Strage di migranti, le reazioni dei politici italiani

Dalle polemiche a caldo di Matteo Salvini alle promesse di Matteo Renzi sull'internazionalizzazione della risposta al problema migranti: le reazioni dei politici all'ennesima tragedia nel Mediterraneo

La strage di migranti di ieri, secondo molti potrebbe essere la più grave mai registrata nel Mediterraneo, ha riaperto il vaso di pandora delle dichiarazioni e delle polemiche sul tema immigrazione, un tema che mai come oggi rappresenta l'argomento più caldo sul quale incentrare il dibattito politico.

Su tutte, per posizioni politiche e per le battaglie "storiche" del partito, fanno discutere le dichiarazioni di ieri di Matteo Salvini, segretario federale della Lega Nord: Salvini, a poche ore dalla strage, con ancora nessuna notizia confermata, è intervenuto ieri a SkyTg24 spiegando la necessità di un intervento più concreto sulle coste libiche, chiedendo ed invocando a gran voce un vero e proprio "blocco navale" per impedire le partenze:

"È una tragedia annunciata. Più ne partono più ne muoiono. Dalla stage di Lampedusa non è cambiato nulla: partono, annegano o sbarcano, scappano e si alimenta lo scontro sociale. Cosa dobbiamo ancora aspettare per attuare un blocco navale per evitare le partenze? Altri 700 morti? L'ipocrisia di Renzi, Alfano e Boldrini crea solo morte."

Per il segreetario del Carroccio l'ennesima tragedia in mare "ha un nome e un cognome": una responsabilità che è del governo italiano, in primis, e dell'Unione Europea in seconda battuta, colpevole di aver abbandonato Roma nell'affrontare il grave problema dei migranti. L'idea del blocco navale lanciata da Salvini sembra piacere anche a Forza Italia (se non altro per coerenza politica: quando Maroni era al governo con Berlusconi le politiche dei respingimenti e degli accordi con il regime di Gheddafi hanno procurato non poche critiche all'Italia da parte della comunità internazionale).

Il consigliere politico del leader forzista Giovanni Toti ha accusato il governo di essere bugiardo sul tema migranti, chiedendo di cominciare ad occuparsi in modo più pratico della questione: anche Daniela Santanchè, che da tempo si era lievemente defilata dal balletto delle dichiarazioni politiche, ha tuonato contro il governo Renzi, proponendo come soluzione definitiva all'emergenza il "bombardamento dei barconi" direttamente nei porti libici da parte della Marina italiana e dell'aeronautica. Anche Silvio Berlusconi, con una nota, è intervenuto sul tema:

"Di fronte a quest'ultima tragedia basta con le accuse e le contrapposizioni. Occorre costituire immediatamente un tavolo tra tutti i protagonisti dei governi passati e presenti dove ciascuno possa mettere a disposizione le proprie esperienze per porre fine a queste sciagure. Questo è il momento dell'unità e dell'azione, non delle divisioni e dei contrasti."

ITALY-IMMIGRATION-REFUGEE-AFRICA

Anche Renato Schifani, senatore di Nuovo Centrodestra, è intervenuto, rigettando al mittente le parole di Salvini e cercando anche di sollevare il segretario Ncd, e ministro dell'Interno, Angelino Alfano da ogni responsabilità:

"[...] si dimentica che il naufragio è avvenuto in acque territoriali libiche e che quanto sta accadendo non riguarda la nostra sicurezza interna, questa sì di competenza del ministro Alfano, ma piuttosto la politica estera. L’unica soluzione è quindi una grande azione diplomatica che coinvolga l'Unione europea, finora assente, e la Comunità internazionale, specie gli Stati Uniti, impedendo il ripetersi di simili tragedie".

A fare quadrato attorno alle politiche del governo, indicando come internazionali le responsabilità della strage (o almeno le soluzioni da approntare), è la compagine governativa: sia Nuovo Centrodestra che il Partito Democratico infatti difendono l'operato del governo italiano e chiedono una maggiore solidarietà dalla comunità internazionale, Unione Europea e Nazioni Unite su tutti. Fabrizio Cicchitto, deputato Ncd e Presidente della Commissione Esteri, ha parlato apertamente di "sciacallaggio" da parte di una certa parte politica avversa ai renziani al governo (tra cui ci sono gli alleati forzisti in Veneto e Liguria).

La teoria dello sciacallaggio viene ripresa anche dai vari esponenti del Partito Democratico che hanno fatto quadrato attorno al premier e all'attività di governo: Deborah Serracchiani, vicesegretario del PD, Ernesto Carbone della segreteria e il segretario Matteo Renzi su tutti hanno espresso il loro dolore per la strage e lo sdegno per le parole e le polemiche politiche che ne sono scaturite.

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