Forza Italia vicina all'esplosione: Fitto e Verdini pronti all'addio

La truppa parlamentare del partito di Silvio Berlusconi si dimezzerebbe. E a quel punto scatterebbe il liberi tutti.

Negli ultimi anni, Berlusconi di momenti difficili ne ha attraversati tanti. Questi mesi - fino all'appuntamento con l'election day che potrebbe decidere le sorti di Forza Italia- potrebbero però essere i più complicati che il Cavaliere ha mai dovuto affrontare. La differenza con le tante rotture affrontate nel passato è una sola: Berlusconi, allora, era sempre in una posizione di forza. Oggi appare chiaro come la sua leadership abbia pochissima presa; vuoi perché i sondaggi politici mostrano come il Cavaliere non sia più una garanzia di successo, vuoi perché con il suo declino anche da un punto di vista anagrafico è inevitabile che si comincia a pensare al futuro.

E così, Forza Italia è arrivata a un passo dalla scissione. Ma c'è di più: stando a quanto riportano alcuni retroscena, il partito potrebbe a breve essere sottoposto a una doppia scissione, che prosciugherebbe i gruppi parlamentari e porterebbe all'esplosione del partito. Di Raffaele Fitto e del suo scontro con Berlusconi sappiamo ormai tutto: l'europarlamentare pugliese ha sempre malsopportato il patto del Nazareno, reclamando un'opposizione vera e propria. Nel momento in cui Berlusconi ha strappato il patto con Renzi, però, il ribelle di Fi non è rientrato nei ranghi, mostrando come la sua vera ambizione non sia altro che quella di prendere le redini del partito.

Lo strappo tra i due si sta consumando in maniera plateale con la candidatura dello stesso Fitto alle elezioni regionali in Puglia, che se davvero dovesse concretizzarsi non potrebbe che portare alla definitiva rottura con il partito. Inoltre, sembra che sia pronta anche la creazione di gruppi autonomi in Parlamento.

Non finisce qui, perché se Fitto porterebbe via con sé 17 deputati, ecco che altri 18 potrebbero lasciare il gruppo alla Camera di Forza Italia. Si tratta dei fedeli di Denis Verdini, quelli che avrebbero voluto continuare a tenere in piedi la "strana alleanza" con il governo Renzi. Di fatto, si tratta di una doppia scissione. Da una parte di chi invoca una linea sempre più dura, che eviti il pericolo che la Lega Nord fagociti Forza Italia conquistando da destra il suo elettorato; dall'altra di chi vuole continuare ad avere voce in capitolo con l'unico leader politico che, al momento, conta davvero qualcosa: Matteo Renzi.

Per Berlusconi, lo scenario è da incubo: una doppia scissione che dimezzerebbe l'attuale pattuglia di 70 deputati, che darebbe un chiaro segnale di "liberi tutti" e che farebbe il paio con il rischio elevatissimo di flop alle regionali, dove si va prefigurando una corsa solitaria della Lega Nord nelle regionali in Veneto e un'alleanza tra Pd e Ncd nelle elezioni in Campania. Per chi un tempo era il dominus della politica, non dev'essere facile accorgersi che gli stanno restando in mano solo le briciole.

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