Riforma della legge elettorale: tutte le proposte al vaglio


Se e quando la legge elettorale verrà cambiata non è dato saperlo, anche se da oggi abbiamo una data sicura per l'inizio della discussione in aula: il 28 novembre è previsto l'arrivo in Senato del testo di riforma. Quale testo? Questo è il problema, perché Pd e Pdl sono ancora ai ferri corti, e quindi ad oggi sembra inverosimile arrivare a un testo condiviso: lo scenario più probabile è che si voti sulla bozza approvata in Commissione dalla vecchia maggioranza Pdl, Lega Nord e Udc, mettendo in minoranza il PD. E tanti saluti alla "riforma condivisa" auspicata dal governo e da Napolitano.

Ma fuori dall'aula continuano sottobanco le trattative per arrivare a una soluzione di compromesso, soluzione che per motivi di tempo e di comodità non può prescindere dal mantenere la struttura base del "Porcellum", integrandola eventualmente con preferenze e premio di maggioranza. Se le preferenze non sembrano argomento di divisioni (ci potranno essere come non essere, non è quello il problema), il premio di maggioranza è l'argomento del contendere, anche perché è da quello che si deciderà il vincitore delle prossime elezioni. Ecco le proposte su cui si sta discutendo.

Bozza Malan. È quella votata dalla vecchia maggioranza, al momento il testo "ufficiale" che arriverà in aula. La bozza Malan prevede un premio di maggioranza per la coalizione vincente solo se questa supera il 42,5% dei voti. In questo caso la coalizione avrà il 55% dei seggi; se nessuno raggiunge il 42,5% i seggi saranno assegnati con il proporzionale puro. Ciò vuol dire che nessuna coalizione avrà la maggioranza dei seggi, e che quindi il nuovo governò sarà deciso a tavolino. Il PD la osteggia perché gli sfilerebbe la vittoria, l'Udc la appoggia perché porterebbe a un Monti-bis o analoga grande coalizione.

Bozza Bianco. È la bozza appoggiata dal PD: prevede una riforma dei collegi elettorali (passerebbero a 32), l'indicazione del candidato premier, niente vincolo di coalizione, niente preferenze ma divisione al 50% tra collegi uninominali e listini di candidati. Per quanto riguarda il premio di maggioranza, darebbe il 55% dei seggi al partito o alla coalizione vincente che supera il 40% dei voti. Se nessuno arriva al 40%, c'è un bonus di 32 seggi al primo partito, che garantirebbe comunque la governabilità. È come si vede su misura per il PD che sa di vincere ma non sa se raggiungerà il 40%.

Bozza D'Alimonte. È la proposta del professore "renziano" Roberto D'Alimonte. Non è il testo ufficiale del PD, ma una bozza su cui però il partito di Bersani sarebbe disposto a una mediazione. D'Alimonte darebbe il 54% dei seggi al partito che supera il 40%, o un premio "di consolazione" del 10% al primo partito, se non raggiunge il 40%. Nei giorni scorsi l'Udc ha aperto a questa soluzione, anche se con un premio del 6%. In questo modo, se il centrosinistra non raggiungesse il 40%, il premio non sarebbe così consistente da evitare un'alleanza post-elettorale.

Lodo Calderoli. Il "papà" del Porcellum non desiste, e dopo aver provato negli scorsi mesi a riformare la sua stessa legge, ora torna alla carica con una nuova proposta, alquanto cervellotica ma che sembra fatta apposta per piacere a tutti. Ci sarebbe un premio di maggioranza diviso in tre scaglioni: al partito o alla coalizione che prende tra il 30% e il 35% dei voti andrebbe un premio del 22,5%, a chi prende tra il 35% e il 40% un premio del 27,5%, a chi prende più del 40% un premio del 35%. Questa specie di supercazzola legislativa prevede che il vincitore non possa avere più di 340 seggi (a meno che non li ottenga direttamente dai risultati elettorali, nel qual caso il premio non scatterebbe), mentre se nessuno raggiunge il 25% i seggi sarebbero ripartiti con il proporzionale e senza premio.

Mattarellum. In questo scenario, resta in piedi l'ipotesi che il governo possa intervenire bypassando i partiti e ripristinando la legge elettorale con cui si è votato dal 1993 al 2005. Un'ipotesi estrema, che metterebbe il governo a rischio di non trovare una maggioranza.

Foto |© Getty Images

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