Sergio Mattarella, prima intervista tv da Presidente alla CNN: il terrorismo, la Libia, il ricordo di Piersanti | Video

Il Presidente della Repubblica intervistato dalla giornalista Christiane Amanpour.

Sergio Mattarella non rilasciava interviste tv dal 2010 e oggi ha rilasciato la prima da Presidente della Repubblica non a un'emittente italiana, ma a una delle più prestigiose del mondo, la CNN.

Il Capo dello Stato ha fatto una chiacchierata con la giornalista Christiane Amanpour che ha poi pubblicato una foto sul suo account Twitter.

La CNN ha diffuso un paio di video dell'intervista, in uno si parla di politica estera e in particolare di terrorismo. Sull'attentato di ieri in Tunisia Mattarella dice:

"Quel che è avvenuto in Tunisia è doloroso e molto allarmante e mostra che quello dell'Isis è un pericolo serio che va affrontato urgentemente, perché non abbiamo molto tempo"

poi ha aggiunto:

"È davvero sconcertante sentire esaltare come un atto di eroismo lo sparare su persone inermi: mi è parso il livello più alto di barbarie. Isis, come tutti i terrorismi fondamentalisti, si presenta come il nuovo, vero pericolo per la civiltà, la democrazia e i diritti umani. Non è un caso che ieri in Tunisia siano stati attaccati il parlamento e un museo: democrazia e cultura"

Sempre in tema di politica estera, il Presidente della Repubblica ha indicato qual è attualmente il tema più scottante:

"Quello che ci preoccupa di più è la Libia, per molte ragioni: perché i cittadini libici sono costretti a vivere nel caos e nella paura della guerra, perché Isis si sta diffondendo in quel Paese e il rischio è che possa trasformarsi nella base per attacchi terroristici in Europa. Il caos in Libia favorisce il traffico di esseri umani mandando per mare donne, uomini e bambini, esponendoli a rischi enormi e guadagnandoci molti soldi"

Un altro tema che la giornalista ha voluto toccare è la mafia e Mattarella ha ricordato che suo fratello Piersanti è stato ucciso proprio dalla mafia:

"Mio fratello era dirigente politico nazionale della Democrazia Cristiana Presidente della Regione Sicilia quando nel 1990 fu ucciso dalla mafia. Eravamo molto uniti, ma non dipende solo da questo il fatto che io pensi che la lotta alla mafia sia centrale e decisiva. La coscienza civile contro la mafia è molto cresciuta in Sicilia e in tutta Italia. Molti siciliani combattono coraggiosamente e purtroppo alcuni sono stati uccisi, basti ricordare Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Il loro sacrificio ha fatto crescere la consapevolezza dei cittadini contro l'Italia"

Christian Amanpour gli ha poi chiesto di ricordare come è avvenuto l'omicidio di suo fratello e cosa ha provato, visto che era proprio lì e che praticamente Piersanti è morto tra le sue braccia:

"Raccontare la morte di mio fratello è qualcosa che non ho mai fatto. Lui stava uscendo da casa, stava andando a messa con la moglie e i figli e l'assassino si è avvicinati e gli ha sparato, anche mia cognata è rimasta ferita. Io sono stato chiamato da uno dei miei nipoti e l'ho portato in ospedale, ma non c'era nulla da fare. Questo ovviamente è un ricordo per me molto doloroso"

Sergio Mattarella itervista alla CNN

Foto © Twitter Christian Amanpour

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO