Iran, accordo sul nucleare. Khamenei frena: "non trattiamo sotto minaccia Usa"

Cosa prevede l'accordo sul nucleare che sarà perfezionato entro giugno


6 maggio 2015 - L'ayatollah Ali Khamenei, massima autorità spirituale dell'Iran, frena sull'intesa tra la Repubblica Islamica e il 5+1. Citato dalla tv di Stato, la Guida Suprema ha dichiarato che il suo paese "non accetta di negoziare" sul suo programma nucleare "sotto minaccia Usa".

Khamenei non è nuovo a questo tipo di atteggiamento, che qualcuno ritiene funzionale a tenere unito il paese, diviso tra componenti moderate e radicali (in rotta con il Presidente Rohani). Inoltre, quello del religioso sciita, potrebbe essere un segnale inviato all'amministrazione Obama, proprio mentre è partito il vertice Ginevra 3, dove si ricomincia a discutere di Siria. Non è escluso che la Guida Suprema voglia ottenere, in cambio del perfezionamento dell'intesa sul nucleare, un comportamento più morbido di Washington nei confronti del regime di Assad.

Accordo Iran-Usa sul nucleare, la Francia fiduciosa


20 aprile 2015

- Il ministro degli Esteri francese Laurent Fabius, in una intervista al Financial Times, racconta che la decisione di Mosca di sbloccare il contratto per la vendita di sistemi antimissile S-300 all'Iran rafforza la posizione di chi si oppone al raggiungimento di un accordo sul programma nucleare di Teheran, che per i detrattori aumenterebbe l'instabilità nella regione.

Un accordo con l'Iran serve per prevenire la proliferazione nucleare nella regione ma anche, più in generale, per appianare le tensioni. Dobbiamo evitare di dare l'impressione che il periodo in cui ci troviamo porterà a un riarmo; crea l'ambiente sfavorevole e rafforza coloro che si oppongono a un accordo"

ha spiegato il ministro francese ribadendo la posizione francese (che in Consiglio di Sicurezza Onu ha il diritto di veto), incentrata su un sollevamento graduale delle sanzioni, solo una volta definita l'intesa complessiva, e l'introduzione di un meccanismo automatico per il loro ripristino nel caso in cui l'Iran non rispetti gli impegni presi.

9 aprile 2015 - Trovato l'accordo quadro, arrivano le prime difficoltà. Che si basano sul più classico dei dilemmi: chi comincia per primo? Il punto, come sempre, è la revoca delle sanzioni una volta che l'Iran avrà firmato l'accordo definitivo previsto per giugno. Ma perché l'Iran deve firmare prima della revoca delle sanzioni? Rohani non ci sta: "Non firmeremo alcun accordo se tutte le sanzioni non saranno tolte lo stesso giorno. Vogliamo un accordo che rappresenti una vittoria per tutte le parti coinvolte nei colloqui".

Rohani, per la precisione, vuole che le sanzioni vengano tolte immediatamente e completamente, il primo giorno in cui l'accordo andrà in porto. Obama, invece, vuole che l'accordo inizi a prendere forma e poi togliere gradualmente le sanzioni (anche per non irritare troppo il congresso).

17.00 - Il presidente della Repubblica Islamica dell'Iran, Hassan Rohani, ha pronunciato un discorso alla nazione, nel quale ha espresso il suo apprezzamento per l'intesa di Losanna.

"L'accordo - ha detto il Presidente - rimarrà nella storia del Paese e inaugura una nuova stagione nei rapporti tra Teheran e il mondo". Ed ha aggiunto: "Il mondo ha riconosciuto che l'Iran vuole un programma nucleare pacifico. Lo scopo delle sanzioni era di costringerci ad arrenderci e affermare che ci hanno spinto a negoziare è infondato. L'Iran può cooperare e non deve scegliere tra lottare e arrendersi".

15.00 - Il vertice di Sicurezza del governo di Israele ha rigettato "in maniera compatta" l'accordo raggiunto tra il 5+1 e Iran sul nucleare. La notizia è stata resa nota da un comunicato stampa.

Il portavoce dell'esecutivo di Tel Aviv, Mark Rege, ha definito l'intesa: "un passo verso una direzione molto pericolosa perché lascia all'Iran una infrastruttura per il nucleare intatta e non chiude neanche un impianto. L'Iran continuerà a disporre di migliaia di centrifughe per l'arricchimento dell'uranio".

Il premier, Benjamin Netanyahu, ha anche aggiunto che, nel trattato finale, Teheran dovrà impegnarsi a "a riconoscere il diritto di Israele ad esistere".

13.05 - Il ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius, frena i facili entusiasmi sull'accordo. All'emittente televisiva, Europe 1, ha dichiarato: "gli iraniani vogliono che le sanzioni siano tolte tutte e subito [...] Invece noi diciamo che vanno tolte via via che gli impegni saranno rispettati"

9.20 - E' di pochi minuti fa la notizia della convocazione di un vertice straordinario del Gabinetto di sicurezza israeliano per discutere l'accordo raggiunto tra Iran e potenze del 5+1.

