Fabio Fazio è il nostro Letterman? Il falso problema dell'informazione schierata


Fabio Fazio è il nostro Letterman. Queste le parole pronunciate con altissimo sprezzo del ridicolo dall'esimio presidente Rai Petruccioli, uno che di televisione campa dalla nascita proprio grazie al Cencelli del tubo catodico, che da sempre impone politici schieratissimi ai vertici dell'emittente di stato. Il tutto in seguito alla polemica della maggioranza che accusa Che tempo che fa e il suo conduttore di qualunque nefandezza, ma soprattutto di chiamare solo gente di sinistra.

E infatti è proprio così. Fazio chiama solo ed esclusivamente gente della sua parte politica, che si parli di musica, informazione o spettacolo. Il regista è Salvatores, il cantante è Venditti, il "giornalista" è Travaglio, il comico è Albanese/Litizzetto, lo scrittore è Sofri eccetera eccetera. E allora? Benissimo così. È un programma di sinistra che va in onda su Rai3 e si rivolge essenzialmente a gente di sinistra, così come Vespa tende a destra e Le frontiere dello spirito al centro. Peraltro mi risulta che Fazio abbia più volte invitato politici di destra, che hanno "gentilmente" declinato, quindi di che si lamentano?

È giunta l'ora di mettere la parola fine all'eterna diatriba sull'informazione schierata da una parte e dall'altra. Ogni programma dei mezzi di comunicazione, ogni articolo di giornale (a meno che sia di Metro o Leggo) ogni trasmissione radiofonica, ogni film che andate a vedere al cinema... tutto è schierato senza che ciò porti alcun vantaggio all'una o all'altra parte. Se proprio dobbiamo ancora scandalizzarci per queste cose, facciamolo quando sono espresse di nascosto; ovvero quando si cerchi di mascherare da verità quella che è solo una tesi, magari espressa con finta equidistanza. In tutti gli altri casi lunga vita a chi si schiera.

E allora lasciatelo in pace il buon Fazio, che comunque gestisce uno dei migliori programmi della tv italiana. Se deciderà di aprire i suoi orizzonti smettendo di fare la velina della sinistra politico-culturale non avrà che da guadagnarci in termini di intelligenza e onestà intellettuale; se non lo farà io continuerò a guardarlo lo stesso, consapevole di trovarmi di fronte a uno che sostanzialmente la pensa in maniera opposta alla mia.

E allo stesso modo continuerò a guardare Parla con me, a ridere con i Guzzanti, a seguire Ballarò e Annozero, ma anche Porta a Porta e L'antipatico. Il tutto con coscienza critica ed esercitando un semplice criterio: se mi interessa, se è ben fatto, se mi fa ridere lo guardo, altrimenti cambio canale. Il mio voto lo esprimo in cabina elettorale non quando accendo la tv.

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