Caso tangenti Ischia, Massimo D'Alema sulle intercettazioni: "Sono indignato"

L'ex Premier: "Serve un intervento legislativo per tutelare l'onorabilità delle persone non indagate"

1° aprile, ore 20.30 - Massimo D'Alema continua ad attaccare la stampa in seguito alle intercettazioni sul caso Ischia; annuncia querele contro chi ha detto il falso sul suo conto e auspica nuove leggi per tutelare i non indagati: "Serve un intervento legislativo per tutelare l'onorabilità delle persone non indagate, per proteggerle da campagne diffamatorie come questa che mi vede protagonista, me e la mia famiglia".

Dice l'ex premier: "Ho già avuto modo di esprimere tutta la mia indignazione per la divulgazione di notizie che riguardano persone a me vicine che non sono indagate, messe in collegamento con un'indagine con cui non hanno nessuna attinenza. Questo episodio conferma quanto affermato oggi dal vicepresidente del Csm, ossia che occorrono delle norme per tutelare i non indagati. Perché rendere pubbliche in un atto giudiziario cose private di persone come mia moglie?".

31 marzo 2015, ore 9.47 - Massimo D'Alema, dopo la prima "difesa" di ieri, ritorna sugli arresti di Ischia e sul suo presunto coinvolgimento (il suo nome appariva in alcune carte dell'inchiesta): "Una vicenda scandalosa, è incredibile diffondere intercettazioni che nulla hanno a che vedere con l'indagine della Procura di Napoli", ha detto in un'intervista a Repubblica.

Ecco ancora le parole dell'ex premier:

"Lancio un allarme. Chi non ha ruoli istituzionali e non è indiziato di reato non può essere perseguitato in questo modo al solo scopo di ferirne l'onorabilità. Difenderò la mia reputazione in ogni sede. Ho già dato mandato agli avvocati. L'ipotesi che siano state pagate tangenti per il programma di metanizzazione dell'isola di Ischia è una vicenda rispetto alla quale sono totalmente estraneo. Non c'è alcuna intercettazione tra me e i dirigenti di Cpl con i quali avevo rapporti come li ho con migliaia di persone. Dalla Cpl non ho avuto alcun regalo ed è ridicolo definire l'acquisto in tre anni di duemila bottiglie del vino prodotto dalla mia famiglia come un mega ordine, peraltro fatturato e pagato con bonifici a quattro mesi. Il vino non c'entra con l'inchiesta ed è noto a tutti che la mia famiglia produce un ottimo vino. Abbiamo più domanda che offerta. Il favore è riceverlo, non è venderlo".

Arresti per tangenti a Ischia: nelle intercettazioni viene nominato Massimo D'Alema


30 marzo 2015

I carabinieri del Comando per la Tutela dell'Ambiente, su mandato della Procura di Napoli, hanno oggi portato a termine gli arresti di dieci persone tra le quali spicca il nome del sindaco di Ischia Giuseppe "Giosi" Ferrandino del Pd. Ebbene dalle carte dell'inchiesta condotta dai Pm Woodcock, Carrano e Loreto salta fuori anche il nome di un politico ancor più di spicco rispetto al primo cittadino dell'isola: si tratta di Massimo D'Alema.

In particolare l'ex Premier viene nominato in una intercettazione ambientale dell'11 marzo 2014 in cui a parlare è Francesco Simone, responsabile delle relazioni istituzionali del Gruppo CPL Concordia, la cooperativa che scambiava favori con Ferrandino accaparrandosi gli appalti per la metanizzazione di Ischia.

Simone, parlando con Nicola Verrini (un altro degli arrestati, responsabile dell'area commerciale della cooperativa), dice di investire in ItalianiEuropei, la fondazione che D'Alema ha creato nel 1998, perché il suo fondatore stava per diventare Commissario Europeo. Inoltre Simone aggiunge:

"D'Alema mette le mani nella merd@ come ha già fatto con noi, ci ha dato delle cose"

Secondo il giudice per le indagini preliminari questa conversazione è di "estremo rilievo" sia per il riferimento a D'Alema, sia per quello ad alcuni appartenenti delle forze di polizia e anche per "il modo in cui gli interlocutori distinguono i politici e le istituzioni loro referenti".

Il gip evidenzia anche come la CPL Concordia acquistò alcune centinaia di copie del libro di D'Alema "Non solo euro" e alcune migliaia di bottiglie di vino prodotto da un'azienda che è riconducibile proprio all'ex Premier. Inoltre, la cooperativa ha sponsorizzato la presentazione di quel libro a Ischia l'11 maggio 2014.

Gli inquirenti hanno sequestrato lo scodo novembre tre dispositivi di bonifici che il gruppo CPL Concordia ha effettuato in favore di ItalianiEuropei, ognuno dell'importo di 20mila euro, più un bonifico di 4.800 euro per l'acquisto di 550 copie di "Non solo euro".

Massimo D'Alema ha subito replicato a queste notizie diffuse dagli inquirenti e ha negato ogni addebito. Ha ammesso di avere rapporti con la CPL Concordia, ma ha detto che si tratta di contatti del tutto trasparenti, che non hanno comportato "né la richiesta da parte loro né la messa in opera da parte mia di illeciti di nessun genere", inoltre ha detto di non aver mai ricevuto regali né bonifici personali da loro e ha detto di ritenere scandalosa e offensiva la diffusione di notizie e intercettazioni che non hanno attinenza con la vicenda giudiziaria di cui si sta occupando la procura di Napoli. D'Alema ha dato mandato al suo avvocato affinché difenda la sua reputazione.

Massimo D'Alema

Via | la Repubblica

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