Cittadinanza agli stranieri: come votano quelli che la ottengono?


Periodicamente si torna a parlare della questione della cittadinanza agli stranieri. Magari per commentare le uscite di un Fini che spesse volte, da destra, ha sostenuto la necessità di rendere più facile l'ottenimento della carta di identità italiana da parte degli immigrati e delle seconde generazioni.

Il presidente della Camera e leader di AN è stato ogni volta rintuzzato da quelle parti della stessa maggioranza di governo, come la Lega Nord, che vedono una svolta di questo tipo come fumo negli occhi. Secondo i leghisti si tratterebbe infatti semplicemente di un favore alla sinistra, che mirerebbe ad accaparrarsi i voti degli immigrati per riuscire a tornare al potere.

Ma come votano davvero quegli stranieri che la cittadinanza riescono ad ottenerla? Una prima risposta viene da una ricerca della Fondazione ISMU, riportata dal Corriere della Sera, che si è concentrata sui neo-italiani della Provincia di Milano: una delle più multietniche d'Italia, che sarà presto chiamata al voto. Dall'indagine appare che

la distribuzione del voto degli ex stranieri è molto simile a quella degli italiani "normali". Nel dettaglio ci sono però differenze marcate tra le varie etnie». Qualche esempio: «Chi viene dall'est Europa pende verso destra, così come i filippini. A sinistra si collocano invece africani e sudamericani».

Sembrerebbero dunque esagerate le preoccupazioni di quanti, come la Lega, tendono ancora a considerare quello degli stranieri come un voto potenzialmente di sinistra: se alcuni sondaggi condotti tra la popolazione immigrata nel suo insieme sembrano confermare questa ipotesi, il sottoinsieme di quei pochi che ottengono la cittadinanza appare invece decisamente più equilibrato. E comprende forse, chissà, perfino ex cittadini rumeni pronti a mettere una croce sul Carroccio...

Foto: ingirogiro, Flickr.

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