Guinea Equatoriale, il regime usa l'ebola per screditare l'opposizione

La Comunità di Paesi di lingua portoghese apre un fascicolo sulla Guinea Equatoriale per le violazioni dei diritti umani: "Serve una missione internazionale indipendente"

E' sempre più alto il livello di attenzione sulla piccola, ma ricchissima di petrolio e gas naturale, Guinea Equatoriale: il regime di Malabo continua la dura repressione, nonostante il farsesco incontro nazionale tra la guida del Paese Teodoro Obiang Nguema Mbasogo e gli studenti che protestano per le condizioni di vita della maggior parte della popolazione nel paese.

Una protesta cominciata con un pretesto, lo svuotamento del programma di borse di studio (gli studenti accusano l'ex rettore dell'Università di Malabo ed ex ministro dell'istruzione Lucas Nguema Esono Mbang di essersi intascato una buona parte dei fondi destinati agli studenti), continuata con manifestazioni di piazza e una feroce repressione della polizia e dei militari, che hanno portato a termine arresti sommari (anche di minorenni, tutt'ora detenuti), torture di ogni tipo, omicidi mirati e messo a tacere ogni voce di dissenso all'interno (e all'esterno, con il blocco della rete internet) del piccolo paese africano.

Tali violazioni avrebbero convinto alcune importanti ong come Human Rights Watch, EG Justice e Conectas Direitos Humanos a chiedere ai paesi membri del CPLP (Community of Portuguese Language Countries, un'organizzazione internazionale che aggrega i paesi di lingua portoghese alla quale la Guinea Equatoriale ha aderito per convenienza nel luglio 2014 - in Guinea non si parla il portoghese ma lo spagnolo) di inviare in Guinea Equatoriale una missione indipendente per valutare e monitorare la situazione dei diritti umani. Le tre associazioni chiedono ufficialmente una missione di verifica e controllo che comprenda anche alcuni rappresentanti di gruppi indipendenti nel paese, al fine di valutare le condizioni dei diritti umani in Guinea Equatoriale e fare raccomandazioni specifiche al governo del Paese.

Solicitação para CPLP conduzir missão de avaliação da situação in loco dos direitos humanos na Guiné Equat...

Anni di lobbyng all'interno della CPLP hanno permesso al regime di Malabo di convincere i sodali della comunità di paesi di lingua portoghese a chiudere entrambi gli occhi sulle violazioni dei diritti umani nel paese, spiega Tutu Alicante di EG Justice: lo stesso Portogallo è rimasto scettico, ma la temporanea moratoria della pena di morte firmata dal Presidente Obiang a febbraio 2014 ha sbloccato le trattative ed incluso la Guinea nella CPLP. Quattro giorni prima della moratoria, denunciò Amnesty International, il regime giustiziò nove persone.

Secondo il regime di Malabo la pena capitale è necessaria visto l'alto tasso di criminalità nel Paese.

Ebola come arma politica: la truffa dell'ambasciatore FAO

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Un capitolo molto interessante riguarda le accuse di Crisantos Obama Ondo (nella foto a destra), ambasciatore della Guinea Equatoriale presso la FAO di Roma, ad alcuni esponenti politici di opposizione equatoguineani che vivono, per timore della propria incolumità, al di fuori del Paese (in Spagna, negli Stati Uniti, in Francia, in Gabon, etc): durante la fase finale della Coppa d'Africa, a febbraio, Ondo denunciò il tentativo messo in atto da parte di alcuni oppositori al regime di introdurre il virus ebola nel paese.

