Matteo Salvini e "il sorpasso" a Matteo Renzi: quando la comunicazione politica non esiste

La comunicazione politica del leader leghista Salvini da molto peso ai social network: per questo motivo l'ultimo post sul "sorpasso" a Renzi è uno scivolone

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Matteo Salvini e i social network: è un rapporto molto travagliato quello tra il segretario leghista e i suoi account social, un rapporto nel quale i colpi di genio si susseguono senza soluzione di continuità a delle castronerie astronomiche.

Se è vero, ed è vero, che il personaggio Matteo Salvini, duro, arrembante, indignato, interlocutore d'eccellenza per lo stomaco del Paese e perfetto per incarnare istinti e necessità primordiali dell'elettorato deluso "dalla politica" tout court, ha deciso di puntare molto della sua campagna di comunicazione politica su Facebook, Twitter e presenzialismo televisivo (non una cattiva idea, anzi, ma non si sa quanto lungimirante), altrettanto vero è lo spread che intercorre tra il Salvini catodico ed il Salvini digitale.

Il primo è l'ospite perfetto dei salotti televisivi e dei dibattiti tv: ha sempre il commento giusto per la polemica giusta, appare spigliato e giovanile (orecchino e felpa sono un must-have dei neosalviniani) ed infatti capita spesso di trovarselo a reti unificate Rai-Mediaset-La7 che nemmeno la Nazionale di calcio. Nonostante la Lega non sia un grande pensiero (in termini elettorali assoluti) per il Partito Democratico, Salvini è secondo (periodo gennaio-febbraio) solo a Matteo Renzi, ma se escludiamo le cronache di governo balza al primo posto nella classifica del presenzialismo televisivo.

Il secondo Salvini invece, quello digitale, vive un rapporto più complicato con il suo personaggio: l'uso smodato del CAPSLOCK, per sottolineare le presunte parole chiave dei suoi post, è oramai il minimo di fronte allo scempio che troppo spesso il suo staff fa della comunicazione politica online del leader della Lega Nord.

In un post pubblicato questa mattina sulla sua fanpage Matteo Salvini più che uno scivolone incappa in un baratro che sembra non avere un fondo:

Le bugie di Renzi hanno le gambe corte: stiamo arrivando!

Posted by Matteo Salvini on Giovedì 16 aprile 2015

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Condurre la tesi, anche se con parole caute come mai, che follower e amici siano il propellente perfetto per l'assunzione leghista a Palazzo Chigi, tramutandosi in voti per il sole delle Alpi direttamente nelle cabine elettorali, resta non solo banalmente azzardato ma anche un po' infantile come "scherzo politico".

La comunicazione politica, in tal senso, scade nel cartoon dove il contenuto non conta; contano colore, immagini, volumi e, sopratutto, conta il numero ripetuto di volte che l'antagonista coyote (Matteo Renzi, nel caso specifico) si spiaccica contro l'ennesima incudine o precipita nell'ennesimo burrone, per ripartire sano come un pesce la prossima puntata.

Comunque, a quanto ci risulta molto spesso è lo stesso Matteo Salvini, iPad alla mano, a scrivere i suoi post e a rispondere ai suoi fan. Non è solo un problema di staff.

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