanziati per il Comune di Roma ben 2.208 miliardi riguardano opere previste e non realizzate. Alcuni esempi? La linea C della metropolitana per 1.500 miliardi, le linee tramviarie per 213 miliardi, il passante viario Nord-Ovest per 91 miliardi, il passante ferroviario per 30 miliardi, ecc. "

scriveva nel 2000 l'Associazione. 5000 cantieri, molti dei quali a tutt'oggi mai completati.

"Il Giubileo farà fare un grande balzo al Pil. Quindi tutti si concentrano sulle centinaia di milioni che occorrono per viabilità e infrastrutture, evidentemente non pensano ai miliardi di euro che arriveranno".

ha rivelato Marino alla stampa ieri pomeriggio. Secondo Rosario Cerra, presidente della Confcommercio romana, l'indotto per settori come il turismo, il commercio ed i servizi aumenterà tra il 15% e il 20%, cui andrebbe aggiunta una presunta ricaduta sul piano occupazionale: "potremmo avere tra i 15 e i 20 mila addetti in più solo a Roma" ha spiegato Cerra.

Secondo il quotidiano Il Tempo però la questione riguarda il "chi" e non il "quanto": nel 2000 la maggior parte degli incassi (esentasse) li fecero strutture ricettive ecclesiastiche o legate al Vaticano:

"A Roma sono 5 mila i posti letto ufficialmente disponibili in ex conventi e collegi religiosi. Il giro d’affari del turismo religioso nella Capitale è stimato intorno ai 150 milioni di euro."

Insomma, se tra turisti e pellegrini l'affluenza nel 2016 potrà essere quantificata, nella Capitale, con un +25% il beneficio reale per la città potrebbe non essere così sensibile come si pensa. Al netto degli zero cantieri, ovviamente.

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