Elezioni Regionali Umbria 2015, risultati: Catiuscia Marini presidente

L'Umbria va al centrosinistra.

elezioni regionali umbria 2015

Elezioni Regionali Umbria 2015, risultati e proiezioni

8:20 - Catiuscia Marini è ufficialmente eletta preseidente della Regione Umbria. Lo spoglio è completato e la rappresentante del Pd ha ottenuto il 42,78%. Lo sfidante del centordestra Claudio Ricci ha il 39,27%, Andrea Liberati del M5S ha il 14,3%, Michle Vecchietti il 1,5%, Simone Di Stefano lo 0,6%. John De Paulis lo 0,5%, Aurelio Fabiani lo 0,47%, Fulvio Maiorca lo 0,3%.

2:30 - Nelle ultime proiezioni cresce il dato a favore di Catiuscia Marini che può ormai essere confermata come la vincitrice delle elezioni.

2:15 - La proiezione su un campione del 65,5% dà Catiuscia Marini al 41,6%, Claudio Ricci al 38,4% e Andrea Liberati al 16,3%.

5a proiezione Umbria

01.55 - 4a proiezione, campione del 47,6%: Marini 40,2%, Ricci 39,7%, Liberati 16,3%

4a proiezione Umbria

01.34 - 3a proiezione, campione del 28,8%: Ricci 40,5%, Marini 39,7%, Liberati 15,8%

imgo-13

00.47 - 2a proiezione, campione del 21,1%: Ricci 41,5%, Marini 39,8%, Liberati 15%

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00:29 - 1a proiezione, campione dell'8,4%: Ricci 41,5%, Marini 40,1%, Liberati 14,8%

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Elezioni Regionali Umbria 2015, affluenza ore 23

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Le elezioni regionali in Umbria non sono certo tra gli appuntamenti più attesi dell'election day di domani domenica 31 maggio, soprattutto perché tutti gli occhi sono puntati sulle regionali in Veneto e in seconda battuta su quelle in Campania; ma anche per la semplice ragione che in Umbria si dà per scontata una vittoria del Partito Democratico e del suo candidato. Vittoria che, stando a quanto si è visto negli ultimi dati a disposizione, potrebbe anche non essere così scontata. In attesa dei risultati e dei primi dati sull'affluenza, vediamo comunque chi sono i candidati principali.

Elezioni Regionali Umbria 2015: i candidati

Catiuscia Marini - È la presidente di Regione in carica, avendo vinto le elezioni del 2010 dopo essere arrivata prima nelle primarie. La sua biografia completa si può leggere qui. Catiuscia Marini è nata a Todi nel 1967. Ha conseguito il diploma di Maturità classica e la Laurea in Scienze politiche con indirizzo internazionale. Dal 1993 al 1998 ha svolto attività di ricerca in Scienze Sociali. Dal 2007 è dirigente di Legacoopumbria (Centrale delle Imprese Cooperative). Ha iniziato l'attività politica nei movimenti studenteschi universitari ed è stata membro dell'Esecutivo nazionale della Sinistra Giovanile. Consigliere comunale e Vice Sindaco di Todi dal 1990 al 1998. Dal 1998 al 2007 è stata Sindaco di Todi per due mandati consecutivi alla guida di una coalizione di centrosinistra. Nel marzo 2010, dopo aver vinto le elezioni primarie indette dal PD, è eletta Presidente della Regione Umbria.

Claudio Ricci - È lo sfidante del centrodestra. Laureato in ingegneria, docente universitario e libero professionista, specializzato nel settore Territorio, Trasporti e Turismo. Dal 1995 unisce alla professione Incarichi Istituzionali tra cui Sindaco di Assisi (dal 2006, prima Vice Sindaco), Commissario di Governo (Visita di Papa Benedetto XVI, Assisi 2007), Presidente dei Siti e Beni Italiani "Patrimonio Mondiale" UNESCO (dal 2009, prima Vice Presidente), Componente ICOMOS Italia Consiglio Nazionale Monumenti e Siti (dal 2010), Delegato Nazionale ANCI (Comuni Italiani) per il Turismo (dal 2011) e fa parte del Comitato di Valutazione "Gioglielli d'Italia" (Presidenza del Consiglio dei Ministri). Sta Lavorando al Rapporto 2014 ItaliaDecide sul Turismo. È il candidato di un centrodestra unito che consta di Forza Italia, Area Popolare (Ncd+Udc), Fratelli d'Italia e Lega Nord/Noi con Salvini che ha confermato il suo appoggio al candidato di centrodestra nell'ambito del generale accordo stretto con Silvio Berlusconi.

Andrea Liberati - È il candidato del Movimento 5 Stelle, subentrato a Laura Alunni che ha rinunciato alla corsa alla presidenza per motivi personali. Da più parti definito "obamiano", nel suo programma riveste un ruolo importante la sanità: “È fondamentale una nuova visione culturale nella quale la condivisione, il senso di responsabilità per il raggiungimento degli obiettivi, la partecipazione, coinvolgono sia il personale sanitario che i cittadini”.

Tra i candidati, diciamo così, minori, troviamo invece Amato John De Paulis, sostenuto dalla lista Alternativa riformista. Simone Di Stefano, vicepresidente di CasaPound, si presenta con il simbolo "Sovranità prima gli Italiani". Aurelio Fabiani con "Casa Rossa - Partito Comunista e dei Lavoratori". Fulvio Carlo Maiorca corre per "Forza Nuova" e infine, Michele Vecchietti per la lista "l'Umbria per un'altra Europa".

Elezioni Regionali Umbria 2015: quando si vota

Il Consiglio dei Ministri su proposta del ministro degli Interni, Angelino Alfano, ha approvato, infatti, in serata, un decreto legge che fissa l'election day e stabilisce che la prima domenica utile è il 31 maggio 2015 per le attese elezioni regionali e amministrative. Rimandata di tre settimane, quindi, la data del voto rispetto alle prime ipotesi di tenere la tornata elettorale per il 10 di maggio. Da notare come il 31 è giorno di ponte, visto che martedì sarà il 2 giugno, festa della Repubblica. Scelta che potrebbe spingere ancora più in alto l'astensione e quindi incidere sui risultati.

Elezioni Regionali Umbria 2015: come si vota

La legge è stata modificata, anche in questo caso, da pochissime settimane. È previsto un turno unico (vince il candidato presidente che prende più voti), non è previsto il voto disgiunto (non si possono votare liste non collegate al candidato presidente che si è scelto), ci sono le doppie preferenze. Ecco tutti i dettagli: abolizione del listino; turno unico (vince il candidato che ottiene il risultato migliore), collegio unico regionale; doppia preferenza di genere; no al voto disgiunto; la coalizione vincente ottiene fino a un massimo di 12 seggi (più il presidente) e i restanti 8 vanno alla minoranza; la lista che ottiene il migliore risultato, tra quelle che appoggiano il presidente eletto, può ottenere fino a un massimo di 10 seggi, i restanti 2 vanno alle liste che ottengono il risultato migliore tra quelle che superano il 2,5 per cento; al candidato presidente “miglior perdente” spetta di diritto un seggio e le liste che lo sostengono rientrano comunque nel riparto degli altri 7 seggi, se hanno superato il 2,5 percento; il numero delle firme per la presentazione delle liste è fissato tra un minimo di 500 e un massimo di 1000. La legge fissa anche una quota massima di spesa elettorale: 100mila euro per i candidati presidenti e 25mila per i candidati consiglieri.

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