Caso Global Service: le intercettazioni che inchiodano la famiglia Di Pietro

Cristiano e Antonio Di Pietro, Mautone e lo scandalo Global Service. Vi avevamo anticipato giovedì che la bomba stava arrivando, ma solo oggi è esplosa violentemente con la pubblicazione da parte dei principali quotidiani delle conversazioni private tra Mario Mautone, ex provveditore alle Opere Pubbliche della Campania, ora agli arresti domiciliari e il figlio del leader Idv Cristiano Di Pietro. Nelle intercettazioni Cristiano si serve di Mautone per ottenere favori di vario genere per i suoi amici; vediamone una pubblicata dal Corriere.

Cristiano: «Poi un'altra cosa, non so se la puoi fare questa cosa o meno... se hai la possibilità... ». Mautone: «Dimmi, dimmi».
Cristiano: «Io ho un amico però è ingegnere e sta a Bologna, volevo sapere se su Bologna c'era possibilità di trovargli qualcosa...».
Mautone: «Adesso vediamo, ci informiamo subito e vediamo».

E la risposta di Mautone riguardo agli incarichi da assegnare a professionisti amici suoi e di Nello Di Nardo:

"Gli ho dato l'incarico! Poi non l'ho ancora dato a lei! Lo passerò sempre a te e poi ce lo farai avere tu!"

Il padre farà di tutto per cercare di tenere fuori il poco avveduto figliolo dall'inchiesta, al punto da trasferire il chiacchierato Mautone da Napoli a Roma. Quest'ultimo cerca di ribellarsi, minacciando di ricattare il ministro rendendo noti i suoi rapporti con Cristiano; "Tu non ti devi muovere da Napoli. Il potere che tieni qua non lo puoi tenere a Roma!... Buttarla sul ricatto del figlio è l'unico sistema» gli consiglia la moglie.

Rimane il mistero sul motivo per cui Di Pietro abbia trasferito Mautone a metà 2007, quando l'inchiesta non era nota in alcun modo. il leader Idv si è giustificato asserendo di aver appreso la notizia dalle principali agenzie di stampa, ma in esse non vi è traccia di alcunché fino ai primi mesi del 2008. Per questo motivo la Dia ha emesso un'informativa tesa ad appurare l'origine della fuga di notizie che portò Di Pietro a trasferire Mautone e a consigliare il figlio di interrompere immediatamente ogni rapporto col faccendiere campano; consiglio che Cristiano seguirà alla lettera, tant'è vero che le intercettazioni si interrompono bruscamente dopo che questi gli ha comunicato il suo trasferimento a Roma.

Ecco le osservazioni della Dia, pubblicate dal Giornale:

"Naturalmente le richieste di Cristiano Di Pietro vengono immediatamente esaudite da Mautone, che ne comunica a Cristiano l'esito riservandosi di consegnare a lui materialmente il decreto di nomina (vedi intercettazione precedente "...c'ho dato un incarico... Lo passerò a te..." eccetera)

Si attende dunque la risposta di Di Pietro, che per ora si è limitato ad annunciare querele, anche alla luce della riunione che l'ex-ministro svolse col suo collega di partito senatore Formisano, in cui chiese ai suoi collaboratori di tenere fuori il figlio perché "troppo esposto". Naturalmente un padre non deve essere ritenuto per forza responsabile delle azioni del figlio, ma dall'autoproclamotosi campione dell'onestà e della trasparenza ci attendiamo al più presto un chiarimento sull'origine dele sue fonti riservate.

Nella foto: Mario Mautone e Cristiano Di Pietro

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