Il dito medio di Varoufakis, il fake, il fake del fake, Jan Böhmermann e le FAQ

FAQ

Facciamo ordine.

Chi è Varoufakis? È il ministro dell'economia del governo Tsipras in Grecia, in carica dal 26 gennaio 2015.
Qual è il contesto del video di cui si parla? Varoufakis è stato invitato al Subversive Festival del 2013 a Zagabria.
Chi era Varoufakis nel 2013? Un professore di teoria economica all'università di Atene, e consulente per la Valve Corporation, autore del saggio Il minotauro globale, libro che presentava al Festival, e della Modest Proposal, che abbiamo tradotto in italiano. Una "modesta proposta" che Varoufakis ha elaborato per uscire dalla crisi dell'Eurozona.
Che cosa ha detto Varoufakis in quel festival? Fra le altre cose, Varoufakis ha detto questo, parlando della situazione in Grecia nel 2010:

«Penso che, nel gennaio 2010, si dovesse semplicemente dichiarare default, come l’Argentina, ma rimanendo all’interno dell’euro; e mostrare il dito medio alla Germania dicendo loro “Bene, ora il problema ve lo risolvete voi”».

Varoufakis alza il dito medio?

Bella domanda. Sì, come ha dichiarato anche l'autore del video, il gesto c'è.

C'è un video integrale di quell'incontro? Sì.

Si può dire, dunque, che Varoufakis abbia fatto il dito medio ai tedeschi? No. Il discorso è estremamente più complesso.
E allora qual è il problema? Bella domanda. Il problema è che il video in cui alza il medio è stato mostrato in un talk tedesco, in un servizio montato. Ed ecco il brano (dal minuto 1'57"). A cui manca l'introduzione. In inglese, si sente Varoufakis dire «Greece should simply declare this defaulting», poi parte un voice over, quindi si sente l'incriminato «and stick finger to Germany»).

Cosa ha detto allora Varoufakis? Lui ha detto che il video era stato falsificato.
Chi è Jan Böhmermann? È un comico e autore televisivo tedesco.
Che c'entra Böhmermann? C'entra perché ha fatto il video di un backstage elaboratissimo in cui afferma di aver falsificato il video originale della conferenza, facendo alzare il medio a Varoufakis in post-produzione, con tanto di riprese con green screen e effetti speciali. Poi ha twittato le proprie scuse a Varoufakis. Il quale ha cavalcato la cosa.
Cos'è successo allora? È successo che sui social network la cosa si è diffusa (virale, esattamente come era virale il video col dito medio), l'hashtag #varoufake è diventato popolare su Twitter (non in Italia) e si è cominciato a dar per vero il video di Böhmermann.
E poi? E poi, pian piano e con fatica, è venuto fuori che il video originale era proprio col dito medio, ma che c'era un'introduzione che cambiava radicalmente il significato di quel che ha detto Varoufakis, trasformando un periodo ipotetico riferito a una situazione del 2010 in un invito attuale. Così, si è diffuso su Twitter l'hashtag #varoufakefake.
È davvero importante? No, dal punto di vista politico. Sarebbe molto più importante concentrarsi sui contenuti di Varoufakis. Sì, dal punto di vista dell'analisi dei media.
Quindi Varoufakis aveva ragione? Sì. Il video mostrato nel programma di Günther Jauch falsificava il contesto e il contenuto, distorcendolo.
E Böhmermann è un bravo comico? Altroché se è bravo. Ha trollato i media di tutto il mondo per un giorno intero, e, come ha scritto qualcuno, ha di fatto reinventato la satira politica del 21esimo secolo.


E ha falsificato una "cosa" che era già stata falsificata, lasciando un elemento di profonda riflessione ai giornalisti di tutto il mondo.
Come mai voi non avete pubblicato il video del dito medio? Perché preferiamo approfondire i contenuti.
Come mai poi siete cascati nel tranello di Böhmermann? Ci sono cascato io, personalmente. Perché era fatto bene. Perché era vicino a quel che penso, probabilmente. E perché, effettivamente, Varoufakis non ha mai fatto il medio ai tedeschi. Ha detto molto altro. Nella prima versione del pezzo, comunque, chiosavo: «Ah, sì, certo. Anche la testimonianza di Böhmermann potrebbe essere un falso». Ripensandoci bene, poi, sono stato a mia volta tratto in inganno dalla semantica su cui si basa il geniale fake al quadrato di Böhmermann: ovvero, ho confuso il negare che fosse stato indirizzato un dito medio ai tedeschi con il negare l'esistenza stessa del gesto. Ma le cose, come ho spiegato, sono ben diverse.
Come ne siete usciti? Con questo lungo post, in cui si racconta tutto per filo e per segno. E in cui si definisce – questo fin dal principio – l'operazione di Böhmermann un mix fra La guerra dei mondi, le teste di Modigliani e una puntata di Black Mirror.
Cosa ci insegna tutto questo? Un sacco di cose. Che prima o poi elaborò in un pezzo dal titolo Il medio dei media.

