Lo sciopero generale della scuola: Adesione all'80%. Renzi: "Dialoghiamo"

Tutte le notizie e la diretta sullo sciopero generale della scuola italiana di oggi 5 maggio 2015


6 maggio 2015

- Era dai tempi della Gelmini che non si vedeva una partecipazione così grande ad uno sciopero della scuola. L'adesione, secondo le organizzazioni sindacali, è stata molto alta: circa l'80%. Al fianco dei docenti, ci sono statati anche tanti studenti: 25mila sono scesi in piazza a Roma, 20mila a Milano, 15mila a Bari, 5mila a Cagliari, 10mila a Palermo e 5mila a Catania.

Matteo Renzi, che ha nel corpo docenti la sua base elettorale, è dovuto correre ai ripari, abbandonando i toni provocatori degli scorsi giorni. Il premier, in visita all'azienda Stahlbau Pichler di Bolzano, ha aperto al dialogo: "Ci sono tante persone che oggi protestano, noi ascoltiamo, perché è giusto ascoltare, parlare ma siamo il primo governo che mette 3 miliardi sulla scuola [...] Il tema scuola per me è un tema chiave. Poi nel merito continueremo a discutere nei prossimi giorni: sulle assunzioni di determinate categorie piuttosto che di altre e sull'organizzazione del sistema scolastico. Siamo pronti ad ascoltare e condividere"

13.49 - "La figura del preside ricorda molto quella del sindaco: ha troppi poteri, ci vuole una scuola con più partecipazione", ha spiegato il segretario della Cisl Furlan. Ma oltre al sindacato si sono fatti sentire anche i politici, come Pippo Civati: "Questo è uno sciopero non politico, perché la politica non rappresenta più nessuno, perché il Pd ha tradito i suoi impegni elettorali e ha fatto una riforma della scuola lontanissima dalla nostra cultura politica".

Dall'altra parte della barricata, il ministro Giannini: "Erano sette anni che non si vedeva uno sciopero del genere, perché da sette anni nessuno provava a mettere mano alla scuola". Interviene anche Renzi: "Ci sono tante persone che oggi protestano, noi ascoltiamo, perché è giusto ascoltare, parlare, ma siamo il primo governo che mette 3 miliardi sulla scuola. Abbiamo intrapreso il percorso di grandi riforme e andremo avanti con la testa dura".

A fare da pontiere, il presidente del Senato Grasso: "C'è la disponibilità del Senato a sentire i docenti che oggi hanno scioperato. Perché per la buona scuola serve un confronto positivo per arrivare a soluzioni possibilmente condivise. La scuola è dei docenti e dei ragazzi ed è il futuro del Paese".

5 maggio - È appena cominciato lo sciopero generale della scuola, che prevede cortei in sette città per protestare contro la riforma del governo Renzi. Sola eccezione, quella dei presidi, che vedrebbero aumentati i loro poteri e che, di conseguenza, sono in larghissima maggioranza favorevoli. Aosta, Milano, Roma, Bari, Catania, Palermo, Cagliari sono le città in cui sfileranno i tre sindacati principali, mentre l'ala che fa riferimento ai Cobas sarà presente in dodici città, tra cui Torino.

Aggiornamento 4 maggio 2015: Si terrà domani, 5 maggio 2015, lo sciopero generale della scuola, con un'iniziativa unitaria dei sindacati. Il ministro dell'istruzione Stefania Giannini oggi ha commentato così lo sciopero:

"I punti su cui si sciopera francamente mi lasciano perplessa, perchè sono assolutamente estranei a quello che noi vogliamo fare con la buona scuola, cioè autonomia scolastica e potenziamento dell'offerta formativa. La scuola è principalmente degli studenti oltre che degli insegnanti".

Più duro il sottosegretario dell'istruzione, Davide Faraone, che su Facebook si esprime così:

"Domani in piazza ci sarà una minoranza del paese, la più chiassosa, ma sempre di minoranza si tratta. I sindacati conservatori costruiscono le paure e poi le cavalcano" [...] In piazza ci saranno anche tanti lavoratori della scuola fomentati ad hoc. C’è chi ancora crede che #labuonascuola leda il diritto costituzionale della libertà di insegnamento e che abbia un impianto troppo autoritario, dando strapotere al preside. E chi la pensa così è il segretario Cgil, Susanna Camusso".

