Stati Uniti, nello Utah torna il plotone d’esecuzione

In caso di penuria dei prodotti utilizzati per le iniezioni letali si utilizzerà il vecchio metodo del plotone di esecuzione

Lo Utah è diventato ieri, lunedì 23 marzo, il primo stato americano a reintrodurre il plotone d’esecuzione per le condanne a morte nelle quali vi sia penuria dei prodotti utilizzati per l’iniezione letale.

Il Senato di questo stato ha adottato questo sistema che autorizza il ricorso a un plotone di esecuzione per uccidere il condannato qualora le sostanze utilizzate per le iniezioni letali non siano disponibili, fatto che, contrariamente a quanto si possa pensare, non è affatto così raro come si può pensare. In alcuni Stati dell’Unione è successo che mancassero le sostanze letali e allora ecco che lo Utah torna all’antico plotone di esecuzione.

La reintroduzione del plotone d’esecuzione è stata criticata da più parti, ma il portavoce del governatore Gary Herbert ha dichiarato che i detrattori di questa soluzione sono coloro che si oppongono alla pena di morte.

A Salt Lake City l’esecutivo è molto fermo sulle proprie posizioni: le iniezioni letali sono la soluzione preferita, ma è altrettanto vero che “quando una giuria prende questa decisione e un giudice firma un mandato d’esecuzione, applicare una decisione legale è l’obbligo dell’esecutivo”, spiega il portavoce Marty Carpenter.

Era dal 2004 che lo Utah aveva eliminato la modalità del plotone d’esecuzione.

Proprio sull’iniezione letale e sulla sua costituzionalità dovrà discutere la Corte suprema: questa modalità era stata definita costituzionale nel 2008, ma la penuria di prodotti ha costretto molti stati a sperimentare mix letali che procurano agonie dolorosissime ai condannati. Ed è a causa di questi problemi che la Corte suprema dovrà ridiscutere le modalità di questo tipo di esecuzione.

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Via | The Guardian

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