Pedofilia: Papa Francesco rimuove il vescovo di Kansas City

Papa Francesco in America Latina

Papa Francesco ha accolto la rinuncia al governo pastorale della diocesi americana di Kansas City, inoltrata da monsignor Robert Finn. Quest'ultimo era stato condannato, negli Stati Uniti, per una serie di reati connessi alla pedofilia.

Finn, affiliato all'Opus Dei, ha guidato la diocesi dal 2005 ad oggi, nonostante la condanna del 2012. In particolare, la giustizia lo ha ritenuto colpevole di aver protetto padre Shawn Ratigan, che per anni aveva scattato foto pornografiche a bambini della sua parrocchia. Il processo che ha visto coinvolto il presule suscitò grande interesse nell'opinione pubblica perché per la prima volta un alto prelato veniva incriminato dopo circa 25 anni.

Evidenziamo che Padre Finn, in sede processuale, aveva riconosciuto di essere a conoscenza delle foto, ma allo stesso tempo per mesi ha ignorato il problema, non denunciando il fatto alla Polizia.

Il provvedimento del Pontefice è coerente con la sua svolta intransigente sui reati sessuali e di abusi sui minori commessi da esponenti del clero. Già nei mesi scorsi, Francesco aveva dato il suo assenso all'arresto di monsignor Jozef Wesolowski, ritenuto colpevole di pedofilia nel periodo in cui era nunzio della Repubblica Domenicana. Inoltre, aveva rimosso dal suo ruolo il vescovo di Ciudad de l'Este (Paraguay) per aver coperto abusi sessuali nella sua diocesi.

La scelta più clamorosa, però, è stata quella di togliere la porpora al cardinale scozzese O’Brien: un provvedimento storico, nessun Pontefice se ne era avvalso negli ultimi decenni. Ricordiamo che l'arcivescovo emerito di Saint Andrews and Edinburgh era passato agli onori della cronaca come il "cardinale molestatore", accusato da quattro preti di "comportamenti inappropriati".

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