Landini attacca Renzi: "È peggio di Berlusconi"

Il giorno dopo la manifestazione della Fiom a Roma, si parla soprattutto della polemica del leader sindacale contro il governo.

Magari l'avevano già pensato in tanti, ma fino a questo momento nessuno si era ancora spinto così in là: "Ci siamo stancati di spot elettorali, slide e balle racconate. Questo governo ha scelto di rifiutare il confronto. C'e' addirittura un peggioramento rispetto al governo Berlusconi. Siamo dentro un processo di regressione del Paese". Il "peggioramento", sui titoli dei giornali, diventa un inevitabile "Renzi è peggio di Berlusconi".

Poco importa che le parole di Maurizio Landini, pronunciate ieri a Roma durante la manifestazione della Fiom, fosse leggermente diverse, quel che conta è che, sicuramente, quel rapporto di stima e attenzione che si era visto tra Landini e Renzi all'inizio del governo è decisamente relegato al passato. Il nuovo nemico dei lavoratori è stato individuato. E infatti, lo stesso leader della Fiom che aveva celebrato gli 80 euro in busta paga, adesso attacca a mani basse sulle nuove assunzioni: "Se vuoi risolvere i problemi, devi fare milioni di assunzioni. Il problema non sono quelle di gennaio e febbraio".

"Non siamo di fronte al cambiamento del Paese, siamo di fronte a un governo che ha scelto di rifiutare il confronto con le organizzazioni sindacali, non discute, ha scelto come interlocutore la Confindustria. Quello che invece dobbiamo conquistare è un nuovo modello di sviluppo, una riforma democratica del sindacato, coinvolgendo altri soggetti e allargando la rappresentanza. Questa è la risposta più forte a un Governo che ha già fatto la sua coalizione sociale con Confindustria e Bce. Uniamo ciò che il Governo divide".

Inevitabilmente si cerca anche di capire quanto in questa manifestazione si vedano le basi per lanciare quella Coalizione Sociale che, nella mente di tanti, dovrebbe diventare la nuova forza della sinistra-sinistra: Coalizione Sociale. Libera, Arci, Anpi e Articolo 21 sono presenti. Così come Libertà e giustizia. Tra i partiti, presenti in massa Rifondazione e Sel. Quella di Maurizio Landini è la nuova leadership a cui il mondo della sinistra si aggrappa nel tentativo di tornare a contare qualcosa.

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