Benjamin Netanyahu è da sempre contrario all'intesa e aveva già espresso le sue forti perplessità nel suo recente discorso davanti al Congresso americano. Al Presidente Barack Obama, che lo ha chiamato dall'Air Force One, il premier israeliano ha detto che l'accordo di Losanna "potrebbe minacciare la sopravvivenza di Israele". L'Iran, a suo avviso, si doterà dell'arma atomica.

3 aprile 2015 - L'Agenzia internazionale dell'energia atomica (Aiea) ha accolto positivamente la definizione dei parametri per un piano di azione da perfezionare entro il prossimo 30 giugno.

In una nota, l'Aeia si dice pronta a verificare l'attuazione di quanto statuito nell'accordo tra la comunità internazionale e l'Iran sul dossier nucleare, una volta che questo verrà "definito" nei suoi dettagli.

Losanna, c'è l'accordo sul nucleare iraniano. Il testo definitivo entro giugno 2015


2 aprile 2015

E' stato raggiunto l'accordo tra Iran e i paesi del gruppo 5+1 sui punti chiave del negoziato sul programma nucleare. A dichiararlo tutte le parti in causa al termine di una lunga giornata di lavori. L'accordo sarà poi formalizzato con il testo definitivo che sarà sottoscritto entro il 30 giugno di quest'anno.

Federica Mogherini annuncia: "Oggi abbiamo compiuto un passo avanti decisivo, siamo arrivati a delle soluzioni chiave per un accordo a 360 gradi. Grazie a tutte le delegazioni per il lavoro incessante". Il presidente iraniano Rohani ha commentato l'accordo su Twitter: "Sono state trovate soluzioni sui parametri chiave del nucleare iraniano. La stesura definitiva comincia immediatamente e finirà entro il 30 giugno".

Tra i punti accordati, il depotenziamento di alcuni siti nucleari di Teheran e la revoca di tutte le sanzioni imposte dalla comunità internazionale all'Iran.

Le autorità iraniane parlano di "nette differenze" con gli Stati Uniti ma allo stesso tempo della "speranza di rimediare".

Poco dopo, dalla Casa Bianca, è arrivato il commento di Barack Obama che parla di momento storico: "E' un accordo storico che se attuato impedirà a Iran di avere armi nucleari".

Teheran: "Il nostro uranio non andrà in Russia"

Lunedì 30 marzo 2015 - Manca un giorno alla scadenza del termine per un accordo sul nucleare, ma i funzionari iraniani hanno messo in dubbio il successo delle trattative e in particolare hanno manifestato scetticismo circa la disponibilità di Teheran a trasferire in Russia il proprio combustibile nucleare.
Sul New York Times si leggono le dichiarazioni di Abbas Araghchi, responsabile degli Esteri, ai media iraniani:

"L'esportazione di scorte di uranio arricchito non è nel nostro programma e non intendiamo inviarle all'estero"

Alla ricerca dell'accordo sul nucleare iraniano


Domenica 29 marzo 2015
SWITZERLAND-IRAN-US-NUCLEAR-POLITICS

Cosa prevede sul nucleare tra Iran e Usa

Secondo i ben informati, il segnale più importante di come a Losanna le trattative del 5+1 (Stati Uniti, Cina, Russia, Francia, Gran Bretagna e Germania) sul nucleare iraniano stiano effettivamente facendo progressi concreti è il nervosismo di Netanyahu, primo ministro israeliano che vuole a tutti i costi scongiurare che un accordo venga raggiunto. Le sue parole sono risuonate dal consiglio del ministri: "Per come sta emergendo, questo accordo conferma tutte le nostre preoccupazioni e va anche oltre".

Attenzione però, non c'è ancora alcun accordo tra le parti e su alcuni specifici punti la situazione sarebbe di stallo. I passi avanti si sarebbero registrati però su altri aspetti: la possibilità che Teheran abbia meno di 6mila centrifughe nucleari e la possibilità di depositare in Russia gran parte delle scorte di uranio arricchito, per fare due esempi. Il tutto mentre l'Occidente deve valutare se accettare o meno di accordare all'Iran il permesso di condurre operazioni di arricchimento limitate e monitorate per scopi medici.

Barack Obama vuole però che da parte iraniana arrivi un messaggio forte, che prenda esplicitamente l'impegno di non acquistare armi nucleari e che accetti di subire rigorose ispezioni. Questi sarebbero messaggi che tranquillizzerebbero parecchio la Casa Bianca. Un accordo quadro è comunque atteso per il 31 marzo, e le possibilità che qualcosa di significativo alla fine si ottenga sembrano essere abbastanza buone.

Ma visto che la controparte di un accordo, per l'Iran, sarebbe l'allentamento delle sanzioni, un altro vero ostacolo arriva dal Congresso degli Stati Uniti, a maggioranza repubblicana e decisamente a favore di Netanyahu. Ma per questi aspetti, c'è ancora tempo, visto che quello che si raggiungerà il 31 marzo sarà eventualmente un accordo di princìpi, per l'accordo vero e propri bisognerà attendere almeno fino a giugno.

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