Sciopero scuola 5 maggio 2015, Renzi: "Giornata triste"

Il premier Matteo Renzi condanna l'iniziativa unitaria dei sindacati del 5 maggio contro la riforma della scuola. In un'intervista, rilasciata ieri a Rtl, ha dichiarato:

"Farebbe ridere, se non fosse un giorno triste, scioperare contro un governo che sta assumendo centomila insegnanti. Il più grande investimento fatto da un governo nella scuola italiana [...] Deve essere chiaro che noi non lasceremo la scuola ai sindacati. La scuola è delle famiglie e degli studenti. Se i sindacati fanno sciopero perché hanno paura che noi gli togliamo il diritto di fare quello che vogliono, fanno bene. Ma dicano che lo fanno contro un governo che assume e che aumenta gli stipendi"

Intanto, si rende noto dal Nazereno che il rottamatore, prima della data della protesta, invierà una lettera a tutti i docenti italiani per spiegare la riforma. Entro maggio, poi, i circoli Pd saranno mobilitati per un giorno di informazione sul Disegno di Legge.

Scuola, sciopero generale il 5 maggio 2015 contro la riforma di Renzi


16.10

- Anche Susanna Camusso, Segretario Generale della CGIL, ha preso parte alla manifestazione di questa mattina e, intervenendo sul palco a proposito dello sciopero generale della scuola:

Questa è la prima mobilitazione dopo il Ddl varato dal governo e credo che unitariamente bisogna decidere di proseguire anche con lo sciopero generale.

Carmelo Barbagallo, leader della Uil, ha ribadito il concetto:

I sindacati di categoria della scuola sono pronti a scioperare se il governo non cambia il disegno di legge sulla scuola.

Una delle due persone chiamate in causa, il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini, ha già commentato la decisione dei sindacati di indire uno sciopero generale della scuola. A margine del festival del volontariato di Lucca, Giannini ha dichiarato:

Ovviamente manifesto tutto il rispetto per una forma legittima di dissenso come lo sciopero. Noi stiamo cercando invece da un anno di costruire un ampio consenso intorno a una riforma in cui crediamo tantissimo, che è una riforma che hai dei princìpi rivoluzionari dal punto di vista culturale, del metodo e della governance delle scuole e sono certa che quando sarà capita fino in fondo da tutti ci sarà un'accettazione ma soprattutto una partecipazione ancora più ampia di quella che abbiamo trovato.

11.00 - Sciopero generale della scuola contro la riforma proposta dal governo Renzi. Lo hanno annunciato questa mattina Flc Cgil, Cisl scuola, Uil scuola, Snals Confsal e Gilda Unams nel corso della manifestazione di questa mattina in piazza SS.Apostoli a Roma.

La data scelta per lo sciopero generale è martedì 5 maggio 2015, una data che sarà comunicata ufficialmente anche al premier Matteo Renzi e al ministro dell’Istruzione Stefania Giannini con una lettera già annunciata da Massimo Di Menna, segretario generale della Uil Scuola:

Siamo preoccupati perché è in atto uno scontro tra il governo e la scuola e tra il governo e il paese e non serve. Vogliamo difendere la scuola italiana statale. Nelle prossime ore manderemo una lettera al ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini, e al premier Matteo Renzi per comunicare che il 5 maggio la scuola si fermerà. Abbiamo incontrato le forze parlamentari per spiegare le nostre ragioni e non siamo stati ascoltati.

E, ancora:

Serve un piano di assunzioni e serve che sia fatto per decreto. No inoltre all'art.12 al ddl, che per dare retta alla Corte europea stabilisce che dopo 3 anni di lavoro precario un docente sia licenziato. No infine al preside con super poteri.

Gli ha fatto eco Domenico Pantaleo, segretario generale Flc Cgil:

Noi chiediamo l'immediata stabilizzazione dei precari, il rinnovo del contratto, e che si realizzi, finalmente, una scuola autonoma, libera da molestie burocratiche e basata sulla partecipazione e la cooperazione tra i soggetti che operano nella scuola e nel territorio. Del disegno di legge va cambiato tutto e noi non possiamo più aspettare.

(in aggiornamento)

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