Le due dichiarazioni di Böhmermann

17 marzo 2015: oggi Böhmermann ha uploadato su Youtube una sua dichiarazione che continua a cavalcare l'equivoco in maniera metatestuale.

Nel video, il comico dice:

«Il nostro video è genuino al 100%. Chiunque affermi il contrario mente. Per scusarsi e in segno di buone intenzioni nei confronti dei nostri amici europei, Günther Jauch e gli editori di Bild dovrebbero immediatamente lasciare l'eurozona. L'ipotesi che il video sia stato manipolato da noi in un fakefake-fakefakefake è assolutamente priva di fondamento»

Poi, visto che è in tedesco e in molti, evidentemente, chiedevano dichiarazioni in inglese, ecco il nuovo colpo di teatro.

«Non avremmo mai voluto ridicolizzare il dibattito giornalistico essenziale a proposito di un dito medio di due anni fa e fuori contesto, né quelli seriamente impegnati in questa discussione».

I media italiani e il dito medio

Tutti – almeno noi no, ecco. Abbiamo preferito occuparci di contenuti – hanno cavalcato il dito medio nella sua viralità, senza approfondire più di tanto. Tranne il Post, a onor del vero.

Oggi, tutti cavalcano il fake, senza aver ancora spiegato tutto il resto, come abbiamo fatto qui. Il Post esce, correttamente, con un pezzo col punto interrogativo.
Gli altri rimangono sulla posizione del fake.

Prima o poi dovranno spiegare il fake del fake, ma ci vuole tempo.

Il dito medio e l'importanza dei contenuti

Dito medio o no?

Il dito medio di Varoufakis diventerà senza ombra di dubbio un simbolo. Per alcuni, della sua vanità e maleducazione. Per altri della lotta al neoliberismo e alla troika. Per qualcun altro diventerà il simbolo del fatto che vero, verosimile, notizie e fake sono categorie talmente sovrapponibili, ormai, che bisognerebbe sempre procedere con cautela. Soprattutto nell'individuare la notizia.

Parliamoci chiaro: perché (quasi) tutti hanno pubblicato il dito medio di Varoufakis? Perché è un video virale. Fa visualizzazioni. Fa click.

Ma c'è qualcuno, per dire, che si sia concentrato sulla diffusione e divulgazione della modesta proposta di Varoufakis? Su un'analisi della medesima avendone gli strumenti? No.

È il dito medio, che importa. Che fa colore. Che fa parlare di un politico come se fosse Paris Hilton.

Eppure, qui l'abbiamo fatto, addirittura traducendola in italiano, la modesta proposta di Varoufakis.

E perché il sottoscritto si è immediatamente fiondato sulla versione di Böhmermann? Perché è un colpo di genio, certo. Ma non solo: anche perché è più vicina a quel che penso, alla mia tesi. Che poi spero sia la tesi di Böhmermann, indipendentemente da tutto: ovvero, che si stia parlando del nulla, mentre si dovrebbe parlare d'altro.

A maggior ragione considerato il fatto che adesso si dice che quello di Böhmermann potrebbe essere un fake nella narrazione del fake, è un colpo di genio. Ovvero: il team di Böhmermann potrebbe aver cavalcato la situazione e finto di aver falsificato il filmato, producendo un finto video backstage. Vero? Falso? Verosimile?

Qui si dice che Varoufakis il dito medio lo ha alzato, in quel Festival.
Qui, invece, no.

Lasciatemelo dire così: non ha mai avuto importanza.

