Dieudonné, il comico francese condannato per apologia di terrorismo

Due mesi di carcere per la dichiarazione su Facebook dopo gli attentati di Parigi: "Je suis Charlie Coulibaly".

Dopo la strage al settimanale Charlie Hebdo del 7 gennaio e dopo il doppio attentato di Amedy Coulibaly del giorno stesso e di quello seguente, il comico francese Dieudonné M’bala M’bala aveva fatto nuovamente parlare polemicamente di sé per quanto scritto l'11 gennaio sulla sua pagina Facebook: "Je suis Charlie Coulibaly". Unendo in questo modo la solidarietà nei confronti della rivista satirica con una solidarietà nei confronti dei terroristi.

Per questa ragione Dieudonné era stato arrestato il 14 gennaio, con l'accusa di apologia di terrorismo. La vicenda aveva subito fatto parlare molto, soprattutto per l'apparente contraddizione tra la difesa spassionata della libertà d'espressione tenuta in seguito all'attentato e l'arresto di un comico seguito a quello che sembrava un esercizio della sua libertà d'espressione.

Un terreno minato, insomma. Che Dieudonné ha molto probabilmente cavalcato consapevolmente, considerando come sia stato già condannato sette volte per diffamazione e affermazioni antisemite e come i suoi spettacoli siano stati più e più volte vietati in diverse città francesi, per timore che si trasformassero in una minaccia dell'ordine pubblico.

La pena è comunque abbastanza leggera, se si considera che inzialmente si parlava di come il comico rischiasse sette anni di carcere e una sanzione di centomila euro. La procura, considerando anche come Dieudonné fosse recidivo, aveva chiesto una multa di trentamila euro commutabile in giorni di prigione. Infine, la decisione del Tribunale di affibbiare al controverso personaggio una pena di due mesi di carcere.

FRANCE-JUSTICE-TRIAL-DIEUDONNE

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO