Enrico Letta conferma le dimissioni da parlamentare, sempre in tv

L'ex Presidente del Consiglio rinuncerà al vitalizio e si dedicherà alla carriera, dirigendo la Scuola di Affari Internazionali, facoltà di Scienze Politiche, a Parigi.

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9 giugno - Enrico Letta ha annunciato, ancora una volta in tv ma questa volta ospite di Floris a DiMartedì, di aver consegnato al presidente della Camera Boldrini la sua lettera di dimissioni: "La mia non è una resa, faccio un passo di lato perché credo non abbiamo ascoltato il messaggio dei cittadini che hanno detto basta con politica fatta da gente che non fa altro, non ha un mestiere. Ma per me è un rilancio, non starò zitto, dirò la mia. Mi dimetto da deputato, non dalla politica".

Enrico Letta annuncia le dimissioni da parlamentare

Enrico Letta ha annunciato in diretta tv, ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa che si dimette da parlamentare.

Per la precisione, che si dimetterà da questo Parlamento a partire dal 1° settembre.

Non è la prima volta che Che tempo che fa ospita politici che trasformano la loro ospitata per fare annunci che riguarderebbero altre sedi – lo stesso Enrico Letta era stato protagonista di una diretta da Palazzo Chigi in cui aveva fatto sapere che di lì a tre giorni avrebbe chiesto la fiducia in Parlamento.

«Il mio prossimo impegno politico sarà vivere del mio lavoro», ha detto Letta.

Fazio ha chiesto: «Ma nel Pd lo sanno?»
E Letta ha ribattuto: «Adesso penso di sì»

L'ex presidente del consiglio ha poi spiegato di aver annunciato le proprie dimissioni al Presidente della Repubblica (non a Matteo Renzi, che lo avrà saputo, come gli altri colleghi del Pd, dalla televisione, ammesso che fosse sintonizzato su Rai3).

ITALY-POLITICS-GOVERNMENT

Letta ha anche annunciato che rinuncerà al vitalizio.

Guiderà la Scuola di Affari Internazionali di Parigi, presso la facoltà di Scienze Politiche.

Si chiude così la parentesi politica dell'ex predisente del consiglio, scelto da Napolitano come prima riserva di Bersani dopo che questi venne impallinato dal suo stesso partito, per poi essere a sua volta spodestato dal rampante Matteo.

Al quale Letta non ha risparmiato frecciatine:

«Quel cambio di governo era inaspettato e non solo per me. Ma io sono sereno, adesso. [...] Riforme? Certo che servono. Ci sono però cose per cui dovrebbe essere protagonista il Parlamento e non il Governo che dovrebbe solo accompagnare le riforme istituzionali. Serve consenso ma bisogna anche convincere le persone. Il contrario dell’immobilismo non è il dirigismo»

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