Sondaggi politici 2015: crolla la Lega Nord

Nei sondaggi politici il partito di Matteo Salvini ferma la sua corsa. Bene il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle.

I sondaggi politici tengono da tempo la Lega Nord sotto stretta osservazione, pronti a interpretare ogni segnale degli elettori nei confronti di Matteo Salvini, unico leader politico in grado di togliere un po' di luci dalla ribalta da Matteo Renzi. E però, i segnali che arrivano oggi non sono i migliori: la spinta propulsiva del Carroccio sembra subire una secca battuta d'arresto. Qualche segnale c'era già stato, visto che dopo mesi di crescita la Lega Nord si era già arrestata, oggi però arriva il primo calo da quasi un anno a questa parte.

La Lega Nord, nei sondaggi Emg trasmessi da La7, perde infatti un punto preciso, scendendo dal 16,1 al 15,1%. È possibile che Matteo Salvini paghi quella che inizia a sembrare un'opposizione un po' fine a se stessa e che non mira a costruire un'alternativa di governo. Senza considerare che, con l'orizzonte delle nuove elezioni che si allontana giorno dopo giorno, la campagna elettorale permanente di Salvini rischia di stancare. Inoltre, non si può assolutamente sottovalutare l'aspetto legato alla spaccatura in vista delle elezioni regionali in Veneto, con tanto di vera e propria (anche se piccola) scissione nella Lega Nord.

Sondaggi politici 17 marzo 2015

Sondaggi politici 17 marzo 2015


Chi si avvantaggia delle difficoltà del Carroccio? A dire la verità non c'è nessun partito che guadagni molti punti: il Partito Democratico continua comunque la sua ripresa toccando il 37,6% dei consensi (più due decimali rispetto a settimana scorsa); stabile anche Forza Italia, che almeno per il momento arresta l'emorragia di consensi all'11,7%. Qualche segnale positivo arriva anche dal Movimento 5 Stelle, che recupera tre decimali salendo al 20,2%, e confermandosi sempre di più come inavvicinabile secondo partito italiano.

Tra i partiti minori, non si muove una virgola o quasi. Sel stabile al 4,1% (risultato comunque positivo), mentre Fratelli d'Italia guadagna anche lui un decimale e sale al 4,4%. Infine, l'unione tra Ncd e Udc, anche in questo caso in leggerissima crescita al 3,1%.

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