Blocco stipendi PA, la Consulta: "Norma illegittima ma non per il passato"

Il ministro della PA non teme la Corte Costituzionale sul blocco dei contratti: "C'è già stata una sentenza prima del governo Renzi"

24 giugno 2015 - La Corte Costituzionale ha dichiarato oggi "illegittimo il blocco dei contratti e degli stipendi della Pubblica amministrazione, ma non per il passato" salvando, di fatto, le casse dello Stato da quella che sarebbe potuta essere una vera batosta.

Secondo quanto riporta il sito di Repubblica.it i giudici della Consulta hanno accolto la memoria dell'Avvocatura dello Stato secondo cui "l'onere" della "contrattazione di livello nazionale, per il periodo 2010-2015, relativo a tutto il personale pubblico, non potrebbe essere inferiore a 35 miliardi", con "effetto strutturale di circa 13 miliardi" annui dal 2016.

I contratti dei dipendenti pubblici sono bloccati dal 2010 e l'adeguamento sarebbe dovuto ripartire nel 2017, ma sul costo dell'operazione c'è parecchia incertezza.

12 Maggio 2015 - La Riforma della Pa approda oggi alla Camera. Il ministro per la Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, ne ha offerto qualche anticipazione al Corriere della Sera. Ivi, è stata ribadita la norma sulla licenziabilità dei dirigenti, che saranno sottoposti a valutazione continua.

Per quanto concerne i dirigenti esterni, il ministro annuncia che verrà calibrata una quota più piccola, solo per particolari esigenze, di quella del 30% (attualmente vigente). Inoltre, afferma che la staffetta generazionale sarà modulata solo in base ai reali fabbisogni. Ricordiamo che per attuarla sono stati aboliti l'affidamento di incarichi da dirigente ai pensionati e il trattenimento in servizio.

Infine, Madia parla anche del nodo più spinoso, ovvero della possibilità del blocco dei contratti pubblici. L'ipotesi che il provvedimento possa essere inficiato da una sentenza della Corte Costituzionale, così come è avvenuto per il mancato adeguamento delle pensioni, viene respinta dalla titolare del dicastero della Pubblica Amministrazione:

"C'è già stata una sentenza della Corte Costituzionale prima del governo Renzi che dice che il blocco dei contratti è costituzionalmente legittimo purché sia temporaneo"

Ed ha aggiunto:

"Noi sappiamo benissimo che è una misura eccezionale dovuta ad un periodo di crisi economica del nostro Paese e che non appena si rimetterà in moto una crescita normale potremmo tornare ad una normale contrattazione"

Riforma della Pubblica amministrazione, Marianna Madia: "Dirigenti inadeguati saranno licenziati"


16 Marzo 2015

- Il ministro della Pubblica Amministrazione Marianna Madia, a pochi giorni dall'approdo della riforma che porta il suo nome nell'Aula del Senato, parla a Repubblica delle più importanti innovazioni previste dal governo Renzi, soffermandosi su quello che cambierà per i dirigenti pubblici.

In pratica, spiega il ministro, lo Stato potrà licenziare un dirigente inadeguato e sarà una commissione super partes composta da tecnici a decidere chi sarà adatto e chi no a ricoprire un determinato incaricato da dirigente che sarà affidato per tre anni e si potrà rinnovare solo una volta. Se il dirigente non viene confermato e resta senza incarico, decade perdendo l'abilitazione e il lavoro. A differenza di quanto previsto dal Jobs Act per i privati, tuttavia, nel pubblico impiego rimane il reintegro in caso di licenziamento ingiustificato perché, spiega Madia, "il lavoro pubblico è diverso: chi licenzia non è un imprenditore che decide con le proprie risorse" e aggiunge:

"Lo stesso obiettivo si può raggiungere in altro modo. Già oggi c’è la messa in mobilità che può portare al licenziamento. Renderemo più semplici i procedimenti disciplinari, quelli per scarso rendimento. Ci saranno procedure specifiche per contrastare i casi di assenze di massa, come quelle dei vigili di Roma lo scorso Capodanno, o di assenze sospette per esempio tutti i venerdì o i lunedì"

Le novità più importanti riguardano il modo in cui si diventa dirigente pubblico, il ministro spiega che si dovrà superare un concorso per l'abilitazione e si entrerà così nel ruolo unico dei dirigenti, ma, specifica, si diventa dirigenti della Repubblica italiana e non della singola amministrazione o di una Regione come avviene ora. Precisa il ministro:

"Dovrà esserci un rapporto osmotico tra i dirigenti dei diversi livelli dello Stato, si potrà passare dal centro alla periferia e viceversa"

La carriera dei dipendenti dipenderà dalle valutazioni della commissione di tecnici super partes.

Madia annuncia inoltre che con il ministero dell'Economia si sta lavorando alla definizione delle tabelle di equiparazione, un'operazione che dovrebbe essere conclusa entro questo mese, dopo di che comincerà

"la più grande operazione di mobilità di dipendenti pubblici della storia repubblicana: quella dei circa 20mila lavoratori delle Province che non sono più necessari per l'espletamento delle attività rimaste nelle competenze provinciali dopo la riforma Delrio"

Poi nei prossimi due anni comincerà un "sano" percorso di assunzioni per la ricollocazione dei dipendenti delle Province.

Marianna Madia su riforma PA e dirigenti pubblici

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