Ha importanza, invece, che questo mix, come dicevo, fra La guerra dei mondi, le teste di Modigliani e un episodio di Black Mirror, ci faccia avviare un profondo dibattito su come sia cambiato il mestiere del giornalista. Su quel che ci aspetta per il futuro. Sugli strumenti che abbiamo per "salvarci" da tutto questo.

E poi ricominciare a parlare di contenuti. Non di video virali.

Senza dimenticarci una cosa fondamentale. Abbiamo bisogno della satira. Per citar Varoufakis (e non solo lui).

Gli organizzatori del Festival "del dito medio"

Il filmato in cui Varoufakis parla è stato realizzato a Zagabria nel 2013 (quando, per inciso, il greco non era ancora parte di alcun governo), nel corso del Subversive Festival. Ebbene, gli organizzatori del medesimo hanno diffuso un comunicato su quella registrazione.

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Traduciamo.


    «Come organizzatori del Subversive Festival a Zagabria, a maggio 2013, siamo stati interpellati dai media per commentare la questione del dito medio. Siamo stati lieti di aver invitato Mr. Varoufakis per una lettura pubblica al nostro Festival e per presentare il suo “The Global Minotaur” nella nostra serie di incontri per presentazione di libri. Vale la pena di dire subito che c’erano due dito medio (il grassetto è mio, ndr) in risposta a una domanda da parte del pubblico.

    E anche che Mr Varoufakis non ha indirizzato il dito medio alla Germania o ai tedeschi, ma stava parlando di una situazione ipotetica che si riferiva al gennaio 2010, quando la Grecia, a suo modo di vedere, avrebbe dovuto fare default – senza uscire dall’euro! – e quindi “mostrare il dito alla Germania”, cosa che significaa chiaramente non allo stato o alle persone ma al governo tedesco, che era a quel tempo e oggi il miglior rappresentante delle disastrose politiche di austerità dell’Unione Europea.

    In questo senso, la dichiarazione (o il modo di dire) e il suo significato sono stati presi fuori dal contesto. Tuttavia, rimane un mistero il motivo per cui i media non riportino il secondo dito medio citato da Varoufakis quel giorno: quello che l’Argentina ha mostrato al FMI da inadempiente sui propri debiti. Entrambi i “dito medio” erano chiaramente puntati contro la distruzione neoliberista delle società in Sud Europa o in Sud America e altrove, la schiavitù del debito e la dominanza neo-coloniale.

    A questo proposito, il dito è stato puntato nella giusta direzione.

    Il messaggio è stato chiaramente compreso da chiunque fosse presente al Subversive Festival a maggio 2013, così come dovrebbe essere compreso oggi».

Jan Böhmermann: il fake (del fake?) del dito medio

    Edit: qui di seguito, il pezzo che ho scritto dopo aver visto il filmato di Böhmermann, letto i profili Twitter di Varoufakis e della ZDF e entusiasticamente sposato la tesi presentata da Böhmermann. A onore del vero, in un primo tempo avevo chiosato: «Ah, sì, certo. Anche la testimonianza di Böhmermann potrebbe essere un falso» –  chiosa che ora riporto nuovamente per ridare senso al tutto – salvo poi pensare che fosse semplicemente tutto "vero". Va detto che nel filmato, a questo punto, lo staff di Böhmermann ha realizzato almeno due fake: uno nel quale Varoufakis non fa alcun gesto. Uno nel quale alza il dito indice. Consiglio visione integrale del filmato, in ogni caso, per valutare al meglio il tutto. Nel pezzo usavo, scientemente, l'indicativo presente.

Il dito medio di Varoufakis alla Germania? Un fake ideato dal comico Jan Böhmermann. Ecco il video che spiega come.

Lo ha twittato lo stesso Böhmermann, con un messaggio di scuse al ministro dell'economia greco, sul quale si stavano già sprecando editoriali e strali di ogni genere. Come se poi un dito medio fosse un problema.

Il problema è che era tutto finto e che aveva ragione Varoufakis quando diceva: «È un falso».

Lo è. Ed è anche un falso d'autore, un video ritoccato con tanto di effetti speciali e un attore che alza il medio a tempo con un gesto di Varoufakis con tutina verde e su green back.

Dito Medio Varoufakis

Andiamo con ordine. Due giorni fa viene mostrato un video durante un talk show tedesco al quale partecipa lo stesso Varoufakis, in cui il Ministro greco, durante un discorso, alza un braccio e mostra il dito medio rivolto alla Germania. Il programma è Günther Jauch, talk show di approfondimento politico domenicale che si intitola come il nome del suo conduttore, Günther Jauch, appunto. Il quale chiede conto e ragione a Varoufakis di quel gesto.

