Renzi, alle elezioni con l’Italicum-Renzellum per fare “piazza pulita”

Tutto come previsto, anche dopo la Direzione del Pd sull’Italicum, nel ruolino di marcia tracciato da Matteo Renzi. Tutto come previsto nel senso che ognuno, a cominciare dal pidì, continua a recitare la propria parte anche se con pesi e prospettive diverse.

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Da una parte ci sono i “dissidenti” nella logica del “can che abbaia non morde”, sempre più accucciati nell’angolo dell’irrilevanza politica, dall’altra c’è il premier-segretario che fa e disfa a proprio piacimento, totalmente disinteressato di quel che succede all’interno del proprio partito.

L’Italicum non è una questione di lana caprina perché può stravolgere le fondamenta su cui poggia la democrazia politica e istituzionale italiana uscita dalla Costituzione repubblicana. Ma l’Italicum è per Renzi “solo” lo strumento per “cambiare verso” all’Italia, in altre parole per fare una Italia su misura di Renzi,a proprio uso e consumo.

Piaccia o no si sta marciando in questa direzione perché davanti a Renzi non ci sono ostacoli, né a sinistra né a destra o nel centrodestra privo di identità, progettualità, leadership.

Cosa vuole davvero Matteo Renzi? Punta oramai in modo netto al voto anticipato, usando il Renzellum per una resa dei conti definitiva dentro il Partito Democratico e fuori, nessuno escluso.

Dice l’ex parlamentare dell’Ulivo ed ex direttore dell’Unità Peppino Caldarola: “Matteo Renzi ritiene di trovarsi in netto vantaggio nel panorama politico, considerata la crisi degli altri partiti e le lacerazioni crescenti nella sinistra del Nazareno. È protagonista di una fase che comincia a presentare risultati economici con segno positivo. Allo stesso tempo inizia a patire una faticosità nella gestione della maggioranza, a partire dal rapporto con il Nuovo centrodestra, oggi Area Popolare. Il premier sente avvicinarsi il tempo del “redde rationem”. Che in un regime democratico è rappresentato dalle elezioni”.

Nuove elezioni politiche anticipate, dunque? Caldarola non ha dubbi: “Ritengo di sì. Renzi pensa alla primavera 2016, quando oltre alla legge elettorale avrà ottenuto le due letture mancanti della riforma istituzionale. Poi spera nel successo di Expo come vetrina efficace per la proiezione internazionale dell’Italia. E nella stabilizzazione delle performance economiche grazie alla cura monetaria di Mario Draghi.Ma ha bisogno di regole che gli consentano di vincere con una maggioranza rassicurante”.

Tutto bene, dunque, per super Matteo? Sì. A meno che il prossimo 31 maggio scivoli nella buccia di banana delle elezioni regionali ed amministrative… Do you remember D’Alema?

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