Forza Italia, scissione in vista: Raffaele Fitto pronto ai gruppi autonomi

Il capogruppo fittiano in Commissione Giustizia attacca il cerchio magico e viene rimosso. La spaccatura è ormai a un passo.

Come sono lontani i tempi in cui Berlusconi era l'astro attorno al quale tutti orbitavano senza fiatare. Da un po' di tempo a questa parte sembra le cose vanno esattamente al contrario, Forza Italia oggi e il Pdl prima sembrano preda di una forza centrifuga che continua a lanciare pezzi il più lontano possibile. In origine fu Gianfranco Fini, a cui comunque andrà sempre il merito di essere stato il primo ad alzare la voce e a rompere l'unità dell'allora Pdl. Poi fu la volta del delfino Alfano, che pose definitivamente fine al Pdl causando la nascita del Ncd e la resurrezione di Forza Italia. Oggi, è la volta di Raffaele Fitto, uno che non ci sta a legare a doppia mandata la propria carriera politica a un Cavaliere in declino irreversibile.

E così, dopo aver deciso la candidatura per le elezioni regionali in Puglia (per la verità non ancora ufficializzata), muove i suoi in modo che la spaccatura arrivi in tempi brevi anche a Roma. Ieri, durante il voto per la norma sulla prescrizione lunga, Gianfranco Chiarelli, deputato pugliese e fittiano di Forza Italia, nonché capogruppo in Commissione Giustizia, viene incaricato di fare la sua dichiarazione di voto. Ma ne approfitta per attaccare a testa bassa gli esponenti del cerchio magico berlusconiano: "Impegnano le loro giornate a fare strategie per epurazioni e per distruggere quanto Berlusconi ha fatto in questi anni. A loro non interessa nulla del partito".

La reazione è istantanea, Chiarelli viene silurato seduta stante dal ruolo di capogruppo mentre Fitto gli esprime solidarietà. Ovviamente il tutto era concertato così com'era prevedibile la reazione dei capi del partito. Il tutto sembra proprio essere un nuovo passo verso la rottura. Che provocherebbe una vera e propria scissione interna a Forza Italia. Manca ancora qualche giorno, però, perché alla Camera bisogna essere almeno in venti per dare vita a un gruppo proprio e non finire nel misto, mentre al Senato, dove ne bastano dieci, i numeri ci sarebbero già.

Tra i big, invece, gli schieramenti si capiscono al volo ascoltando le dichiarazioni. Capezzone parla di una "censura, pagina triste per chi la fa". Maurizio Bianconi sottolinea come "ormai siamo a metà tra l'Isis che taglia teste e gli ultimi giorni di Salò"; Pietro Laffranco invece spiega come "così va quando finisce l'impero". Insomma, ci siamo. La scontro tra Fitto e Berlusconi è arrivato alle battute finali. Ma una scissione, in qualche modo, sarebbe una sconfitta per l'eurodeputato, che sembrava intenzionato a percorrere una strada simile a quella che Renzi ha tenuto nel Pd. Non scissione, ma battaglia fino alla conquista del partito, in modo da poter prendere la guida di un nome già affermato nel panorama politico. Non aveva forse fatto del tutti i conti le armi di Berlusconi e con la sua tenacia.

Raffaele Fitto candidato in Puglia

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