Con un post sulla sua pagina Facebook del 3 febbraio scorso l'ambasciatore FAO accusò l'opposizione politica di aver viaggiato in Guinea Conakry, in Sierra Leone e in Liberia a gennaio per "comprare il virus ebola": gli oppositori al regime si sarebbero messi in contatto con la famiglia di un uomo infettato dal virus, tale Cherif Coulibaly (questo nome non vi ricorda casualmente la vicenda Charlie Hebdo?), per pianificare il suo ingresso in Guinea Equatoriale durante la Coppa. Una specie di cavallo di Troia del virus ebola, che avrebbe portato alla diffusione dell'epidemia anche nel piccolo paese dell'Africa occidentale. Una teoria confermata tre giorni dopo dal ministro dell'istruzione Lucas Nguema Esono Mbang (oggi cacciato dal regime dopo un rimpasto di governo seguito alle proteste degli studenti).

L'ambasciatore Ondo ha spiegato, qualche giorno dopo, diGabriel Mbega Obiang Lima essere stato contattato su Facebook dalla famiglia del malato di ebola Cherif Coulibaly, che gli avrebbe denunciato le promesse fatte loro dagli oppositori politici del regime di Malabo, che comprendevano un compenso di 150mila euro per il disturbo: i primi di marzo l'Ispettore Generale Responsabile del Personale e Logistica del Ministero della Sicurezza Nazionale della Guinea Equatoriale ha aperto un'inchiesta per verificare le accuse di Ondo e prendere provvedimenti.

Provvedimenti che è già possibile vedere: lo scorso 17 marzo sono stati messi agli arresti Guillermo Nguema Ela, leader della Fuerza Demócrata Republicana (FDR), e Luis Nsoho, militante che denunciava con un megafono le violenze del regime e l'arresto di Ela. Pochi giorni prima invece Andres Esono Ondo, leader del partito di opposizione Convergenza per la democrazia sociale (CPDS), ha presentato un atto di citazione con una proposta di conciliazione per Ondo, accusato di calunnia, presso il Tribunale di Malabo, firmato da Ponciano Mbomio Nvò, che è anche legale di Roberto Berardi (detenuto da oltre due anni nell'inferno delle galere di Bata). Nonostante la proposta di conciliazione, il leader politico è stato convocato due volte dal Ministero della Sicurezza Nazionale per testimoniare mentre l'ambasciatore Ondo si trova nuovamente a Roma con l'intento presunto di sottrarsi al processo.

Da Roma l'ambasciatore guineano alla FAO Crisantos Obama Ondo porta nuove prove a sostegno della sua complottistica tesi: la prova regina si chiama Diallo Coulibaly, cittadino della Guinea Conakry che sarebbe il fratello del malato di ebola che l'opposizione avrebbe voluto introdurre in Guinea Equatoriale. Diallo da giorni è onnipresente sulla Tv di Stato equatoguineana e ospitato a spese del regime all'Hotel Ibis di Malabo: ufficialmente il regime sposa la teoria del complotto denunciata dall'ambasciatore FAO ma, a parte la testimonianza di Diallo, nessuna denuncia nè azione legale è stata avviata dalla magistratura nguemista. Inoltre il governo della Guinea Conakry ha precisato nei giorni scorsi che Diallo Coulibaly non è un loro cittadino, di non aver mai ricevuto alcuna denuncia dalla famiglia Coulibaly, di non avere alcuna prova che dimostri le accuse mosse dall'ambasciatore FAO della Guinea Equatoriale.

Secondo Mamadou Aliou Sow, segretario general dell'Asociación de Guineano-Amigos de Valencia intervistato da Diario Rombe, Diallo Coulibaly sarebbe l'attore protagonista di una farsa messa in piedi dal regime di Malabo, una tesi sposata anche da Tutu Alicante della ong EG Justice.

Ebola è già stata utile una volta al regime di Malabo, nel novembre scorso, quando la psicosi da contagio convinse il Dipartimento di giustizia americano a sbloccare il patteggiamento con il rampollo di casa Obiang, Teodorin (vicepresidente lanciatissimo verso la poltrona di dittatore nonostante la guerra fratricida con il minore Gabriel Mbega Obiang Lima, neo-ministro delle miniere, dell'energia e dell'insustria, dicastero chiave per soddisfare gli appetiti degli squali del clan presidenziale).

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