Erri De Luca: "Hollande mi ha sorpreso. Intellettuali italiani non si schierano per conformismo "


Aggiornamento 23 Marzo 2015

- Poco prima di essere ricoverato per un malore, Erri De Luca è intervenuto sull'Huffingtonpost riguardo al sostegno espressogli ieri dal Presidente francese.

A tale proposito lo scrittore ha dichiarato: "La firma di Hollande significa che l’opinione pubblica francese ha un peso tale che i rappresentanti politici non possono non tenerne conto. Per contro, da noi l’opinione pubblica è ammutolita".

Cosa intenda esattamente con "opinione pubblica", l'autore lo spiega subito dopo: "Intendo coloro che formano l’opinione pubblica. Dunque anche gli intellettuali. Guardi, non mi aspettavo nulla, né dall’appello francese né dal ceto culturale italiano. Ma noto che in Italia l’ambiente culturale si astiene dai temi scottanti[...] forse per paura, per conformismo, per invidia".

Infine all'intervistatore che gli chiede cosa si aspetti dal processo in corso, De Luca risponde: "se mi chiede cosa mi aspetto, dico che non mi aspetto nulla. Ma voglio ricordare che, se l’opinione pubblica italiana è inerte, parallelamente centomila persone hanno deciso di acquistare il mio pamphlet “La parola contraria” . Un acquisto di solidarietà, e non solo letterario. Questo per me ha molto significato, così come significano molto i circoli di lettura sparsi in tutta Italia dove, sempre per solidarietà nei miei confronti, si leggono i miei libri".

Hollande difende Erri De Luca: "Gli intellettuali non si processano per i loro testi"


Francois Hollande

si schiera dalla parte di Erri De Luca. L'inquilino dell'Eliseo aderisce all'appello (pubblicato il 2 marzo scorso su Libération) di politici e intellettuali in favore del romanziere e poeta italiano.

Nel testo della petizione, promosso dal comitato guidato dal sociologo Jean-Marc Salmon, si chiede alla Ltf, società di costruzione francese impegnata nella costruzione dell'alta velocità Torino-Lione, di ritirare la denuncia nei confronti di De Luca. Ques'ultimo è stato rinviato a giudizio, con l'accusa di istigazione a delinquere, in merito ad una sua presa di posizione di 5 anni fa. In quell'occasione rivendicò la leggittimità di pratiche orientate al sabotaggio della Tav.

Ecco cosa ha detto Hollande, a sorpresa, a margine della sua visita al Salone del Libro di Parigi: "Gli autori non vanno perseguiti per i loro testi [...] Non voglio intervenire in vicende giudiziarie, ma ciò che posso fare, a nome della Francia, è sostenere sempre la libertà d’espressione e di creazione, e questo vale anche per gli autori, siano essi francesi, italiani o di ogni altra nazionalità, che non vanno perseguiti per i loro testi".

In questo modo, il Presidente francese mette sicuramente in difficoltà la Ltf e stimola ulteriormente a livello internazionale il caso sollevato dallo scrittore napoletano. Per il momento, invece, il nostro Matteo Renzi tace, non una parola sulla vicenda.

Intervenendo nella trasmissione televisiva Piazza Pulita, nel febbraio scorso, l'ex di Lotta Continua aveva ribadito che la sua non è solo una legittima presa di posizione politica nei confronti della grande opera, ma anche l'affermazione del diritto fondamentale della libertà di espressione. A tale riguardo, al giornalista Corrado Formigli, ebbe a dire che "la libertà di espressione finisce quando diffami o calunni qualcuno. E non è questo il mio caso. Il diritto di manifestare in Italia è in discussione, il mio caso ne è un esempio". Ed aggiunse: "se verrò condannato, sconterò la mia pena. Non ricorrerò in appello. E sono pronto a essere recidivo".

Se De Luca finisse in carcere, il nostro paese dovrebbe farsi carico di una situazione non semplice. Sotto i riflettori dell'opinione pubblica internazionale, non mancherebbero gli imbarazzi generati dalla presenza di un intellettuale processato per le sue idee.

Dopo la pubblicazione del pamphlet, La Parola Contraria, il caso dello scrittore italiano è diventato internazionale. La campagna per il ritiro della denunzia è stata promossa anche da un comitato internazionale a Barcellona. Ivi, è stata presentata la petizione firmata da più di trecento personalità di 19 paesi, tra cui gli scrittori Salman Rushdie e Paul Auster.

In Italia, invece, a difendere l'autore sono in pochi. Solo l'ambiente della sinistra radicale ha speso parole di solidarietà, per il resto si registra un grande silenzio. Lo ha fatto notare anche Le Monde, che qualche giorno fa ha scritto: "De Luca non è profeta in patria".

E i nostri scrittori? Personalità come Roberto Saviano per ora non si sono pronunciate, ma evidentemente il suo "legalitarismo", a tratti fideistico, mal si concilia con la battaglia di resistenza civile che ha scelto di intraprendere il suo concittadino.

ITALY-ENVIRONMENT-WRITER-TRIAL-TRAIN

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO