Tutte le elezioni primarie in Italia


Alla vigilia delle primarie PD (il primo turno si terrà domenica prossima) e forse di quelle del Pdl (da quel versante è ancora tutto in progress, per non dire in alto mare), è evidente come questo tipo di elezioni di consultazioni sia ormai entrato nella routine politica italiana. Nate negli USA tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo, sono sbarcate in Europa solo di recente, e senza il complesso apparato legislativo che accompagna ele consultazioni negli Stati Uniti. Il partito socialista francese è stato il primo in Europa a utilizzare le primarie per le elezioni presidenziali, nel 1995, replicando poi nel 2007 e nel 2012. E in Italia?

Da noi il primo a esprimere ammirazione per il sistema delle primarie è stato Gianfranco Fini (parliamo di preistoria, della fine degli anni '90) quando da leader di AN propose le primarie per la scelta dei candidati a sindaco. Non se ne fece niente, e per molti anni le primarie sono rimaste solo uno spettro che aleggiava sulla politica italiana. Nel 2004 la Regione Toscana, caso tuttora unico in Italia, ha regolamentato nel proprio statuto il ricorso alle primarie; nel 2005 Romano Prodi le ha proposte come metodo per la selezione dei candidati nelle elezioni regionali e per le politiche dell'anno successivo.

Il 28 novembre 2004 si tenne una convention per decidere il candidato del centrosinistra alle regionali in Calabria (vinse Agazio Loiero) ma non tutti sono d'accordo nel chiamarle primarie. Le prime vere elezioni primarie in Italia sono state quelle per scegliere il candidato governatore della Puglia del centrosinistra, il 16 gennaio 2005.


Si sfidavano Francesco Boccia, della Margherita ma appoggiato dai Ds, e Nichi Vendola, di Rifondazione comunista. A sorpresa prevalse Vendola, che poi vinse anche le Regionali (cinque anni dopo, nel 2010, Boccia ha di nuovo sfidato Vendola e di nuovo è uscito sconfitto). La consultazione fu un successo, con quasi 80.000 partecipanti.

Il 16 ottobre del 2005 si tennero le elezioni primarie per la scelta del candidato premier dell'Ulivo. Gli sfidanti erano Romano Prodi, Fausto Bertinotti, Clemente Mastella, Antonio Di Pietro, Alfonso Pecoraro Scanio, Ivan Scalfarotto e Simona Panzino. Prodi vinse con oltre il 74% dei voti, su un totale di 4 milioni di votanti. Si trattò di primarie "aperte", senza bisogno di registrarsi: potevano partecipare anche gli immigrati presenti in Italia da almeno 3 anni e gli studenti e lavoratori fuori sede. Per votare occorreva sottoscrivere il programma de L'Unione e versare un euro.

Poche settimane dopo, il 4 dicembre, il centrosinistra votò in Sicilia per decidere il candidato alla presidenza della Regione. Vinse Rita Borsellino che poi fu sconfitta da Totò Cuffaro alle Regionali.

Il 29 gennaio 2006, sempre il centrosinistra votava a Milano per scegliere il candidato sindaco. L'ex prefetto Bruno Ferrante sconfisse Dario Fo ma poi non riuscì a superare Letizia Moratti alle Comunali.

Altre primarie per la scelta del candidato sindaco si sono tenute nel 2007 a Palermo e a Genova, e hanno visto la vittoria di Leoluca Orlando e Marta Vincenzi (ma solo quest'ultima vinse poi le Comunali).

Il 14 ottobre 2007, alla nascita del Partito Democratico, l'elettorato di centrosinistra è stato di nuovo chiamato alle primarie nazionali per la scelta del segretario. Anche in questo caso si trattò di primarie aperte, senza necessità di registrarsi o iscriversi al partito. I candidati erano Walter Veltroni, Rosy Bindi, Enrico Letta, Mario Adinolfi e il ticket Schettini-Gawronski. Votarono 3 milioni e mezzo di persone, anche extracomunitari e 16enni, e Veltroni diventò segretario con il 75% delle preferenze.

Tempo di indire due nuove primarie per le Comunali (nel 2008 a Bologna con la vittoria di Delbono e nel 2009 a Firenze con l'exploit di Matteo Renzi) e il PD tornò di nuovo alle urne per la scelta del segretario dopo le traumatiche dimissioni di Veltroni. Il 25 ottobre 2009 oltre 3 milioni di elettori scelsero tra Dario Franceschini, segretario pro-tempore uscente, Pierluigi Bersani e Ignazio Marino. Le primarie, aperte anche in questo caso a tutti i cittadini con più di 16 anni e agli extracomunitari con permesso di soggiorno, videro la vittoria di Bersani con il 53% dei voti.

Nel 2011, oltre alla seconda vittoria di Vendola nelle primarie in Puglia, Giuliano Pisapia vince a sorpresa le primarie per il Comune di Milano contro l'architetto Stefano Boeri (candidato ufficiale PD) e conferma SEL come la "bestia nera" del Partito Democratico nelle primarie; il giovane "vendoliano" Massimo Zedda sconfigge il candidato del PD Antonello Cabras nella corsa per la candidatura a Cagliari. Lo stesso anno Piero Fassino vince le primarie a Torino.

Il resto è storia recente. Arriviamo al 2012 con le amministrative e le Regionali. A Genova Marco Rossi Doria approfitta della spaccatura nel PD (che si presenta con due esponenti tra cui il sindaco uscente) e conquista la candidatura per le Comunali, che poi vincerà. Nel 2012 per la prima volta anche il centro-destra si affida alle primarie: è successo, in sordina, a Como, Rieti, Lecce, Trani e Piacenza, anche se i risultati in termini di affluenza non sono stati eclatanti.

Non sempre però le primarie vanno come dovrebbero, e i "casi" sono stati diversi. A Napoli, dove le primarie del centrosinistra nel 2011 sono state annullate per presunte irregolarità, spianando poi la strada alla candidatura "esterna" di Luigi De Magistris. Quest'anno alle Comunali di Trani il PD ha annullato le primarie che si erano già tenute e ha commissariato il partito locale scegliendo "dall'alto" il candidato sindaco. Risultato: il vincitore delle primarie annullate si è comunque candidato, e il centrosinistra spaccato ha perso. L'ultimo caso in ordine di tempo è stato quello per le Comunali di Palermo, lo scorso marzo: Fabrizio Ferrandelli ha superato a sorpresa Rita Borsellino (di SEL ma appoggiata dal PD), causando la rottura da parte dell'Idv, che non ha accettato il risultato delle primarie e ha presentato un proprio candidato sindaco, Leoluca Orlando, che ha poi sconfitto Ferrandelli.

Ci sono poi i casi in cui le primarie vengono invocate ma non si tengono, come per le Regionali in Sicilia, visto che l'alleanza tra PD e Udc si fondava sulla candidatura di Rosario Crocetta, e le primarie rischiavano di metterla in pericolo. Insomma, ce n'è per tutti i gusti, e il meglio deve ancora arrivare, con le primarie PD che si preannunciano come le più combattute finora, e quelle Pdl di cui ancora non si sa come, ma soprattutto se, si voterà.

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