Dito medio Varoufakis fake

Varoufakis nega, dice che il video è stato ritoccato. Ma vagli a credere. Il video c'è, il gesto è evidente. E la polemica esplode.

Dalle nostre parti, Repubblica titola Il 'dito medio' di Varoufakis alla Germania rischia di far saltare la trattativa Berlino-Atene. Niente meno. L'Ansa: Varoufakis smentisce dito medio, ma un video lo immortala.

Il senso è chiaro, no? Addirittura, su East, esce un pezzo di Marta Ottaviani che si intitola La Parabola di Varoufakis: da eroe a macchietta?.

E Il Giornale ci va giù pesante, come al solito, con Sergio Rame che titola Ora Varoufakis nega pure l'evidenza: "Il dito medio ai tedeschi? Montatura".

Ma non bisogna credere a quel che si vede, oggi. E non è detto che l'evidenza sia la prima che ci capita a tiro.

Schermata 2015-03-18 alle 23.14.53

Infatti, è tutto finto. Aveva ragione Varoufakis.

Il team di Böhmermann, comico, autore televisivo tedesco, stava preparando un filmato parodistico, un musical dal titolo V for Varoufakis. Eccolo qui.

Il team ha reperito un video girato in Croazia in cui l'economista parlava della Germania, individuato un punto in cui Varoufakis pronunciava le parole

«and stick the finger to Germany»

e messo in piedi la cosa.

Poi, quel pezzo del filmato (che chiude V for Varoufakis) è diventato, estrapolato, casus belli. Böhmermann ha hackerato l'informazione per un paio di giorni, con un mix fra la "Guerra dei mondi", fatte le debite proporzioni, un equivalente televisivo-politico delle teste di Modigliani, un intervento degno di un episodio di Black Mirror.

Quindi, è arrivata la rivelazione.

Ma ci si poteva arrivare prima? Certo che sì. Il 16 marzo, il giorno dopo la messa in onda del talk in Germania, il Ministro aveva pubblicato sul suo profilo Twitter il video originale, non taroccato.

    Edit: come mi fanno notare su Facebook, al minuto 40'32" del video postato da Varoufakis per "discolparsi" si vede comunque il dito medio. Colpo di scena!
    La cosa non fa che rendere il tutto più interessante. Ma ci sono due elementi da considerare. Primo: a 40'11" e a 40'22" (mandare in play da qui) si vedono due "frame" rossi, che sembrano segnalare che qualcosa sta succedendo.
    Secondo: Varoufakis, per dimostrare di aver ragione, avrebbe mai pubblicato un video in cui aveva torto?
    È vero, sono congetture, queste due, ma si sommano a tutto il resto.
    Frattanto, su Twitter – in Italia no, tranquilli – spopolano sia #varoufake sia #varoufakefake

Visto che l'altro video proveniva da una nota produzione comedy, che era già stata diffusa, sarebbe stato sufficiente chiamare quella produzione e chiedere se fossero stati loro a "taroccare" il video. E invece niente. Si è preferito procedere diversamente. Il talk tedesco ha mostrato quel pezzo di filmato, decontestualizzandolo. Gli altri tutti dietro. Perché faceva comodo così, era più facile ed era anche quello che si voleva credere.

Di fatto, questo evento è un grosso dito medio alzato non solo verso la Germania, non verso Varoufakis, ma verso tutta l'informazione, verso il mondo del giornalismo.

Non bisogna credere a quel che si vede, dicevamo. Bisogna verificare le fonti. Bisogna fare attenzione. In chiusura del filmato in cui spiega tutto, Böhmermann scherza sui tedeschi:

«È così che funziona la Germania: devastiamo l’Europa due volte in un secolo ma diamo di matto se qualcuno ci fa il dito medio»

Poi dice, appunto, che nessuno ha chiamato per sapere se fossero stati loro a modificare il video per il loro V for Varoufakis.

«Avrebbero potuto ma nessuno l'ha fatto».

E poi alza lui il dito medio.

Schermata 2015-03-19 alle 00.07.27

Ah, sì, certo. Anche la testimonianza di Böhmermann potrebbe essere un falso.

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