Primarie Pdl: Gianpiero Samorì fra i candidati. Ma chi è?

Ancora non è ben chiaro se le elezioni primarie del Pdl, quelle che dovrebbero decidere chi sarà il successore di Silvio Berlusconi nella improba sfida elettorale contro i comunisti, si svolgeranno davvero e con quali modalità. Prima si era deciso di no, poi dopo una infuocata direzione nazionale si era optato per il sì, infine si è tornati al no. Oria siamo al forse, con una certa confusione sulla data, sui costi e sui partecipanti all'inedito momento democratico.

Già, la democrazia. Il segretario Alfano la promette in tutte le salse, alternando inviti e proclami contro le mele marce e i ladroni che andrebbero espulsi dal partito. E se le primarie sono un momento democratico importante per la vita di un partito, quelle del Pdl stanno già partendo piuttosto male. Già Magdi Allam ci ha spiegato perché non andrebbero fatte, ma lui voleva solo poter partecipare quindi non conta. Vediamo allora quali sono i primi segnali - negativi - che fanno sperare ben poco in una svolta del partito di plastica.

Nella pletora di candidature massmediatiche già presentate, oltre al sempre apprezzato Vittorio Sgarbi, figura tale Gianpiero Samorì. Un personaggio di cui qui nel centro Italia non si è mai sentito parlare. Cerchiamo allora di capire chi è Samorì e soprattutto cosa dobbiamo aspettarci da lui.

In questa nostra ricerca ci aiutano le immagini della convention da lui convocata lo scorso weekend a Chianciano... Il suo movimento si chiama Moderati italiani in rivoluzione e già questo basterebbe per metterci una croce sopra. A dare però il colpo di grazia alle velleità democratiche del candidato ci hanno pensato i giornalisti che si sono avvicinati al pubblico seduto in sala chiedendo, con fare subdolo, Chi parlerà dal palco? Chi si aspettava una risposta secca e pronta ad una domanda così banale è rimasto deluso. I numerosi anziani delle prime file, tutti con accento romano, non avevano idea di chi avrebbero ascoltato. Non male come inizio.

La classica ciliegina ce la mette l'Huffingtonpost: ecco il rinnovatore moderato - rivoluzionario Samorì

La chiave è il suo rapporto con Denis Verdini, il potente uomo macchina del Pdl, custode di parecchi segreti berlusconiani e compagno di calvario di Marcello Dell’Utri in diversi guai giudiziari. In asse con Verdini, Samorì ha provato a conquistare il partito in Emilia Romagna. O meglio, lo ha gestito, avendo come referente Verdini a Roma e in tandem con Giovanardi sul territorio. Solo lo scandalo delle tessere in mano alla camorra ha frenato, in parte, la conquista. La denuncia, qualche settimana fa, è stata messa nero su bianco da Isabella Bertolini. E sollevata anche grazie ad alcuni articoli di Giovanni Tizian, sulla Gazzetta di Modena. In uno di questi – data: 19 aprile 2012 – un tesserato sospeso dopo che il Pdl ha aperto un’indagine sulle tessere in mano ai casalesi dichiara: “Eravamo stati invitati a fare le tessere dall’avvocato Samorì”. Sullo stesso filone, sempre sulla Gazzetta, il 25 aprile compare un’altra ricostruzione (Titolo: tessere e camorra), in base alla quale parecchi tesserati avrebbero indicato come referenti nel tesseramento tutti uomini di Samorì.

Ci voleva proprio un uomo nuovo per il nuovo Pdl...

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