Lacrimogeni in via Arenula. Il Racis conferma: lacrimogeni sparati da terra

Referto del Racis

Nella relazione del Raggruppamento Investigazioni Scientifiche (Racis) dei Carabinieri, consegnata alla Procura di roma e a Paola Severino si legge che il filmato diffuso da Repubblica non mostra affatto un lancio di lacrimogeni dalle finestre del Ministero ma bensì

«riproduce un impatto su cornice superiore della quarta finestra (a partire dallo spigolo sinistro) sita al quarto piano del ministero, di un solo artifizio lacrimogeno, poi fratturatosi in 3 parti».

Secondo la relazione, inoltre, il fermo immagine supporterebbe la tesi:

«gli artifizi in parola si compongono di 4 dischi contenenti materiale lacrimogeno che si sprigiona durante la traiettoria o all'impatto contro superfici producendo effetto fumogeno»

Stesse indicazioni si trarrebbero dalla traiettoria:

«E' di tutta evidenza che la traiettoria ondeggiante puo' essere prodotta solo in fase di ricaduta e non in fase ascendente»

La relazione dei militari conclude specificando che la gittata degli artifizi è dell'ordine di 100-150 metri e dunque è

«coincidente con il posizionamento delle Forze di Polizia all'altezza di Ponte Garibaldi, come osservabile dal altro video acquisito».

Naturalmente, questa ricostruzione verrà valutata in sede di inchiesta. Ma soffermiamoci sul resto.

Ieri, tutti i giornali davano per certa la versione offerta da Repubblica. Anch'io, qui, trovavo assolutamente inverosimile l'ipotesi offerta dello sparo da terra (e su di essa ho abbondantemente ironizzato offrendo 10 ricostruzioni plausibili del fatto, più una riserva, utilizzando come foto un'installazione del gruppo 00KK che, nottetempo, ha posizionato in via Arenula il cartello che, a sua volta, ironizza sull'accaduto.

Perché? Perché non si è più disposti a credere ad altre versioni dei fatti? Forse per tutte le altre immagini viste e che non richiedono affatto ricostruzioni ufficiali? Forse perché Genova non è affatto un capitolo chiuso? Forse perché gli scontri durante i cortei (come quelli mostrati ieri sera durante lo speciale di Piazzapulita) raccontano una storia assolutamente allineata con le ipotesi più incredibili? Forse perché di lacrimogeni sparati ad altezza uomo dall'alto, chi ha partecipato alle manifestazioni No Tav, ne ha visti eccome?

I peccati della Maddalena from fratelli di TAV on Vimeo.

Manganelli: l'intervista a Repubblica

C'è poco da fare: quel che è successo il 14 novembre apre fantasmi del passato, anche se il Capo della Polizia, Antonio Manganelli non vuole in alcun modo che si facciano riferimenti al G8 di Genova.

«Quel capitolo è chiuso»

ha detto Manganelli a Repubblica. Sarà anche un capitolo chiuso, per carità, ma ci sono voluti undici anni per portare un minimo di verità su quanto accaduto – e senza che si sia risalita la piramide delle responsabilità, a giudizio del sottoscritto.

E adesso, be'. Adesso c'è questo video con i lacrimogeni sparati dalle finestre Ministero. Almeno, così sembra e così è stato detto da tutti, a guardar bene le immagini, anche se Manganelli dice che il Questore di Roma ha un'altra teoria. Già.

Perché a quanto pare, nessuno fra i poliziotti in servizio ha avuto accesso al Ministero. Lo dice Manganelli:

«Per quelle che sono le informazioni che abbiamo raccolto al momento, posso sicuramente dire che nessun appartenente al Reparto Mobile ha avuto accesso al Ministero e dunque è da escludere che, qualora gli ordigni fossero stati lanciati dall’interno dell’edificio, questo sia avvenuto per mano di poliziotti in servizio di ordine pubblico»

E allora, chi ha sparato i lacrimogeni da là dentro? Sono stati veramente sparati da là dentro? Manganelli e il Questore di Roma pensano di no.

«Se, al contrario, come il Questore di Roma è propenso a ritenere in questo momento, quelle tracce che si vedono nel video altro non mostrano che la parabola discendente di lacrimogeni esplosi dal piano stradale, si tratterebbe allora dell’esito di un normale lancio da parte del personale che in quel momento era impegnato a disperdere i manifestanti lungo via Arenula. Ma, anche qui, ci tengo a precisare che sono solo delle prime valutazioni che, evidentemente, andranno scrupolosamente verificate anche alla luce di un esame tecnico delle immagini»

«Parabola discendente di lacrimogeni esplosi dal piano stradale».

Sarebbe, insomma, il tentativo di dimostrare che le tracce di lacrimogeni fossero in realtà "di rimbalzo", ovvero sparate da terra (probabilmente da parecchio lontano rispetto a via Arenula), quindi rimbalzate sulla facciata e ricadute sulla strada.

A riguardarlo mille volte, quel video, sembra proprio che i lacrimogeni partano dalle finestre.

Se non altro, Manganelli ha confermato l'intenzione di avviare un'indagine per

«sanzionare chi sbaglia»

Certo. Ma se nel frattempo si producono simili giustificazioni a quella che sembra l'evidenza, che fiducia potrà avere, il cittadino, in questa indagine? Non ne avrà, assolutamente. Anche perché, accanto a queste immagini, ne scorrono altre, per l'ennesima volta, di manganellate su soggetti inermi.

Quelle manganellate non sono parabole discendenti di manganellate date altrove.

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