Governo Monti, ko nei sondaggi. Si salva solo il premier.E i partiti volteggiano come avvoltoi

Adesso, il calvario imposto dai sondaggi – o meglio dai loro dati negativi – tocca al governo Monti. Dopo dodici mesi, l’esecutivo “imposto” dal Colle e accettato ob torto collo da Pdl, Pd, Udc costretti a una impensabile maggioranza, viene bocciato dagli italiani. La fiducia si è ridotta di un terzo: solo il 32 per cento degli italiani promuove ancora il governo dei prof, un vero e proprio crollo rispetto al 62 per cento del gennaio scorso e anche al 50 per cento al momento dell’insediamento. Fra i ministri, c’è il tonfo della Fornero (-26 per cento), a dimostrazione che gli italiani sono più attenti di quel che si pensa. Tiene a fatica il premier, al 48 per cento. Questa la fotografia impietosa di Ipr Marketing per Repubblica, significativa e attendibile oggi come lo fu ripetutamente negli anni dei governi Berlusconi.

Che succede? Intanto è meglio chiarire ciò che non succede: gli italiani non hanno più fiducia neppure in Monti e nel suo governo ma non recuperano un grammo di fiducia verso i partiti, considerati addirittura come sanguisughe, incapaci, corrotti, inutili, la rovina del Paese.

Scriveva lunedì scorso Ilvo Diamanti su Repubblica: “Monti è stato designato in quanto tecnico non eletto. Perché non deve rispondere ai cittadini delle sue scelte. Ha ottenuto la fiducia del Parlamento proprio perché non è un politico. Per questo si fanno largo progetti di legge elettorale con l'obiettivo di impedire a qualcuno di vincere davvero. Per costringere le principali forze politiche al compromesso. Come nella Prima Repubblica. Per riproporre Monti al governo".

Non è che gli italiani vogliono meno politica: vogliono una politica diversa, nuova, con partiti diversi, nuovi. In Europa i partiti esistono, agiscono, (spesso) funzionano, non cambiano simboli e nomi ma leader mentre in Italia è un continuo cancellare simboli e inventare nuovi nomi alle botteghe del potere lasciando al loro posto i vecchi padroni, le stesse facce. Da noi i partiti vogliono il potere, non la politica. Perché nella politica bisogna metterci la faccia, dire la verità (amara) agli italiani, chiamare tutti alla stanga: quindi perdere consensi, regalare voti ai populisti di turno, lasciare ad altri cadreghe e strapuntini.

Capito? Ecco perché Monti faceva e fa comodo a costoro. Lasciare al prof il lavoro sporco,il bastone dei sacrifici, poi tornare al timone come nulla fosse successo. Ma in questo gioco delle tre carte, anche Monti non ce la fa più. E le prossime elezioni rischiano di diventare un gioco al massacro. O un inutile e finto teatrino. Che, alla fine, è la stessa cosa.

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