Letta attacca Renzi: "Racconta un'Italia che non c'è, è solo metadone"

In un'intervista in radio con Gianni Minoli l'ex premier lancia pesanti accuse a Renzi.

Prime Minister Designate Matteo Renzi Presents New Italian Government

Enrico Letta è intervenuto questa mattina nel corso del programma radiofonico Mix24 condotto da Giovanni Minoli. L'ex premier ha avuto parole durissime nei confronti di Matteo Renzi. Lo ha accusato di descrivere l'Italia come un paese che nella realtà non esiste, di gettare fumo negli occhi agli italiani proponendo una realtà distorta: "Renzi racconta un Paese che non c'è? E' una fase in cui la percezione delle cose vale più del reale, aiuta a star meglio? Io cerco di dare un contributo perché non sia un tempo in cui la percezione conta più della realtà. Non aiuta a stare meglio è metadone".

Non è certo migliore la sua opinione sull'Italicum. Non si sbilancia, non spiega se la voterà o meno (anche perché qualche giorno fa ha annunciato le future dimissioni), è sicuro però del fatto che una cosa importante come una nuova legge elettorale ha bisogno di una maggioranza larga in parlamento, non si può certo pensare di farla passare con una prova di forza:

Se sarò in Parlamento voterò l'Italicum oppure no? Bisogna vedere come sarà l'Italicum. Lo vedremo. Penso che una legge elettorale approvata a maggioranza stretta in Italia ce n'è stata solo una, è stata il Porcellum, è stato un disastro. Le altre, il Mattarellum e quelle della prima repubblica, sono state approvate a maggioranze larghe perché, come ha detto Renzi stesso, le regole del gioco si fanno tutte insieme. C'è bisogno di una maggioranza larga.

Un po' meglio va con il Jobs Act, nella riforma del mondo del lavoro c'è qualcosa di buono. Ritiene però che sia ancora troppo poco, soprattutto per quanto riguarda chi è rimasto disoccupato, per questa fascia di cittadini servono secondo Letta maggiori tutele:

Il Jobs Act è stato un passo avanti però non sufficiente, c’è bisogno sul lavoro di fare molte altre cose perché oggi il vero problema è la disoccupazione e c’è bisogno di tutelare i lavoratori che hanno perso il lavoro. Le tutele crescenti non ci sono ancora a sufficienza. Bisogna aggiungere tutele.

Parla poi della sua esperienza come capo del governo. Fa autocritica, ma invita anche a pensare alle premesse sotto le quali è nato il suo insediamento. Si sentiva a disagio per il fatto di essere in pratica un non eletto, le condizioni per lavorare non erano certo delle migliori. Spostandosi sulla politica estera affronta poi la questione dei Marò e con un po' di amarezza sottolinea come altri paesi avrebbero saputo sicuramente muoversi meglio con l'India:

Proprio perché sono quattro ministri degli esteri e quattro importanti, autorevoli personalità, è la dimostrazione del fatto che l’Italia ci ha tentato in tutti i modi con formule diverse, però il tema di fondo è che questa vicenda si è infilata in una situazione indiana, indiana, attenzione, in cui abbiamo capito cosa vuole dire l’India. Se fossero stati gli americani andavano a riprenderseli. Ma noi non siamo gli americani.

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